venerdì 12 Agosto 2022
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Frosinone – Mastrangeli già nei guai: Tagliaferri il pomo della discordia. Ora rischia di saltare tutto

L'ex vicesindaco e i 'fratelli' spaccano tutto: il neoeletto primo cittadino già costretto a fare piccoli passi... sulle braci ardenti. Tra arrivismi e ambizioni 'a tutti i costi' rischia di saltare il banco: la questione delle deleghe assessorili sta mettendo duramente a rischio gli equilibri politici della nuova Amministrazione

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È uscito dalla porta e ora vorrebbe rientrare dalla finestra. Se dovesse riuscirci sarebbe senz’altro lui il vero vincitore delle elezioni di Frosinone. Fabio Tagliaferri, ex vicesindaco, ex assessore ai Lavori Pubblici, ex appartenente al Polo Civico, ex militante dell’Udc, ex augelliano, ex tanto altro. Di strada ne ha fatta in questi ultimi anni, seminando però dietro di lui tanti ‘cadaveri’ e facendosi un gran numero di nemici. Pare che veramente in pochi, infatti, oggi riescano a parlar bene di lui, poiché per perseguire i suoi scopi politici ha molto spesso usato le persone, salvo poi voltar loro le spalle quando non gli servivano più.

Paolo Fanelli

Ultimo e simbolico è il caso dell’ex sindaco di Frosinone Paolo Fanelli, che Tagliaferri ha ‘corteggiato’ e ammaliato per portare dentro Fratelli d’Italia e ottenere la sua candidatura, addirittura come capolista; un nome altisonante servito per far rumore a pochi mesi dalle elezioni, una mossa forse compiuta più ai fini mediatici che strategici, consigliata anche da un amico che lavora nell’ambito della comunicazione. Fanelli, però, come avevamo già anticipato a febbraio in un articolo scritto in tempi non sospetti (LEGGI: L’ex sindaco Fanelli torna in politica. E macchia per sempre il buon nome che si è creato grazie al camice bianco) ha fatto un vero e proprio flop, ottenendo appena 143 voti, che sono una miseria essendo lui un ex sindaco e un medico conosciuto in tutta la città da decenni. Una figuraccia anche per Tagliaferri, che per settimane si è speso sui palchi elogiandolo e facendolo parlare sempre per primo, dichiarando che era lui il vero valore aggiunto della lista.

Fratelli d’Italia

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Dopo le votazioni, però, Fanelli è svanito dai radar e Tagliaferri nei suoi ringraziamenti pubblici, nei quali ha nominato un gran numero di persone, persino amici che con la politica non c’entrano niente, ha ‘dimenticato’ di ringraziarlo. Che sbadato! Perché Fanelli, che anagraficamente potrebbe essergli padre, vuoi o non vuoi, a prescindere dal risultato ottenuto, si è esposto, ha messo la sua faccia nella campagna, ha persino fatto una brutta figura pubblicamente pur di appoggiare una lista, un progetto politico, un partito, che però il giorno dopo lo spoglio gli hanno dato il benservito. Questo il valore morale dimostrato dal (da poco e chissà per quanto ancora) segretario cittadino di Fratelli d’Italia. Che ora, nonostante in queste elezioni non ci abbia messo la faccia e abbia fatto esporre solo gli altri senza contare davvero i propri elettori, vista la sua mancata candidatura, punterebbe a sedersi di nuovo sulla poltrona di vicesindaco, poltrona dalla quale pochi mesi fa era già stato allontanato dall’allora sindaco Nicola Ottaviani. Che, lo ricordiamo, è stato il vero artefice della vittoria di Riccardo Mastrangeli. La lista dell’ex sindaco, infatti, persino senza che lo zar scendesse in campo con il suo nome, ha conquistato quasi il 12% delle preferenze, aggiudicandosi il primissimo posto nella coalizione di Centrodestra. La lista di Fratelli d’Italia, invece, con l’8,7% è praticamente andata come la Lista per Frosinone, che ha preso l’8,2%, nonostante quest’ultima fosse una semplice civica e non di certo il partito più ‘in voga’ del momento. Un risultato, quello dei seguaci della Meloni, risuonato, se vogliamo, ancora più basso, proprio a causa delle aspettative megalomani che lo stesso Tagliaferri è andato sbandierando in giro nelle settimane precedenti alla votazione, in cui aveva detto che avrebbero facilmente conquistato il 25% dei consensi, quindi addirittura più dell’indice di gradimento nazionale che si attestava intorno al 21%. Poi, però, dopo lo spoglio ha preso lo schiaffo che lo ha svegliato, catapultandolo dal suo bel mondo dei sogni alla cruda realtà. O forse ancora no, visto che le richieste per sé ed il ‘suo’ gruppo sarebbero: il vicesindaco e almeno due assessorati. Nient’altro?

