Il dibattito sulla sostenibilità e sulla riorganizzazione della viabilità nel capoluogo ciociaro continua a far registrare toni particolarmente accesi, trasformando un’opera infrastrutturale strategica in un vero e proprio banco di prova per l’etica e la coerenza della politica locale. Al centro delle polemiche vi è la realizzazione del Bus Rapid Transit (BRT), il sistema di trasporto veloce su gomma concepito per rivoluzionare la mobilità di Frosinone.
A seguito dell’iniziale presa di posizione del movimento Identità Frusinate (LEGGI QUI), che aveva apertamente qualificato la realizzazione dell’opera come una scelta di responsabilità indispensabile per tutelare la salute pubblica contro le polveri sottili, si è scatenato sul web un vivace contraddittorio. Una dialettica che l’architetto Maurizio Ciotoli, delegato all’Urbanistica del movimento, ha deciso di raccogliere e analizzare in modo approfondito attraverso un articolato comunicato di risposta.
L’accoglienza del confronto e il richiamo alla sobrietà dei fatti
Nel suo intervento, Ciotoli esordisce sottolineando come la discussione e il confronto dialettico rappresentino l’essenza stessa della democrazia, accogliendo con favore la molteplicità delle opinioni espresse dai cittadini e dagli esponenti politici. Tuttavia, di fronte al prolungarsi di argomentazioni frammentarie e strumentali, l’esponente di Identità Frusinate avverte l’esigenza impellente di ricondurre il confronto alla sobrietà dei fatti e alla precisione degli impegni assunti.
Nel delineare il quadro delle reazioni, Ciotoli traccia una netta linea di separazione tra le consuete frange vociferanti del dibattito pubblico e l’atteggiamento assai più problematico tenuto da alcuni amministratori locali. Se da un lato le manifestazioni rumorose appartengono alla fisiologia del confronto e mantengono il pregio della prevedibilità, dall’altro appare inaccettabile che esponenti politici consapevoli utilizzino giudizi improvvisati e non sorretti da adeguate competenze come combustibile per alimentare la polemica quotidiana.
«A seguito del comunicato da me diffuso nella giornata di ieri, si è sviluppato sul web un ampio contraddittorio dialettico, che accolgo con favore. Il confronto, del resto, è il sale della democrazia ed è del tutto naturale, oltre che legittimo, che non tutti condividano le opinioni e le valutazioni da me espresse. Tra le numerose reazioni registrate – evidenzia Ciotoli – quella che ha maggiormente destato la mia curiosità riguarda l’atteggiamento di coloro che, con una definizione volutamente bonaria, chiamerei i ‘surfisti dell’onda populista’. Esponenti politici sempre pronti a cavalcare il malcontento del momento, anche quando quell’onda finisce per condurli in una direzione diametralmente opposta rispetto agli impegni assunti dinanzi agli elettori».
Il vincolo del programma elettorale e il valore della coerenza
Entrando nel cuore dell’analisi politica, Ciotoli solleva la fondamentale questione della responsabilità elettorale. Il dato cardine, definito semplice e difficilmente contestabile, risiede nel fatto che tutti coloro che si sono candidati nelle liste a sostegno del sindaco Riccardo Mastrangeli erano perfettamente a conoscenza che il BRT costituiva uno dei pilastri centrali del programma della coalizione. La sua realizzazione non è dunque un’invenzione post-elettorale, né una misura calata dall’alto all’insaputa dei cittadini, ma una precisa strategia di riorganizzazione della mobilità urbana comunicata chiaramente agli elettori prima del voto.
Coloro che hanno chiesto il consenso a sostegno di quel progetto lo hanno fatto consapevolmente, ed è per questo che il passaggio da un’adesione programmatica a una contrarietà oggi presentata come assoluta appare ingiustificato e privo di fondamento.
«Chi si è candidato nelle liste a sostegno di Riccardo Mastrangeli non poteva ignorare che il BRT costituisse uno degli interventi contemplati nel programma elettorale della coalizione. La sua realizzazione, pertanto, non rappresentava un’iniziativa concepita improvvisamente dopo le elezioni, né un’opera estranea al mandato politico richiesto ai cittadini. Il BRT era parte di una strategia più ampia di riorganizzazione della mobilità urbana e veniva indicato come una possibile alternativa all’utilizzo sistematico dell’automobile privata. Coloro che si candidarono a sostegno di Mastrangeli – spiega ancora CIotoli – chiesero il consenso degli elettori anche sulla base di quel programma. Lo fecero consapevolmente, salvo voler sostenere oggi, secondo un’ipotesi non particolarmente lusinghiera, di avere aderito a un progetto politico senza averne metabolizzato i contenuti»
Il delegato all’Urbanistica ribadisce che, pur essendo pienamente legittimo che nel corso della consiliatura alcuni consiglieri decidano di prendere le distanze dalla maggioranza e passare all’opposizione, tale scelta non cancella il dovere morale e politico della coerenza. Il vero nodo non sta nel diritto di criticare l’opera, ma nelle ragioni non ancora spiegate di un repentino cambio di visione. Se il BRT rappresentava una soluzione valida quando si chiedevano i voti accanto a Mastrangeli, occorrerebbe spiegare quali fattori concreti lo abbiano trasformato oggi in un problema. In assenza di tali spiegazioni, la contestazione rischia di figurare come un mero esercizio di convenienza politica legato al nuovo ruolo di opposizione.
