HomeAttualitàSupino e Vittoriosa, due comunità unite nel nome di San Lorenzo

Supino e Vittoriosa, due comunità unite nel nome di San Lorenzo

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Due comunità lontane, ma unite dalla stessa fede. Supino e Vittoriosa, a Malta, si incontrano nel nome di San Lorenzo, attraverso la musica.
È l’“Inno a San Lorenzo”, composto nel 1958 da Mario Cerilli e dedicato a don Egidio Schietroma, storico parroco e abate di Santa Maria Maggiore, a fare da ponte tra il piccolo centro lepino e l’antica città maltese.
Un inno che, dopo quasi settant’anni, torna a vivere con una nuova veste musicale, grazie alla strumentazione realizzata dal maestro Jonathan Abela, direttore della Filarmonica San Lorenzo di Vittoriosa.
E proprio questa mattina, 9 agosto, l’Inno è risuonato a Vittoriosa al termine della Messa del Te Deum, eseguito dalla Cappella Musicale dell’Arcipretura, diretta dal maestro Christopher Pisani.
Una mattinata ricca di significato anche per la delegazione arrivata da Supino. Dante Cerilli, figlio del compositore Mario Cerilli, è stato ricevuto dal sindaco di Birgu, la storica Vittoriosa, John Boxall, e dall’Arciprete, Can. Karm Busuttil.
Dopo l’esecuzione dell’Inno composto da Mario Cerilli, un momento conviviale ha riunito autorità, rappresentanti della comunità e delegazione italiana in un rinfresco, nel segno dell’amicizia e della comune devozione a San Lorenzo.
Domani, nel giorno della festa, l’Inno tornerà protagonista durante la tradizionale “Marcia del Risveglio” e accompagnerà anche la processione in onore del santo martire.
Ma la musica tornerà a suonare anche a Supino. Domani sera, 10 agosto, sarà la Banda Musicale “Gesualdo Coggi”, diretta dal maestro Angelo Marchesini, a eseguire la nuova strumentazione dell’Inno.
Dietro quelle note c’è la memoria di una comunità e di un parroco, don Egidio Schietroma, legato alla storia religiosa di Supino.
E c’è un episodio rimasto nella memoria della famiglia Cerilli: nel 1945, dopo i bombardamenti che avevano devastato Santa Maria Maggiore, don Egidio uscì in processione portando tra le mani la testa della statua di San Lorenzo, una delle poche parti rimaste dopo la distruzione della chiesa.
Una memoria che oggi attraversa il Mediterraneo e arriva a Malta grazie alla Fondazione Culturale Mario Cerilli.
A Palazzo Huesca, sede della Società Filarmonica San Lorenzo, la delegazione italiana sarà ricevuta dalla comunità e dalla Filarmonica.
Un incontro che va oltre la musica e diventa un vero abbraccio tra due comunità.
Perché a Supino come a Vittoriosa San Lorenzo non è soltanto il patrono.
È memoria, identità, tradizione.
E oggi è anche un linguaggio capace di superare distanze e confini.
Due piazze, due bande, due comunità.
E una sola fede che parla attraverso le note.

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