Tanto tuonò che piovve. E stavolta non si tratta solo di qualche gocciolina d’acqua ma di un vero acquazzone, con tanto di fulmini e saette. Una violenta bufera che in provincia di Frosinone ha colpito Forza Italia così forte da non esserci ricordo di qualcosa di simili proporzioni. Ma non senza preavviso: le avvisaglie c’erano state eccome. Il problema è che nessuno ha voluto ascoltarle.
In venti tra giovani e meno giovani, iscritti con incarichi di responsabilità, dirigenti di partito e amministratori in carica presso Comuni ciociari, hanno fatto le valigie e lasciato la casa azzurra sbattendo la porta.
L’INIZIO DEL MALESSERE
Tutto iniziò qualche mese fa, quando Samuel Battaglini, esponente FI ben noto nelle nostre zone per la passione politica coltivata fin da giovanissimo ma anche per la sua forte capacità di saper aggregare, fu raggiunto dalla richiesta di espulsione dal partito su indicazione del segretario provinciale Rossella Chiusaroli. In molti, tra gli iscritti al partito, si aspettavano un segnale dai vertici nazionali, ma niente è mai arrivato. L’attesa è terminata intorno alla ventina di settembre, quando un gruppo di dieci persone ha deciso di lanciare un forte segnale di protesta, autosospendendosi dal partito. Un vero e proprio ammutinamento contro la linea tenuta dalla stessa segretaria provinciale Chiusaroli oltre che dei vertici del partito non intervenuti su ciò che stava accadendo in Ciociaria.
IL SOSTEGNO DEI GIOVANI
Forte, in particolare, il messaggio lanciato dai ragazzi azzurri: “Battaglini in questi anni ha sempre supportato il giovanile, rendendoci partecipi dell’attività del partito, facendoci sentire parte integrante di Forza Italia. Ad oggi – avevano spiegato gli ‘autosospesi’ – dobbiamo purtroppo constatare che non ha ricevuto rispetto e tutela dal partito in cui milita da anni, ed è logico pensare che se un trattamento del genere è stato riservato a lui, figuriamoci noi con quale spirito potremmo continuare ad affrontare le sfide del domani. Abbiamo da sempre servito la causa di un partito liberale, plurale e con un ascendente comunitario, ma purtroppo, almeno in questa provincia, abbiamo scoperto che non è così. A Di Renzo ed al resto dei ragazzi auguriamo senz’ altro buon lavoro, con la speranza che questo gesto forte ed eclatante possa nelle prossime ore risvegliare la coscienza di chi di dovere”.
IL PARTITO NON INDIETREGGIA
Niente. Come non detto. Nessuna coscienza nel frattempo si era svegliata, anzi! Nel frattempo, infatti, è cresciuto l’astio all’interno del partito: “Stiamo assistendo ad una narrazione che non corrisponde al vero. Il coordinamento provinciale di Forza Italia Giovani e il coordinamento provinciale del partito a Frosinone descrivono una realtà florida, quando invece ciò che viene raccontato è pura disinformazione. Non esiste alcun investimento reale sui giovani: tutto è piegato agli interessi personali di chi occupa le posizioni di vertice, o presunte tali”. Pesante, a inizio mese, l’affondo di Giorgio Russo, già responsabile della comunicazione di Forza Italia giovani.

VERSO LA ROTTURA
“Non c’è dialogo, non c’è confronto. Chi prova a pensarla diversamente viene messo a tacere e relegato al silenzio. Questo non è pluralismo, non è democrazia e soprattutto non è lo spirito liberale che Silvio Berlusconi ha indicato come fondamento della nostra comunità politica. Forza Italia Giovani a Frosinone, oggi, si muove in linea con l’impostazione del coordinamento regionale e provinciale, che ha smarrito le radici e i valori originari. Ciò che rimane è soltanto una struttura fragile, costruita sulle parole e non sui fatti, incapace di dare spazio vero e dignità ai giovani che vorrebbe rappresentare”.
“Abbiamo chiesto attenzione per chi crede davvero nelle nuove generazioni, per chi sa riconoscere il valore delle loro idee, delle loro competenze e delle loro energie. Perché soltanto dando voce autentica ai giovani si può costruire politica vera, si può costruire futuro. In tutta risposta abbiamo dovuto prendere atto che, anziché provare a ricucire, si è preferito minimizzare l’uscita di gran parte del coordinamento provinciale, facendo una serie di dichiarazioni pubbliche nel tentativo disarticolato di far passare il messaggio che tutto va bene. Ne prendiamo atto”.
