Pareggio ricco di episodi e tensione quello tra Frosinone Calcio e Delfino Pescara 1936 nel turno infrasettimanale della 28ª giornata di Serie B. Allo Stadio Benito Stirpe termina 2-2 al termine di una gara intensa che lascia ai giallazzurri più di un rimpianto.
La partita si mette subito in salita per i padroni di casa: dopo appena due minuti Di Nardo porta avanti gli abruzzesi. Al 33′ arriva però l’episodio destinato a far discutere. Con Cittadini a terra per infortunio e i giocatori del Frosinone fermi, il Pescara prosegue l’azione trovando ancora la rete con Di Nardo. Inizialmente il direttore di gara sembra non convalidare la rete, poi indica il centrocampo tra lo stupore generale del “Benito Stirpe”, compresi gli stessi calciatori ospiti che non accennano nemmeno all’esultanza.
Nel finale di primo tempo i ciociari reagiscono con orgoglio. Calvani accorcia le distanze, ma poco dopo Di Marco, richiamato al Var, annulla la rete per una spinta giudicata fallosa, decisione che lascia più di qualche dubbio per la sua lieve entità. In precedenza erano arrivati anche un clamoroso palo di Cichella e almeno un altro paio di occasioni nitide per i giallazzurri.
Nella ripresa il Frosinone completa la rimonta. Gelli viene atterrato in area da Altare, che viene espulso: dal dischetto Calò non sbaglia e riapre definitivamente la gara. Al 49′ è Raimondo a firmare il gol del 2-2, regalando alla squadra di Alvini un punto meritato per quanto visto nel corso della partita.
Nel finale i giallazzurri sfiorano addirittura il colpaccio con un colpo di testa di Fiori terminato di poco a lato: resta il rammarico per le tante occasioni create, ma anche la consapevolezza di aver rimesso in piedi una gara che sembrava ormai compromessa.


