La storia di Ennio De Vellis è quella di un uomo partito da un piccolo paese della provincia di Frosinone, Strangolagalli, per realizzare il sogno di realizzare un’impresa tutta sua. Lavorando con il sudore della fronte e affrontando tante difficoltà. Fino a riuscire, con tenacia e caparbietà, ad arrivare al suo obiettivo. Partendo da niente.
Una volta arrivato alla meta, Ennio però non ha mai dimenticato i suoi valori né ha abbandonato la sua semplicità, la genuinità di un uomo che, una volta ‘arrivato’, non ha di certo iniziato a camminare a testa alta o ha deciso di dimenticare le proprie radici oppure chi, lungo quel suo percorso costellato di ostacoli, gli è stato accanto. Non ha abbandonato gli amici o i compaesani, coloro con i quali è cresciuto. Anzi. Una gran parte dei dipendenti che oggi lavorano nelle sue aziende è proprio del suo paese. E lo amano, oggi, come l’hanno amato in passato, quando non aveva nulla da offrirgli.
Ma non è solo questo. Perché De Vellis in questi anni, anzi decenni, oltre ad aver dato lustro alla Ciociaria poiché in questa terra è rimasto con la sua azienda di traslochi e trasporti, che è una delle più affermate a livello nazionale ma anche internazionale, ha fatto anche tanto bene al territorio. Quando ha potuto dare una mano non si è mai tirato indietro. Ha sponsorizzato kermesse e manifestazioni culturali di ogni tipo, che senza il suo aiuto magari non avrebbero mai visto la luce. Organizzate da privati ma anche da enti pubblici, che in questo delicato periodo storico hanno sempre meno budget da riservare alla cultura. Ha presieduto l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, togliendo tempo al suo lavoro e ai suoi impegni, pur di dedicarsi alla crescita di una realtà importante per l’intera provincia di Frosinone, e al termine del suo mandato ha promesso di rimanere sempre a disposizione.
Insomma, tante ne ha fatte in nome di una riconoscenza nei confronti del territorio che gli ha dato i natali ma anche animato dal senso di umana pietà nei confronti dei più bisognosi, che ha sempre aiutato in ogni modo e con ogni mezzo a sua disposizione, dimostrando la sua misericordia senza mai pubblicizzarla. È questo che ha fatto con la sua fortuna conquistata sempre con il sudore della fronte, e non di certo ostentare ricchezza o stili di vita sfarzosi, che non gli sono mai appartenuti. Perché Ennio amava solo il suo lavoro, com’è stato fin da quando era ragazzo, e nei momenti liberi gli piaceva stare con i suoi nipoti oppure indossare scarponi e calzoncini e scalare le montagne, arrivare fin su alle vette più faticose da raggiungere per godersi il panorama nel silenzio, e riflettere su questa vita. È sempre stato totalmente disinteressato al lusso fine a se stesso, tanto meno alle ostentazioni di benessere e ricchezza. È sempre stato un uomo semplice. Al contrario di tanti altri che si trovano nel suo stesso status.
Ora è stato coinvolto in un’indagine, e già tutti sono pronti a puntare il dito. Anche le persone che in questi anni sono state aiutate in silenzio da lui, senza che gli venisse mai chiesto niente in cambio. E ciò non è bello. Ci sono delle indagini in corso e si accerterà la realtà. Gli inquirenti faranno il proprio lavoro e De Vellis dirà la sua nell’ambito di un processo, che è ancora tutto da celebrare. In Italia vige la presunzione di innocenza, e tutti lo siamo fino a prova contraria. Fin quando non terminerà il processo e il giudice pronuncerà la parola ‘colpevole’. Fino ad allora la macchina del fango non ha senso di esistere. Soprattutto nei confronti di un uomo che si è sempre dimostrato pieno di umanità.
Fino alla fine del procedimento giudiziario può essere vero tutto e il contrario di tutto. Diamo tempo a chi di dovere di lavorare e smettiamola d’indossare la toga da giudice. C’è in ballo la reputazione di un uomo e di una famiglia che hanno fatto tanto per questo territorio. E poi il futuro di centinaia di dipendenti, e quindi centinaia di famiglie ciociare, che potrebbero trovarsi in difficoltà dalla sera alla mattina. Oltre che di tutto l’indotto che con le sue aziende ha sempre lavorato. Bisognerebbe pensare a tutto questo prima di prenderla come l’ennesima occasione per spettegolare e dar sfogo alla lingua per sputare fuori il proprio veleno quotidiano. È un giorno triste per il nostro territorio.