SCOPPIA LA BUFERA
E così, nella giornata di ieri, è arrivato il terremoto definitivo: dimissioni di massa. Non più dieci ma addirittura venti. E stando ai rumors, si tratta di un numero destinato ancora a crescere, nelle prossime settimane, visto che in molti sarebbero più o meno pronti a fare lo stesso. Un caos incredibile partito, dunque, proprio da Battaglini, che sul verbale di dimissioni risulta come primo firmatario: dopo di lui una lunga sfilza: Federico Marrocco (consigliere Patrica), Rossana Antonucci (consigliere Patrica), Samuela Rossi (FIG Patrica), Alberto Ruscito (FIG Aquinio), Lorenzo D’Aguanno (FIG Villa Santa Lucia), Vincenzo Parisi (Ceccano), Andrea Mastrantoni (Boville Ernica), Guido Noce (Torrice), Francesca Fioretti (consigliere Strangolagalli), Alessandro Sebastiani (assessore Villa Santo Stefano), Luigi Cicciarelli (Villa Santo Stefano), Francesco Motameni (Guarcino), Norberto Masi (FIG Frosinone – vice provinciale), Denny Sebastiani (Giuliano Di Roma), Giorgio Russo (FIG – responsabile della comunicazione), Matteo Piscitelli (FIG Frosinone), Marco Colandrea (Vallecorsa), Giancarlo Cinelli (Monte San Giovanni Campano) e Paolo Sardellitti (Isola del Liri).
“Forza Italia è stata per anni una seconda casa – ha dichiarato Battaglini a caldo – grazie alla quale ho vissuto esperienze irripetibili. È sicuramente un momento triste e chi mi conosce sa bene cosa ho provato in queste settimane, ma soprattutto cosa sto provando ora. Abbiamo sopportato, oltre ogni limite, soprusi ed umiliazioni di cui tutti sono a conoscenza, nella speranza, nonostante tutto, che si potesse trovare una soluzione; ma così non è stato. Dalla revoca del ruolo di responsabile dell’organizzazione provinciale del partito (ruolo scaturito dall’ accordo unitario sul congresso provinciale) fino ad arrivare all’assurda ed immotivata infamante richiesta della mia espulsione dal partito. Non possiamo continuare a digerire una gestione di Forza Italia, in provincia di Frosinone, suicida, antidemocratica, illiberale ed ostaggio di pochi intimi. Ho avuto, in questi mesi, un luogo confronto con i tanti amici, amministratori, dirigenti e ragazzi con cui condivido una visione della politica e del territorio, dovendo accettare il fatto che non esistono più le condizioni, non certo a causa nostra, per proseguire il cammino in una casa che non è più quella che per tanti anni ci ha fatto battere il cuore”.
STOCCATA ALLA CHIUSAROLI
Non è mancata da parte del consigliere comunale di Patrica, nonché vicepresidente nazionale di Anci Giovani, una stoccata alla segretaria provinciale degli azzurri: “Chiusaroli, la cui azione politica è ricordata principalmente per aver fatto cadere l’Amministrazione di Centrodestra a Cassino e per aver provato a fare altrettanto con quella di Frosinone, ha portato il partito all’inconsistenza nelle dinamiche politiche provinciali. Basti pensare che alle scorse elezioni provinciali, se non fosse stato per Gianluca Quadrini, per la seconda volta di fila Forza Italia non avrebbe espresso il consigliere. Proprio l’ex Presidente del consiglio provinciale è la prova provata di come si opera all’interno del partito in provincia di Frosinone: ti utilizzano, ti spremono, poi quando non fai più comodo ti emarginano. È successo a lui, a noi e non dimentichiamoci il trattamento riservato ad Adriano Piacentini. Non è un caso che, solo nell’ultimo anno, sono stati messi in condizione di andarsene e/o di non ritesserarsi, tanto per citarne alcuni, i consiglieri di Monte San Giovanni Campano, Veroli, Alatri, Sora, Ceccano, nel silenzio generale”.

