L’epilogo di quattro anni e mezzo di guerra civile
La crisi politica al Comune di Frosinone ha raggiunto il suo punto di non ritorno. A meno di ventiquattr’ore dallo scadere dell’ultimatum fissato dal sindaco Riccardo Mastrangeli — pronto a confermare le proprie dimissioni irrevocabili e ad aprire le porte al commissariamento dell’ente —, l’Amministrazione di Palazzo Munari si trova paralizzata dall’ennesimo scontro interno. Un epilogo che appare come la naturale prosecuzione di quattro anni e mezzo di consiliatura contrassegnati da veti incrociati e faide quotidiane all’interno della maggioranza di Centrodestra.
Mentre l’opposizione di Centrosinistra si prepara a capitalizzare il crollo dell’Amministrazione in vista di una campagna elettorale anticipata, nel Centrodestra si continua a giocare allo sfascio. Al centro dell’ultimo cortocircuito c’è la richiesta perentoria avanzata da Fratelli d’Italia di estromettere dalla maggioranza la “Lista per Frosinone” del vicesindaco Antonio Scaccia, accusata dai meloniani di essere l’avamposto locale del movimento “Futuro Nazionale” del Generale Roberto Vannacci.
La replica di Futuro Nazionale: «Basta mistificazioni»
A stretto giro è arrivata la presa di posizione ufficiale di Futuro Nazionale, che respinge con fermezza la narrazione costruita da FdI per giustificare lo stallo politico. Intervenendo alla trasmissione A Porte Aperte, il coordinatore regionale del movimento, Marco Pomarici, ha voluto fare chiarezza sulla reale natura del gruppo e sulle dinamiche consiliari: «Non siamo assolutamente d’accordo con le mistificazioni. Futuro Nazionale non è nell’Amministrazione di Frosinone. Abbiamo esclusivamente una vicinanza e un ruolo politico, fuori dall’aula, da parte dell’amico vicesindaco Antonio Scaccia. Quindi Fratelli d’Italia non alzi il dito nei confronti di Futuro Nazionale per mistificare i problemi d’aula che esistono oggi all’interno dell’assise di Frosinone. Noi siamo sempre e assolutamente presenti, ma non accettiamo nella maniera più assoluta nessun dito puntato nei confronti del partito che oggi rappresento».
Pomarici ha inoltre ribadito la collocazione strategica del movimento, sottolineando che Futuro Nazionale intende rimanere stabilmente all’interno del perimetro del centrodestra a livello nazionale, smentendo qualsiasi intenzione di rompere la coalizione o di fungere da elemento destabilizzante.
Un pretesto ideologico per far saltare il banco
Le parole di Pomarici riportano il dibattito alla cruda realtà dei fatti: la “Lista per Frosinone”, come abbiamo già scritto in questi giorni, è una compagine civica storica e autonoma del territorio — fondata da Gennarino Scaccia — che ha da sempre fatto parte dell’ossatura amministrativa del capoluogo. Usare la vicinanza politica personale del vicesindaco Scaccia a Vannacci per trasformarla in una causa di incompatibilità amministrativa appare come una vera e propria ‘guerra santa’ ideologica, calata dai vertici romani e nazionali sulle spalle dei cittadini frusinati.
Il tentativo di addebitare a Futuro Nazionale la crisi dell’assise nasconde, secondo molti osservatori, le difficoltà strutturali della classe dirigente locale nel trovare una sintesi aritmetica e politica. La richiesta di espulsione dei quattro consiglieri della Lista Scaccia segue infatti altri colpi di spugna, come il veto incrociato sui consiglieri Marco Ferrara e Sergio Crescenzi (Mani Libere) e le recenti proposte irricevibili avanzate durante i vertici di maggioranza.
Verso il commissariamento
Se l’obiettivo di Fratelli d’Italia era quello di regolare i conti interni della destra nazionale sfruttando il palcoscenico di Palazzo Munari, il risultato rischia di essere devastante per la città. Senza un ripensamento dell’ultima ora e senza il ritiro dei diktat, la scadenza di venerdì pomeriggio segnerà la fine dell’esperienza amministrativa guidata da Mastrangeli, consegnando il capoluogo al commissario prefettizio e interrompendo i progetti strategici legati ai fondi del PNRR.


