lunedì 6 Febbraio 2023
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Omaggio a Severino Gazzelloni

Importante il Concorso Flautistico Internazionale ‘Severino Gazzelloni’ ormai alla X edizione, che si è svolta di recente a Pescara

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Il 5 gennaio 2023, ricorreva la nascita di un grande figlio della nostra terra, al quale il mondo, quello musicale, quello della cultura e della bellezza artistica, si è inchinato sempre e unanimemente. Di fronte al prodigioso talento del flautista Severino Gazzelloni, nato a Roccasecca il 5 gennaio 1919 e scomparso a Cassino il 21 novembre 1992, l’entusiasmo del pubblico si è riverberato incessante fin dagli esordi, e di certo la diffusa ammirazione per l’artista continua a rinnovarsi, tanto più che egli occupa un posto d’onore nella storia dell’interpretazione, nella quale la sua figura permane quale pietra miliare al di là di ogni tempo. A tutti è noto il suo nome: la carriera internazionale, brillante e sempre al top, gli ha fatto attraversare decenni della storia della musica quale protagonista indiscusso del repertorio del suo strumento, cui ha avuto il merito encomiabile di aver impresso un avanzamento sostanziale sia della tecnica, sia del ruolo solistico.

Dalla banda di Roccasecca al Conservatorio di Santa Cecilia (1934) e all’orchestra sinfonica Rai di Roma (1944) di cui divenne primo flauto, la sua ascesa lo condusse a insegnare per un decennio (1956-66), nientemeno che a Darmstadt, roccaforte della musica d’avanguardia, ponendolo in dialogo con il fior fiore della composizione contemporanea. Suoi interlocutori furono allora Luciano Berio, Pierre Boulez, Sylvano Bussotti, John Cage, Franco Donatoni, Luigi Nono, Olivier Messiaen, Karleinz Stockhausen, dunque il gotha della musica di quegli anni. Tra i musicisti del suo tempo ebbe amici fraterni Bruno Maderna e Nino Rota, con il quale collaborò anche nel settore della musica da film.
Mentre la sua fama cresceva, tutto il mondo musicale guardava alla sua bravura insuperabile che gli permetteva, grazie a un eclettismo fuori dal comune, di passare dalle preziosità del barocco alla complessità della nuova avanguardia di cui fu insigne interprete e strenuo divulgatore con numerose prime esecuzioni assolute. La sua rara apertura interpretativa lo spinse naturalmente anche all’esplorazione del jazz e del popular, non esclusa la collaborazione con Tullio De Piscopo e i duetti con Mina. Per lui davvero la musica non aveva confini poiché ogni genere è meritevole di attenzione e di studio; e forse è questa la sua più grande lezione. Dedicatario di pezzi di autori importanti, dal Concerto per flauto e orchestra di Mario Zafred (1951) alla Sequenza per flauto solo di Berio (1958), il flautista sommo gode di un lungo l’elenco di brani confezionati su misura per la sua personalità istrionica e geniale. La risonanza della sua valentìa fu tale che nell’edizione del 1961 del Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia fu dedicato un recital esclusivamente alla nuova letteratura per flauto inaugurando così una importante iniziativa divenuta stabile.

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Il notevole impegno didattico profuso presso prestigiose scuole di perfezionamento in giro per il mondo, da Roma a Helsinki, a Colonia, Darlington, ecc., lo pone tra gli scranni dei grandi maestri. Soprattutto all’Accademia Chigiana di Siena, presso la quale tenne i suoi corsi di perfezionamento dal 1965, la sua aula gremita di allievi è stata una sorta di sancta santorum del flauto, del quale egli appariva un gran sacerdote, ma senza paludamenti. Chi scrive ebbe in anni passati la chance di conoscerlo e di poter assistere proprio nella cittadina toscana a qualche sua lezione. Tutto era vitalità, energia, dinamismo in quei frangenti; la musica fluiva dal maestro agli allievi e viceversa in una osmosi didattica fervida, entusiasmante, nella quale si potevano toccare accenti elevati e momenti di trascendenza e al contempo non mancavano esilaranti battute e resoconti di tournée in versione amena e divertente, poiché Severino si porgeva agli altri con ironica bonomia e amava la leggerezza. Lui che effettivamente ha operato una rivoluzione portentosa ed epocale ottimizzando dal profondo la funzione del flauto fino a renderlo d’oro!


Nel comune di Roccasecca restano a celebrarlo talune consolidate iniziative intitolate al suo nome come il Festival Internazionale giunto alla XXVII edizione, legato al Concorso musicale ‘Terra di Severino’. Importante il Concorso Flautistico Internazionale ‘Severino Gazzelloni’ ormai alla X edizione, che si è svolta di recente a Pescara sotto l’egida dell’Associazione Flautisti italiani e del Conservatorio ‘Luisa D’Annunzio’, mentre una discografia significativa rimane a rendere attuale ancora oggi l’avvincente qualità artistica del ‘nostro’ indimenticabile maestro, peraltro più volte vincitore del Grand Prix du Disque. Cosicché, il suo pensiero musicale perdura quale vivo quanto inestimabile lascito spirituale. Rimane impressa la sua spiegazione circa il rapporto con l’amato strumento, mentre sembra ancora di poter udire il suo eloquio efficace nel modo di illustrare con spiccata immediatezza: “Il flauto è nella pelle mia, sangue mio; io soffio lì e esce quel suono, che sono io!”

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Cinzia Dichiara

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