Non si arresta il confronto politico a Frosinone attorno alla gestione della Presidenza del Consiglio comunale e all’efficacia delle delibere approvate nelle ultime sedute. Dopo la nota del consigliere di minoranza Pasquale Cirillo (LEGGI QUI), giunge la precisazione del consigliere di maggioranza Dino Iannarilli, che intende fare chiarezza sull’esito del parere espresso dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno in merito alle prerogative del Vicepresidente vicario Marco Ferrara.
«Incertezza giuridica superata dai fatti e dagli atti formali»
Iannarilli rileva come i quesiti inoltrati nei giorni scorsi dalle opposizioni vertessero in modo diretto sulla tenuta formale delle sedute consiliari, aspetto su cui le istituzioni di garanzia si sono pronunciate in maniera univoca: «Leggo la replica del consigliere Pasquale Cirillo e ritengo necessario riportare la discussione sui fatti oggettivi. Cirillo e gli altri consiglieri firmatari non si limitarono a porre la questione dei tempi per l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale. Posero formalmente in discussione la legittimazione del Vicepresidente vicario a convocare e presiedere l’aula, l’estensione dei suoi poteri e, di conseguenza, la validità delle deliberazioni adottate nelle sedute del 3 e del 30 luglio».
«Non si tratta di un’interpretazione di parte, ma di quanto figura negli atti promossi dalla stessa minoranza, laddove si sollecitava un pronunciamento formale ipotizzando un quadro di incertezza giuridica sugli atti. Per questo appare improprio sostenere oggi che l’unico nodo fosse l’elezione della presidenza. Le istanze presentate chiedevano risposte precise sulla continuità amministrativa, e quelle risposte sono arrivate».
Il pronunciamento istituzionale e la gestione dei provvedimenti urgenti
Nel dettaglio della valutazione prefettizia, il consigliere rimarca come il quadro normativo delineato confermi la correttezza delle procedure adottate dagli uffici comunali e dalla segreteria generale: «I chiarimenti forniti dalla Prefettura, d’intesa con il Ministero dell’Interno, confermano la piena facoltà del Vicepresidente vicario di esercitare le funzioni necessarie a garantire la continuità dell’ente, convocando il Consiglio sia per l’elezione delle cariche vacanti sia per la trattazione delle pratiche urgenti. Le risposte istituzionali hanno dunque escluso qualsiasi ipotesi di paralisi o di invalidità degli atti approvati».
In merito ai rilievi sollevati dall’opposizione sui criteri adottati per definire l’urgenza delle delibere, Iannarilli invita al confronto sui singoli provvedimenti: «L’urgenza di un atto amministrativo non risponde a valutazioni estemporanee, ma discende dalla natura della delibera, dai termini di legge, dai vincoli di bilancio e dalla tutela degli interessi pubblici. Qualora l’opposizione ritenga che una specifica delibera difetti dei requisiti di urgenza, ha tutti gli strumenti per contestarla nel merito, punto per punto, superando generiche riserve di carattere teorico».
Distinzione tra profilo giuridico e dinamiche politiche
Il passaggio centrale dell’intervento di Iannarilli punta a scindere la validità giuridica dell’operato consiliare dalle naturali dinamiche politiche che accompagnano la vita dell’amministrazione: «L’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale rappresenta indubbiamente un passaggio di rilievo istituzionale che l’assise sarà chiamata ad affrontare secondo le proprie prerogative. Tuttavia, è indispensabile distinguere il piano del confronto politico sui tempi dell’elezione dalla legittimità dell’attività deliberativa svolta nel frattempo dal Consiglio. Sostenere che, nelle more dell’elezione, l’organo consiliare non potesse operare significa sovrapporre due ambiti distinti».
«Dopo settimane in cui si è prospettato il rischio di una stasi istituzionale, prenderne atto con rigore formale è un dovere verso la cittadinanza. Ricevuto il riscontro dagli organi competenti, non si può disconoscere la portata dei chiarimenti forniti solo perché non hanno confermato le criticità ipotizzate».
Il giudizio sull’azione amministrativa
In conclusione, Iannarilli risponde alle osservazioni riguardanti la tenuta della compagine di governo, riaffermando la centralità dei risultati amministrativi conseguiti sul territorio: «Le valutazioni sulla compattezza e sugli equilibri della maggioranza rientrano nel fisiologico dibattito politico. Da parte nostra, riteniamo che l’operato dell’Amministrazione debba essere valutato dai cittadini sulla base dei fatti concreti: i cantieri aperti, la realizzazione delle opere pubbliche, l’attrazione degli investimenti e la qualità dei servizi offerti alla città».
«L’Ufficio Territoriale del Governo ha svolto una funzione di garanzia rispondendo a quesiti formali formulati dall’opposizione. Preso atto del quadro normativo tracciato – conclude – la priorità della maggioranza resta quella di proseguire nell’attività amministrativa e nell’interesse esclusivo della comunità di Frosinone».