«È certamente legittimo che, nel corso della consiliatura, alcuni consiglieri eletti nella maggioranza decidano di prenderne le distanze e di passare all’opposizione. Tale legittimità, tuttavia, non cancella il dovere della coerenza. Il vero nodo politico non consiste, dunque, nel diritto di criticare il BRT, che nessuno intende mettere in discussione. Esso risiede nel passaggio, ancora privo di una convincente motivazione, da una precedente adesione programmatica a una contrarietà oggi presentata come assoluta e quasi originaria. Se il BRT era considerato una soluzione quando si chiedeva il voto dei cittadini accanto a Riccardo Mastrangeli, sarebbe utile comprendere per quali ragioni concrete oggi venga descritto come un problema. Una critica meramente demolitoria, costruita esclusivamente sulla nuova appartenenza all’opposizione, rischia infatti di apparire non come il risultato di una seria revisione politica, ma come un semplice esercizio di convenienza».
L’assenza di proposte alternative di fronte ai dati ambientali
Una seconda e ancora più rilevante questione messa in luce da Maurizio Ciotoli riguarda l’assoluta assenza di proposte alternative da parte di chi si oppone al BRT. La pura e semplice contestazione non può essere considerata una politica della mobilità: dire di no a un’opera pubblica senza indicare quale modello alternativo si intenda adottare significa lasciare deliberatamente irrisolta un’emergenza che affligge la città da anni.
I dati ISTAT continuano infatti a evidenziare per Frosinone criticità croniche legate alla pessima qualità dell’aria e a un tasso di motorizzazione privata tra i più elevati d’Italia, posizionando il capoluogo ampiamente sopra la soglia critica delle settecento automobili ogni mille abitanti.
«Vi è poi una seconda questione, ancora più rilevante. Chi oggi si oppone con maggiore veemenza al BRT dovrebbe indicare quale soluzione alternativa intenda proporre per affrontare le criticità della mobilità urbana che avevano reso necessario immaginare quell’intervento. La sola contestazione non costituisce una politica della mobilità. Dire no a un’opera senza spiegare quale modello alternativo si voglia adottare significa lasciare irrisolto il problema che quell’opera intendeva affrontare. I dati ISTAT richiamati nel dibattito – sottolinea l’esponente della civica Identità Frusinate – continuano a evidenziare, per il Comune di Frosinone, criticità significative connesse alla qualità dell’aria e all’elevato tasso di motorizzazione privata. La città si colloca storicamente tra i capoluoghi con il maggior numero di automobili in rapporto alla popolazione, superando ampiamente la soglia delle settecento vetture ogni mille abitanti».
L’impegno storico dal 2010 e la convergenza con il modello romano
A dimostrazione che l’attenzione alla mobilità sostenibile risponde a una visione coerente di lungo periodo e non a un’esigenza tattica del momento, Ciotoli ricorda come già nel 2010, ricoprendo la carica di assessore ai Trasporti del Comune di Frosinone, avesse posto pubblicamente l’accento sul drammatico scarso utilizzo del trasporto pubblico e sull’urgenza di riorganizzare il traffico cittadino. Tale impegno è documentato dagli articoli di stampa dell’epoca, tra cui una celebre uscita su Ciociaria Oggi del 29 luglio 2010, a testimonianza di una continuità di posizioni e responsabilità assunte nel corso degli anni.

«Questi temi, peraltro, chi scrive non ha iniziato ad affrontarli oggi. Già nel 2010, nella veste di assessore ai Trasporti del Comune di Frosinone, ponevo pubblicamente il problema dello scarso utilizzo del trasporto collettivo, dell’elevato ricorso al mezzo privato e della necessità di riorganizzare complessivamente la mobilità cittadina. Non si tratta di una rivendicazione affidata alla memoria personale – conclude l’architetto – né di una ricostruzione formulata per convenienza. Lo testimonia l’articolo pubblicato dal quotidiano ‘Ciociaria Oggi’ il 29 luglio 2010, nel quale venivano già evidenziati dati e criticità che, a distanza di molti anni, continuano a interrogare la città. Dunque, non parole pronunciate per inseguire la polemica del momento, ma posizioni, atti e responsabilità assunti nel tempo».
In conclusione, Ciotoli evidenzia un elemento di forte contraddizione politica che rende l’opposizione al BRT frusinate ancora più singolare. Proprio mentre a Frosinone si alzano barricate ideologiche, l’amministrazione capitolina di centrosinistra guidata da Roberto Gualtieri, attraverso l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, ha annunciato l’avvio della progettazione per due nuove importanti linee di Bus Rapid Transit a Roma, ovvero la Ostia–EUR e la Casalotti–Battistini. Questo passaggio dimostra in modo inequivocabile come il BRT sia riconosciuto anche da schieramenti politici opposti come una soluzione moderna, ecologica ed efficace per ridurre la dipendenza dalle auto private e garantire il benessere della collettività.

«Per ultimo, a rendere ancor più singolare l’opposizione pregiudiziale al BRT di Frosinone è quanto annunciato proprio ieri da Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità della Giunta capitolina di centrosinistra guidata da Roberto Gualtieri: Roma Capitale ha infatti avviato il percorso progettuale per due nuove direttrici di Bus Rapid Transit, la Ostia–EUR e la Casalotti–Battistini. Pertanto, anche il Centrosinistra romano evidenzia il Delegato all’Urbanistica della lista civica – riconosce nel BRT una soluzione moderna ed ecologicamente sostenibile per ridurre la dipendenza dall’automobile privata».


