Il terremoto politico che ha raso al suolo l’amministrazione di Francesco Lavalle a San Giorgio a Liri non è solo la cronaca di una caduta annunciata, ma rappresenta l’ennesimo capitolo fallimentare della gestione provinciale di Forza Italia firmata Rossella Chiusaroli. Mentre sette consiglieri firmavano la fine di un’era davanti a un notaio di Frosinone, la Segreteria Provinciale rispondeva nell’unico modo che sembra conoscere: con un comunicato stampa intriso di retorica, solidarietà tardiva e una palese disconnessione dalla realtà territoriale.
La cecità di una segreteria “distratta”
Definire la sfiducia a Lavalle un atto di «gravità inaudita», come fatto dalla Chiusaroli, tradisce una preoccupante miopia politica. Un Segretario Provinciale attento avrebbe dovuto sentire l’odore del bruciato mesi fa. Come è stato possibile permettere che tre esponenti del PD e quattro dell’opposizione si coordinassero con tale precisione chirurgica senza che Forza Italia muovesse una pedina per blindare il proprio sindaco?
La verità è che, mentre la Chiusaroli si occupava di equilibri astratti e passerelle, il terreno sotto i piedi di Lavalle si sgretolava. La “caratura politica” del sindaco, tanto decantata nella nota ufficiale, non è bastata a salvarlo da un isolamento che la Segreteria Provinciale ha ignorato fino all’ultimo secondo.
Il paradosso delle provinciali: un autogol clamoroso
Il tempismo della caduta è, se possibile, ancora più umiliante per la leadership di Forza Italia. Lavalle era il nome di punta per la corsa al Consiglio Provinciale. Con la sua caduta, Piazza Gramsci diventa un miraggio e la lista azzurra perde un pezzo da novanta nel sud della provincia.
Mentre il PD dimostra una compattezza feroce — portando Achille Migliorelli (uno degli “architetti” della caduta di Lavalle) verso la segreteria provinciale dem — Forza Italia resta a guardare, balbettando proclami di “impegno” su macerie ancora fumanti. La domanda sorge spontanea: chi sta guidando davvero la barca azzurra in provincia di Frosinone?
”Si scende in campo quando la partita è ancora aperta, non quando l’arbitro ha già fischiato la fine e lo stadio è vuoto”
Una solidarietà che sa di sconfitta
Annunciare che Forza Italia “scenderà in campo al fianco di Lavalle” ora suona come una beffa. Dove era il supporto della Segreteria quando i numeri in aula cominciavano a mancare? La politica non si fa con la solidarietà postuma, ma con la presenza, la mediazione e il peso specifico sui tavoli che contano.
Rossella Chiusaroli sembra preferire la narrazione dei “martiri della buona amministrazione” alla realtà dei fatti: la perdita di un comune chiave e lo scacco matto subito da un PD che, a differenza degli azzurri, ha dimostrato di saper muovere le truppe con spietata efficacia.
Il bilancio politico
Se la missione della Chiusaroli era rafforzare la presenza di Forza Italia sul territorio, il risultato di San Giorgio a Liri è un voto rosso sul registro. Perdere un sindaco giovane, rieletto e spendibile a livello provinciale non è un incidente di percorso, è un segnale di debolezza strutturale che la segretaria farebbe bene a non sottovalutare, invece di rifugiarsi in comunicati stampa fotocopia.