Non è finito qua lo sfogo di Battaglini, che ha deciso di sfilare la corona fino in fondo: “Nell’estremo tentativo di ritrovare entusiasmo nell’azione politica che ci ha spesso contraddistinto, abbiamo con enfasi accolto l’idea del Presidente Antonio Tajani di celebrare i congressi comunali, lavorando a testa bassa e portando al partito centinaia di nuovi iscritti. Il risultato? Nei Comuni dove siamo risultati gli unici ad aver sottoscritto le tessere, i congressi non si sono svolti, mentre a Sora, per sovvertire il risultato della base, sono dovuti recarsi alle urne tre parlamentari, il cui voto ponderato ha permesso l’elezione di un nuovo iscritto, residente in un altro Comune, candidato alle regionali con Zingaretti, che ha quindi sconfitto uno storico dirigente forzista. Nel capoluogo poi, si è consumato il disastro totale, con la scelta inspiegabile di mettere alla porta l’assessore Adriano Piacentini, tesserato di Forza Italia dal ’94 e di collocarsi all’opposizione del governo di Centrodestra”.
TRA PASSATO E FUTURO
Ma non sono mancate neanche parole di stima nei confronti di alcuni. Segno, questo, del legame profondo con il partito di Berlusconi e il dispiacere, tutto sommato, nel lasciarlo: “Inutile dire che ognuno è libero di indicare la strada che più ritiene opportuna, ma di sicuro non vogliamo renderci complici di questa deriva. Mi spiace, infine, che con il senatore Fazzone non sia stato possibile ricucire incomprensioni che, nel tempo, sono diventate voragini, alimentate in maniera distorta da chi necessita di denigrare gli altri, per oscurare la propria incapacità. In questo panorama caratterizzato da un enorme senso di rammarico, mi sento comunque in dovere di ringraziare il senatore Maurizio Gasparri ed il coordinatore nazionale del movimento giovanile, Simone Leoni, per la loro amicizia e per il loro immancabile supporto, anche in questo difficile momento”.
Ora, stando alle voci di corridoio, Samuel Battaglini, dopo aver ascoltato tante ‘sirene’, che da ogni parte hanno provato ad avvicinarlo una volta subodorato il malcontento, sarebbe pronto ad entrare nella Lega. Nel partito di Salvini ritroverebbe così, tra gli altri, gli ex compagni di partito Nicola Ottaviani e Mario Abbruzzese. E chissà che per lui non possa arrivare qualche incarico anche nel capoluogo. Magari all’interno nel perimetro dell’azione messa in campo proprio da zar Nicola sul Comune di Frosinone, dove nelle scorse settimane ha concluso anche l’operazione del passaggio con il suo gruppo del consigliere Marco Sordi, proveniente dalla ormai quasi ‘defunta’ lista Vicano: una volta formalizzato il passaggio, infatti, decadrebbe dal ruolo di assessore Laura Vicano. E, al suo posto, potrebbe arrivare proprio Battaglini, che tanto si è impegnato nelle ultime tornate per contribuire alla buona riuscita elettorale delle liste a sostegno di Ottaviani prima e di Riccardo Mastrangeli dopo.
Quello che è certo è che, qualora si ufficializzasse il suo ingresso in Lega, come ormai pare certo, per il Carroccio sarebbe senz’altro un rafforzamento importante in previsione delle Provinciali, visto che, con molta probabilità, i fuoriusciti dalla casa azzurra seguirebbero le orme di Battaglini: tra i venti che già hanno abbandonato e quelli che stanno per farlo, a conti fatti, ci sarebbe un bacino di preferenze che si avvicinerebbe ai 2.000 voti ponderati. In questo clima di guerra in cui ci si ammazza (politicamente) anche solo per la conquista di 35 voti (consiglieri della fascia più bassa) un ‘pacchetto’ del genere fa senz’altro gola.
IL CONTENUTO DELLA LETTERA DI DIMISSIONI
Di seguito il testo della lettere d’addio al partito sottoscritta dai 20 (per ora) ormai ex esponenti azzurri della provincia di Frosinone.
Con enorme rammarico ed immenso dispiacere, riteniamo doveroso informarvi che non intendiamo rinnovare l’adesione a Forza Italia e, contestualmente, lasciamo il partito. Si tratta di una decisione profondamente sofferta, maturata dopo quasi due anni di estremi tentativi volti a richiamare la vostra attenzione sulla gestione del partito in provincia di Frosinone.
