Incendio Mecoris, quando il “disastro ambientale” nasce dall’ignoranza. Ecco come stanno le cose

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Da emergenza ambientale a emergenza alfabetizzazione il passo è breve. Più di quanto si pensi. Soprattutto quando si parla di tematiche delicate, che non ammettono ignoranza da parte di chi decide di parlare pubblicamente. L’ignoranza, tutt’al più, è ammessa per chi legge, a patto che dopo s’informi.

Una questione di… virgole

Succede che l’incendio dello stabilimento Mecoris di Frosinone è un argomento che in Ciociaria tiene banco, giustamente, da ben quattro giorni. E sono tanti i commenti che si sono letti, specialmente sui social, dove in molti decidono di dare aria alla bocca senza avere la benché minima competenza. In fatto di temi ambientali, ma a volte addirittura di italiano e matematica. È il caso, ad esempio, di chi da stamattina (anche gente autorevole e che ha una certa credibilità) manda in giro la notizia secondo cui “il livello di diossina, che dovrebbe oscillare tra 0,1 e 0,3, arriva addirittura a 0,26. Tutto giusto, sono questi i risultati delle prime analisi fatte dall’Arpa. Peccato che 0,26 rientra perfettamente nella forbice che va da 0,1 e 0,3 e non è superiore come può pensare chi non ha alcuna dimestichezza con i numeri. Il valore 0,26 è inferiore a 0,30 (che è la stessa cosa di 0,3). Altra cosa sarebbe se fosse stato 3 e 26: in quel caso il valore sarebbe stato quasi 9 volte superiore alla soglia. Ma dopo la virgola, e quindi con i decimali, la situazione cambia.

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Un pizzico di logica non guasta

Fosse solamente una questione di matematica… basterebbe qualche ripetizione. Ma proprio concettualmente non ci siamo (e qui dovremmo passare ai test di logica). C’è chi da giorni, infatti, continua a commentare, sotto le notizie che parlano di uno stabilimento verosimilmente pieno di carta e cartone, tessuti e qualche balla di plastica, con lo screenshot che mostra una vecchia convenzione fatta nel 2016 tra la ditta Mecoris e il Comune di Alatri per il ritiro dell’amianto. Tutto giusto. Ma ciò significa che nel deposito dello stabilimento, al momento dell’incendio, ci fosse amianto? Se chi di competenza ha detto che, in base agli elementi raccolti finora, tenderebbe ad escludere la presenza di amianto, in attesa della certezza delle analisi, perché continuare a sventolare un articolo del 2016 in cui si parla di una convenzione. Anche la nostra società ha, nell’oggetto sociale, la possibilità di fare corsi di formazione. Ma ad oggi ci occupiamo di giornali, non di corsi. La Mecoris, se è per questo, leggendo l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciata dalla Provincia di Frosinone in data 24/10/2016, vengono elencate ben 57 codici CER, ognuno dei quali corrispondente ad un diverso materiale. Ciò significa che al momento del rogo nel capannone ci fossero 57 materiali diversi? Può darsi, ma non è detto. “E allora quel fumo nero?” si chiedono a frotte, anche. Si è parlato di plastica, oltre che di carta. Qualcuno ha mai provato a bruciare plastica e vedere di che colore è il fumo? (Non lo fate, per carità, è solamente un modo di dire). E tutte le suppellettili, di svariati materiali, contenute negli uffici?

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Rifiuti speciali non significa che debbano essere rifiuti pericolosi

E ancora altre decine di screenshot in cui si legge che l’azienda tratta rifiuti speciali: “ma quale carta, ecco cosa c’è sotto!”. Forse ci si confonde tra rifiuti speciali e rifiuti speciali pericolosi? Ebbene sì, anche carta e cartone possono essere rifiuti speciali. Stiamo parlando, per l’esattezza, di CER 19 12 12. È questo il codice di classificazione (LEGGI ANCHE: Incendio alla Mecoris, ecco di che rifiuti speciali si tratta). Si tratta di “rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti”, carta e cartone provenienti dalle raccolte differenziate dei Comuni nonché da altre raccolte differenziate di attività commerciali e industriali. Dalle attività di selezione e recupero di questi rifiuti, finalizzate alla produzione di materia prima secondaria, derivano scarti non riciclabili qualificati come rifiuti speciali non pericolosi (CER 19 12 12) e destinati al recupero energetico (inceneritori) o allo smaltimento in discarica.

