Sul dibattito relativo all’introduzione del BRT (Bus Rapid Transit) a Frosinone, la lista civica Identità Frusinate prende posizione a sostegno dell’opera, difendendo la linea dell’Amministrazione Mastrangeli e del vicesindaco e assessore alla Mobilità Antonio Scaccia. In una nota firmata dall’architetto Maurizio Ciotoli, delegato all’Urbanistica del movimento, si rivendica il valore strategico dell’intervento per il contrasto all’inquinamento atmosferico e si invita la cittadinanza a una riflessione sul bene primario della salute pubblica, sottolineando come la responsabilità di governo imponga scelte coraggiose anche di fronte ai disagi iniziali e alle critiche.
Di seguito il testo dell’intervento dell’arch. Maurizio Ciotoli.
«Il progetto del BRT deve essere valutato nel quadro di una più ampia strategia di contrasto all’inquinamento atmosferico e di progressiva riorganizzazione della mobilità urbana. Frosinone convive da tempo con livelli significativi di PM10 e con le conseguenze determinate dall’utilizzo intensivo delle automobili. Di fronte a una questione che coinvolge direttamente la salute pubblica, l’inerzia non può rappresentare una risposta.
È evidente che l’introduzione di una mobilità alternativa comporti una profonda modifica delle abitudini consolidated. I disagi esistono, sono comprensibili e devono essere attentamente esaminati. La comodità individuale, tuttavia, non può costituire l’unico parametro di giudizio quando è in discussione la tutela della salute, bene primario, fondamentale e giuridicamente non negoziabile.
I principali assi viari di Frosinone sono quelli storicamente esistenti e consolidati. Le alternative stradali risultano estremamente limitate e, in alcuni casi, del tutto assenti. È quindi difficile immaginare una trasformazione significativa della mobilità che non incida sui percorsi già quotidianamente utilizzati dai cittadini. Non si può pretendere di modificare il sistema dei trasporti senza intervenire sulle arterie disponibili, perché altri tracciati, semplicemente, non esistono.
Il BRT non deve essere considerato un progetto rigido e immodificabile. La sua efficacia dovrà essere verificata concretamente, valutandone nel tempo l’impatto sulla circolazione, sui residenti, sulle attività economiche e sui quartieri attraversati. Gli eventuali correttivi potranno essere apportati in corso d’opera, sulla base dei risultati e delle criticità effettivamente riscontrate. Il sistema dovrà essere cucito su misura per la città, come un abito che viene progressivamente adattato dopo averne verificato la vestibilità.
In prossimità della scadenza del mandato sarebbe stato certamente più comodo evitare provvedimenti radicali e potenzialmente impopolari. Con qualche cavillo si sarebbero potute rinviare le decisioni più difficili, limitandosi ad amministrare l’esistente e sottraendosi alle inevitabili critiche. Un simile atteggiamento avrebbe però rappresentato una forma di immobilismo e, al tempo stesso, una propaganda silente finalizzata alla conservazione del consenso.
Non decidere, quando un problema è evidente e non più differibile, equivale comunque a compiere una scelta, lasciandone ricadere gli effetti sulla collettività. Il senso di responsabilità impone invece al sindaco, quale pater familias della comunità cittadina, di adottare non i provvedimenti più populisti o più convenienti sul piano elettorale, ma quelli ritenuti giusti e necessari.
Riccardo Mastrangeli è quotidianamente tra la gente e con la gente. Ascolta le problematiche dei cittadini, conosce le difficoltà del territorio e mantiene un confronto diretto con la comunità. Questa capacità di ascolto consentirà di individuare le criticità concrete e di valutare, senza pregiudizi, gli eventuali interventi migliorativi. Ascoltare, tuttavia, non significa sottrarsi alla responsabilità di decidere.
Il compito di un sindaco non è fare esclusivamente ciò che produce consenso facile e immediato. Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte, anche quando sono onerose, controverse o impopolari. Significa perseguire ciò che si ritiene giusto nell’interesse generale, costi quel che costi, soprattutto quando è in gioco la salute dei cittadini.
La sensibilizzazione non può essere demandata soltanto alle istituzioni. Ogni cittadino deve compiere un’autonoma opera di riflessione e comprendere che la modifica di alcune abitudini non costituisce una semplice imposizione, ma un contributo concreto alla tutela della salute collettiva. Ridurre l’utilizzo dell’automobile, quando possibile, e valutare forme alternative di spostamento significa partecipare alla costruzione di una città più salubre e vivibile.
Le critiche sono legittime e rappresentano un elemento utile del confronto democratico quando evidenziano problemi reali e avanzano proposte costruttive. Diverso è il ricorso alle strumentalizzazioni, che rischiano di trasformare una questione di salute pubblica in un terreno di mera contrapposizione politica.
Il BRT potrà essere verificato, corretto e perfezionato. I disagi dovranno essere affrontati e mitigati, ma il problema dell’inquinamento non può essere rinviato attraverso l’immobilismo. Qualcosa deve essere necessariamente fatto, perché la salute dei cittadini, la qualità della vita e il futuro dei nostri figli valgono più di qualsiasi consenso facile».


