Frosinone è la provincia del Lazio con il più alto rischio di infortuni mortali sul lavoro. A evidenziarlo è il dossier “Caratteristiche e dinamiche degli infortuni sul lavoro nel Lazio”, realizzato dalla Uil Lazio insieme all’Istituto di ricerca Eures nell’ambito dell’Osservatorio regionale #ZeroMortiSulLavoro, che monitora l’andamento della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’analisi prende in considerazione non solo il numero degli incidenti, ma soprattutto gli indicatori di rischio, che rapportano gli infortuni al numero degli occupati, consentendo un confronto più realistico tra le province.
Il primato negativo della Ciociaria
Nel 2025 la provincia di Frosinone ha registrato 6,3 infortuni mortali ogni 100 mila occupati, il dato più alto del Lazio. Un valore nettamente superiore sia alla media regionale (3,7) sia a quella nazionale (4,5).
«È un indicatore che ci consegna un dato inequivocabile: il nostro territorio paga un prezzo elevatissimo in termini di vite umane», sottolinea il segretario generale della Uil di Frosinone, Alessandro Cirulli.
Meno incidenti, ma conseguenze più gravi
Il dossier evidenzia anche un dato apparentemente in controtendenza. La provincia registra infatti un indice generale di infortuni inferiore rispetto alle medie regionale e nazionale.
Nel 2025 le denunce sono state 14,1 ogni mille occupati, contro le 18,3 del Lazio e le 24,8 dell’Italia.
Secondo la Uil, però, questo non rappresenta un elemento positivo: significa che, pur verificandosi meno incidenti, quelli che si verificano hanno conseguenze mediamente molto più gravi, tanto da determinare il più alto indice di mortalità sul lavoro della regione.
I numeri
Nel 2025 in provincia di Frosinone sono state denunciate 2.486 infortuni sul lavoro, con un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente.
Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce hanno già raggiunto quota 1.054, mentre gli infortuni mortali registrati sono stati due.
L’appello della Uil
Per il segretario della Uil Frosinone, Alessandro Cirulli, il quadro impone un cambio di passo sul fronte della sicurezza.
«Il dossier dimostra quanto sia necessario aumentare gli investimenti nella prevenzione, nella formazione e nell’attività ispettiva. Occorre costruire una vera cultura della sicurezza che coinvolga imprese, istituzioni e parti sociali, affinché la tutela della salute non venga considerata un costo, ma un valore irrinunciabile».
Cirulli ricorda infine il protocollo sottoscritto recentemente in Prefettura da Uil e dalle altre organizzazioni sindacali, nato con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle attività di prevenzione e migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.