Sui social il complotto è sempre dietro l’angolo

Un capitolo a parte lo meritano i complottisti a tutti i costi, quelli che “le analisi dell’Arpa sono false”, “il Comune e il sindaco dicono solo bugie”, “La Provincia concede autorizzazioni senza controllo”, “le forze dell’ordine tengono tutto segreto”, “la magistratura insabbia”. Un complotto regionale, forse nazionale, dunque, che vedrebbe tutti d’accordo contro i cittadini frusinati. A quale scopo? Fosse coinvolta, magari, anche qualche alta carica dello Stato? Partisse da un mondezzaio ciociaro, chissà, una rivoluzione per conquistare il mondo?

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In conclusione: non sarebbe meglio dare la parola prima agli inquirenti e poi a Facebook?

Probabilmente la Mecoris sarà l’azienda più inquinante d’Italia, è probabile che al proprio interno vengano ritrovati anche dell’uranio impoverito o delle scorie nucleari. Tutto è possibile. Ma questo non spetta alle “chiacchiere da social”. La giustizia andrà avanti, di pari passo con i provvedimenti per evitare di mettere a repentaglio la salute pubblica. Ma ciò sarebbe avvenuto anche se Facebook non fosse esistito. E se i commenti letti in questi giorni fossero stati un pizzico più intelligenti e, magari, un po’ meno imbarazzanti.

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Marco Ceccarelli

Marco Ceccarelli è giornalista e fotoreporter, attualmente Direttore Responsabile di TuNews24.it. La sua carriera inizia nel 2004 presso il quotidiano Ciociaria Oggi, occupandosi prima di cultura e spettacolo come collaboratore e passando successivamente alla cronaca come redattore, quindi diventando responsabile della cronaca nera provinciale fino al 2014. Nel frattempo ricopre anche il ruolo di Direttore Responsabile di alcune riviste locali, come Beautycase, ed è corrispondente del quotidiano nazionale Il Giornale per le province di Frosinone e Latina. Quindi, dopo aver fondato nel 2013 la società di Comunicazione e Marketing Globalpress S.r.l., entra a far parte del Gruppo Editoriale Perté, ricoprendo in un primo momento il ruolo di Direttore Editoriale del mensile Perté Magazine e di Radio Perté, successivamente anche del settimanale cartaceo Perté Week e del quotidiano web Perté Online. Sempre nell’ambito di tale progetto, presta servizio presso l’emittente Lazio Tv, dove idea diverse trasmissioni televisive e radiotelevisive. Dopo tali esperienze, nel 2015 decide, con l’avvento del Frosinone Calcio in serie A, di fondare il settimanale Tu Sport di cui è Direttore Responsabile e, pochi mesi dopo, dà vita anche al settimanale generalista Tu News. Nel frattempo accetta l’incarico di Direttore Responsabile della rivista mensile Frosinone In Vetrina e in seguito anche di Ciociaria & Cucina Excellence". Quindi dà vita al quindicinale cartaceo Non Solo Annunci,  alla rivista mensile poket patinata Ciociaria da Vivere e ai quotidiani online TuNews24.it e Il Corriere della Provincia. Negli anni 2019 e 2020 intraprende la gestione del canale provinciale di Frosinone di Lazio Tv, accetta l'incarico di Direttore Responsabile del mensile web nazionale Valori e Cultura e riporta in vita lo storico marchio dell'informazione ciociara La Provincia Quotidiano. Da ultimo (ma solo per ora) prende la direzione della testata culinaria Il Pappamondo e del magazine di salute e benessere Medical Group.