Dal primo momento in cui ciascuno di noi ha iniziato a militare in Forza Italia, lo ha fatto spinto da una stima sincera e incondizionata verso il Presidente Silvio Berlusconi, e dalla convinzione di contribuire alla crescita di un partito realmente liberale, plurale e meritocratico. Purtroppo, in ambito provinciale, accade l’esatto contrario, nel disinteresse generale.
Abbiamo sempre garantito il nostro impegno e sostegno senza chiedere nulla in cambio. Nel gennaio 2024, proprio a dimostrazione della nostra volontà di collaborazione e unità. attraverso la figura di Samuel Battaglini, abbiamo trovato una sintesi sulla candidatura di Rossella Chiusaroli a segretario provinciale, definendo un accordo che prevedeva per il nostro referente il ruolo di responsabile provinciale dell’organizzazione.
Poco dopo, in occasione delle elezioni europee, a causa di comportamenti divisivi messi in atto dalla stessa Chiusaroli, abbiamo deciso di sostenere, tra le preferenze, Renata Polverini, senza tuttavia far mancare — nonostante tutto — il nostro supporto ai candidati locali. Terminata la competizione, la segretaria provinciale ha comunicato la revoca della delega a Battaglini: un atto ostile e ingiustificato, teso a ribadire una gestione personale e non democratica del partito.
Da quel momento, constatando la deriva organizzativa e politica del movimento in provincia di Frosinone, abbiamo più volte chiesto un intervento dei vertici regionali e nazionali, ma senza ricevere alcun riscontro. Nel frattempo, il partito ha conosciuto una crescente crisi interna: una parte minoritaria ha scelto di collocarsi all’opposizione del centrodestra nel Comune capoluogo, e la gestione delle amministrative di Ceccano ha esposto Forza Italia a una figura poco edificante, prima concedendo il simbolo per le primarie e poi ritirandolo per la competizione elettorale.
In questo quadro, non sorprende che nell’ultimo anno numerosi amministratori e dirigenti locali — da Veroli a Sora, da Alatri a Ceccano — abbiano lasciato il partito, insieme a figure storiche come Adriano Piacentini, assessore alle finanze del Comune di Frosinone e forzi-sta della prima ora, da sempre simbolo di lealtà e coerenza.
È lecito chiedersi: sono tutti colpevoli di opportunismo e tradimento, o esiste un problema che qualcuno non vuole affrontare?
Abbiamo riposto grande fiducia nei congressi cittadini voluti dal Presidente Antonio Tajani, ritenendoli un’opportunità per riportare equilibrio e partecipazione in un partito ormai chiuso in se stesso. Per questo ci siamo autofinanziati e abbiamo promosso il tesseramento, portando centinaia di nuovi iscritti, convinti che questo potesse rappresentare un segnale di rinnovamento.
Tuttavia, a Ceccano e Isola del Lise attendiamo ancora la data del congresso; a Sora, per sovvertire il risultato, si è reso necessario l’intervento di dirigenti regionali e nazionali estranei al territorio; in altri comuni – come Boville Ernica, Vallecorsa, Patrica, Strangola-galli, Pastena, Villa Santo Stefano, Guarcino – non sono stati ancora nominati i coordina-tori, nonostante il nostro contributo sia stato determinante per il tesseramento.
Tutto questo si sarebbe potuto risolvere con intelligenza, premiando il merito e la buona volontà, ma si è preferito esasperare i rapporti, arrivando addirittura a chiedere ai probiviri l’espulsione di Samuel Battagliai con motivazioni pretestuose e infondate. Questa, dopo anni di paziente sopportazione, avrebbe dovuto essere la goccia che fa tra-boccare il vaso; tuttavia, per rispetto della storia di questa -nostra casa-, abbiamo atteso ancora un segnale che, purtroppo, non è arrivato.
Oggi, con estremo dolore ma nella piena consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per ricucire, prendiamo atto della situazione e lasciamo Forza Italia, liberando il partito da una presenza evidentemente non gradita.
Rimaniamo orgogliosi del percorso compiuto, dei valori liberali e democratici che continue-remo a portare avanti altrove, nella convinzione che la politica debba tornare ad essere servizio, dialogo e rispetto reciproco.


