Un’altra splendida vittoria giudiziaria, un altro verdetto che cancella ogni ombra. Per Giovanni Celli, già sindaco di Ripi e consigliere provinciale, l’incubo è finalmente finito, e lo ha fatto nel modo più forte e rotondo possibile: assoluzione perché il fatto non sussiste.
Per il noto geometra ciociaro si tratta del secondo trionfo in tribunale nel giro di pochissimi giorni. Una doppietta di sentenze favorevoli che non lascia spazio a dubbi e che restituisce alla comunità, con forza ancora maggiore, la figura di un uomo pubblico e professionista dalla condotta trasparente, lineare e indiscutibilmente pulita.
La fine di un incubo lungo sette anni
La vicenda era iniziata nel 2019, nata dalla denuncia di una donna originaria di Ripi ma residente stabilmente negli Stati Uniti. La signora, legata a Celli da un lunghissimo rapporto fiduciario iniziato nel lontano 1994, aveva improvvisamente revocato la procura per la gestione dei suoi beni in Italia.
L’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Frosinone era pesante: truffa e appropriazione indebita aggravate. Secondo l’ipotesi accusatoria, Celli avrebbe trattenuto per scopi personali e sottratto centinaia di migliaia di euro (su un flusso complessivo di quasi 2 milioni di euro gestiti negli anni), fondi che sarebbero dovuti servire per tasse e amministrazione dei beni. La donna si era persino costituita parte civile, arrivando a chiedere un risarcimento monstre di quasi un milione di euro.
La verità trionfa in aula
Il processo è stato lungo e minuzioso. In aula sono sfilati decine di testimoni e si è consumata una complessa battaglia di perizie e consulenze tecniche. Ma alla fine, la verità è emersa in tutta la sua limpidezza.
I difensori di Celli, gli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, hanno smontato pezzo per pezzo il teorema accusatorio. Con una difesa magistrale, i legali hanno dimostrato la totale correttezza della gestione contabile e l’assoluta trasparenza del geometra di Ripi, provando come ogni singolo centesimo fosse stato impiegato correttamente.
Il Tribunale di Frosinone, presieduto dal dottor Ruscito, ha così accolto in pieno le tesi della difesa, pronunciando la formula liberatoria più ampia e gratificante: il fatto non sussiste. Nessun barlume di colpevolezza, nessuna zona d’ombra.
Riabilitazione totale: una figura cristallina
Questa sentenza non è solo un atto di giustizia formale, ma una vera e propria riabilitazione morale e professionale per Giovanni Celli.
Uscire a testa altissima da due procedimenti giudiziari complessi in così poco tempo dimostra ciò che chi lo conosce ha sempre sostenuto: la sua totale onestà. Celli si lascia alle spalle sette anni di tensioni e speculazioni, riprendendosi interamente la propria dignità di fronte ai suoi concittadini e confermando il valore della sua storica dedizione al lavoro e al territorio.


