Si è conclusa presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone la tre giorni di studi “Paesaggi ibridi – Dal paesaggio visivo al paesaggio sonoro”, un ciclo di incontri che ha intrecciato arte, suono e ricerca nell’ambito del progetto C.O.M. City Open Museum – Urban Crossing.
Il progetto artistico-culturale
Ad aprire i lavori è stata la direttrice Stefania Di Marco, che ha evidenziato il valore del percorso come momento di sintesi di un’attività più ampia, avviata nei mesi scorsi e capace di coinvolgere la città di Frosinone in un dialogo tra pratiche artistiche e spazio urbano.
Un progetto che, nato sotto la direzione di Loredana Rea e sviluppato dall’attuale governance dell’Accademia, ha trasformato luoghi e linguaggi in occasioni di relazione e condivisione.
Ideato da Loredana Finicelli, Antonio Trimani, Giovanni Verga e Riccardo Bernardi, con la collaborazione di Serenella Bozhanaj e il contributo della Scuola di Scultura – in particolare dei docenti Luca Marovino e Salvatore Di Masi – il progetto ha proposto una riflessione articolata sul concetto di paesaggio, tra dimensione visiva e sonora.
Il programma e gli ospiti delle tre giornate
Nel corso delle tre giornate, articolate tra teoria e sperimentazione, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra studiosi, artisti, studenti e dottorandi, protagonisti attivi anche come relatori.
La prima giornata, dedicata ai rapporti tra arte, storia, memoria e patrimonio, è stata introdotta da Loredana Finicelli e coordinata da Nicolette Mandarano, Sara Garaventa e dalla stessa Finicelli. Sono intervenuti Andrei Bliznyuk, Maria Stella Bottai, Alberto Dambrosio, Loredana Finicelli, Chiara Guerri, Sara Garaventa, Loredana Rea, Michela Russo, Agnese Sferrazza, Nicola Zito e Daniela Simoni.
La seconda giornata, dal titolo “Visioni in ascolto – teorie e pratiche del paesaggio sonoro”, si è aperta con i saluti della direttrice Stefania Di Marco e l’introduzione di Serenella Bozhanaj. Sono intervenuti Antonio Trimani, Giovanni Verga, Loredana Finicelli, Daniela Simoni, Leonardo Barbierato, Manfredi Clemente, Antonella De Vita, Alessandra Flora, Benedetta Fabbri, Chiara Faustini e Gaia Russo Frattasi.
La terza e ultima giornata, “Ibridazioni”, ha rappresentato un momento di sintesi dei temi emersi, mettendo in relazione esperienze e prospettive, dalla storia dell’arte fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale. Sono intervenuti Maria Désirée Vacirca, Riccardo Bernardi, Asia Dib, Ester Origlia, Carmen Munafò e Natalia Rea, con il coordinamento di Loredana Finicelli, Antonio Trimani, Giovanni Verga e Riccardo Bernardi.
Particolarmente significativa la presenza attiva di studenti e dottorandi, che ha contribuito a rendere il convegno uno spazio dinamico di confronto e crescita.
“Paesaggi ibridi” si chiude così come un’esperienza intensa e partecipata, capace di attraversare linguaggi, epoche e visioni, restituendo una riflessione contemporanea sul rapporto tra arte, suono, memoria e spazio.


