sabato 8 Novembre 2025
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Allarme rosso per gli infortuni sul lavoro in provincia di Frosinone

E' il quadro che emerge dal report elaborato dalla Uil di Frosinone – su fonte Inail - nell’ambito dell’attività periodica dell’Osservatorio Uil Lazio #ZeroMortiSulLavoro.

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Numeri in crescita per gli infortuni sul lavoro in Ciociaria. Nei primi sette mesi del 2025 il territorio ne ha contati 1456, 112 in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quanto l’Inail ne aveva infatti catalogati 1344. Sono aumentate anche le morti sul lavoro: sei in questi sette mesi, contro le 4 dell’anno precedente. Ecco il quadro – non certo rassicurante della sicurezza sul lavoro – che emerge dal report elaborato dalla Uil di Frosinone – su fonte Inail – nell’ambito dell’attività periodica dell’Osservatorio Uil Lazio #ZeroMortiSulLavoro.

Dopo Roma (20284) e Latina (2.079), il nostro territorio si colloca al terzo posto per denunce di infortuni, distanziando Viterbo (1112) e Rieti (676). Raggiunge invece il secondo posto a pari merito con Latina (6) per casi mortali. Nella classifica dei lutti Roma è infatti prima (30 morti sul lavoro), dopo la Ciociaria e il pontino, seguono Viterbo (4 casi) e Rieti (1). “I numeri inquadrano e delineano un fenomeno sempre più allarmante in Ciociaria – spiega Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone – Ed è del tutto evidente che le azioni fin qui messe in campo da Governo e Istituzioni non sono state in grado di implementare concretamente la salute e la sicurezza sul lavoro di tante donne e tanti uomini”.

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Il panorama regionale – che emerge dall’approfondimento Uil – ci dice che nel Lazio da gennaio a luglio sono stati 25607 gli incidenti sul lavoro: 10073 hanno riguardato le donne, 15534 gli uomini. Nello stesso periodo dell’anno precedente gli incidenti erano stati 24181, 14.711 avevano interessato i lavoratori e meno di diecimila (9.470) le lavoratrici. La fascia di età più martoriata è stata quella tra i 50 e i 54 anni (3.207 denunce), segue con 3.033 casi quella tra i 55 e i 59 anni. In calo invece gli infortuni mortali (62 nel 2024, 47 nel 2025). Sul dato pesa la performance di Roma e provincia: 30 morti sul lavoro da gennaio a luglio 2025, contro i 49 dell’anno precedente. La classe di età che ha pagato il tributo più alto è stata quella tra i 55 e i 59 anni (14 lutti), mentre sono stati sei i morti tra i lavoratori della fascia compresa tra i 60 e i 64 anni.

“Da tempo la Uil afferma – conclude Tarquini – che va intensificato il dialogo tra governo e parti sociali. E’ necessario voltare pagina e studiare una serie di interventi mirati, programmati e concreti che siano davvero in grado di scrivere un nuovo capitolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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