Quello che fino a pochi giorni fa sembrava un lento risiko di poltrone ha subito nelle ultime ore una brusca accelerazione. Le trattative tra i partiti della coalizione e il Governatore Francesco Rocca sono giunte al punto di caduta definitivo: secondo fonti vicine alla Presidenza, la macchina burocratica è già in moto per ufficializzare il cambio della guardia.
Lo avevamo anticipato il 15 marzo
Non è una sorpresa per i lettori di TuNews24. Come avevamo scritto in anteprima lo scorso 15 marzo, il destino della Giunta era già segnato. Mentre molti parlavano ancora di ‘voci di corridoio’, avevamo delineato con precisione lo schema che sta per concretizzarsi: il passo indietro dei ‘territoriali’ per fare spazio ai vertici politici e ai nuovi equilibri interni.
Cronoprogramma: domani la svolta
La tempistica è ormai serrata. Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, già da domani mattina scatteranno le dimissioni ufficiali degli assessori uscenti. Contestualmente, il Presidente Rocca procederà alla firma dei decreti di nomina per i subentranti, garantendo una continuità amministrativa immediata.
I protagonisti del cambio di passo
L’operazione vede la Lega come protagonista assoluta di questo ‘tagliando’ di metà mandato. Pasquale Ciacciarelli, assessore alla Protezione Civile e Politiche Abitative, si appresta a lasciare l’incarico. L’esponente ciociaro cederebbe il testimone in ottica di una ristrutturazione nazionale e regionale del partito. A subentrare sarà il Segretario regionale del Carroccio: l’ingresso di Bordoni in Giunta rappresenta il ‘blindaggio’ politico chiesto da Matteo Salvini per mano di Durigon: un uomo di peso e di esperienza romana per gestire deleghe strategiche. Ma il rimpasto non si ferma qui. Anche Simona Baldassarre è pronta al passaggio di consegne con la deputata pontina Giovanna Miele, consolidando così la presenza della provincia di Latina nell’esecutivo regionale.
Perché si accelera?
La decisione di premere sull’acceleratore proprio ora non è casuale. Oltre alla necessità di proiettarsi verso le sfide del 2027 e del 2028, a sbloccare definitivamente la situazione è stata la conclusione della tornata referendaria.
Fonti interne confermano che la coalizione ha voluto scientemente attendere il superamento del voto per evitare che un rimpasto di Giunta potesse destabilizzare il quadro politico o prestare il fianco a strumentalizzazioni durante la campagna elettorale. Chiusa la parentesi delle urne, non ci sono più alibi: la priorità ora è ripartire con una squadra rinnovata per evitare che uno stallo prolungato logori l’azione di governo.
Il terremoto politico che avevamo previsto dieci giorni fa sta diventando realtà.


