La comunità di Pescosolido ha scelto: il territorio comunale non entrerà a far parte del PNALM (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise). L’esito del referendum consultivo tenutosi ieri ha sancito una vittoria netta del fronte contrario all’ampliamento dell’area protetta, chiudendo – almeno per il momento – un dibattito che andava avanti da mesi.
I numeri del voto: l’affluenza premia il ‘No’
La partecipazione dei cittadini è stata significativa, a testimonianza di quanto il tema fosse sentito dalla popolazione locale. Su un totale di 1.397 aventi diritto, si sono recati alle urne 894 elettori, portando l’affluenza finale al 64%.
Lo spoglio ha confermato il trend emerso già dalle prime ore:
- Voti per il NO: 488
- Voti per il SÌ: 398
- Scarto: 90 voti
Con una differenza di quasi cento schede, la maggioranza dei votanti ha preferito mantenere lo status quo, rifiutando i vincoli (ma anche le tutele) che l’ingresso nel Parco Nazionale avrebbe comportato.
Il sindaco Bellisario: «Il mio dovere è rispettare la comunità»
Il sindaco di Pescosolido, Donato Enrico Bellisario, ha commentato a caldo il risultato sottolineando l’importanza del processo democratico.
«La consultazione referendaria si è conclusa e il risultato è chiaro — ha dichiarato il primo cittadino — La comunità ha espresso la sua volontà e il mio primo dovere è rispettarla pienamente. Le sfide che ci attendono richiedono unità, non contrapposizioni. Da domani torniamo a lavorare insieme, con rispetto e con la maturità che questa comunità ha sempre dimostrato».
La dura reazione di Legambiente: «Un risultato amaro»
Di segno opposto è il commento di Legambiente Frosinone (Circolo “Il Cigno”), che esprime profondo stupore e delusione. Per l’associazione ambientalista, il ‘No’ di Pescosolido è una «scelta anacronistica» che ignora le evidenze scientifiche e le politiche dell’Unione Europea in favore dell’espansione delle aree protette.
Secondo Legambiente, con questa vittoria dei ‘No’, il Comune:
- Perde l’opportunità di valorizzare il proprio patrimonio naturale e promuovere un turismo davvero sostenibile.
- Rinuncia ai finanziamenti e alle opportunità di sviluppo economico offerte dal PNALM.
- Indebolisce la voce delle comunità del versante laziale del Parco nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali.
- Mette a rischio la tutela dell’ambiente per le generazioni future.
Un territorio diviso
Mentre il fronte del ‘No’ celebra il risultato come una difesa della gestione locale del territorio e delle sue tradizioni, resta l’amaro in bocca a chi vedeva nel Parco un’occasione di rilancio economico e ambientale. Il voto di Pescosolido conferma la difficoltà di conciliare la percezione dei vincoli ambientali con le opportunità di crescita offerte dai network delle aree protette nazionali.