Francesca Chiappini, Antonio Scaccia e Riccardo Mastrangeli
Francesca Chiappini, Antonio Scaccia e Riccardo Mastrangeli

Francesca Chiappini

Al mancato primato nella classifica delle liste più votate si aggiunge anche quello relativo al candidato con il maggior numero di preferenze, che non è andato ad uno dei ‘suoi’ bensì a Francesca Chiappini (Lista per Frosinone) che è riuscita a collezionare quasi mille voti. Forse, a questo punto, la poltrona da vicesindaco sarebbe più meritata se fosse concessa a lei.

L’arrivismo

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Tanto il malcontento provocato dalle pretese avanzate dai ‘fratellini’, che rischiano di far ‘saltare il banco’: gli equilibri già precari che si erano creati come condizione imprescindibile per la vittoria di Mastrangeli, potrebbero venir meno a causa dei mancati accordi sulle deleghe e di più di qualcuno che ha deciso di pretendere un po’ troppo. Ma soprattutto: il nuovo sindaco sarà bravo come il vecchio a tenere a bada le sfrenate ambizioni dei suoi, in nome del bene superiore, che è la creazione di un governo cittadino composto da elementi capaci e grintosi, ma allo stesso tempo equilibrati, che non creino quindi problemi alla prima sottigliezza, o che non tradiscano i principi e la squadra per futili motivi o smodate ambizioni personali?

Rossella Testa

Malcontento da vendere anche all’interno della stessa lista di Fratelli d’Italia, perché a molti dei componenti non sta affatto bene che Tagliaferri conquisti poltrone, siano esse da vicesindaco o da assessore, senza che abbia preso parte alla competizione elettorale. Ma questo è un po’ il problema diffuso degli assessori esterni, che non piacciono né agli eletti né agli elettori. Al massimo potrebbero passare ‘lisci’ se fossero dei grandi esperti della materia dell’assessorato che vengono chiamati a dirigere, ma quando si tratta di volti politici o comunque che rispondono alla politica, allora praticamente tutti storcono il naso. Soprattutto quando poi, a causa loro, rischiano di rimanere fuori dagli incarichi assessorili persone che non solo sono state elette, e con parecchi voti, ma che quelle deleghe se le sono sudate sul campo. È il caso, ad esempio, di Rossella Testa, che rischia di non avere la delega al Centro storico, per la quale nel corso di questi ultimi anni ha letteralmente sputato il sangue, lavorando 24 ore al giorno affinché i progetti messi in campo, piacciano o meno, avessero comunque una buona riuscita. Inimicandosi anche, a volte, commercianti o residenti della zona alta della città, ma seguendo sempre e comunque direttive e linee guida del sindaco e dell’Amministrazione di cui ha fatto parte attivamente. Non come certi assessori che il 99% dei cittadini neanche sa chi siano.

Mauro Vicano, Alessandra Sardellitti e Carlo Calenda
Mauro Vicano, Alessandra Sardellitti e Carlo Calenda

Mauro Vicano e Alessandra Sardellitti

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Problemi a non finire anche per la scelta dell’altro ruolo di spicco da scegliere, cioè quello di presidente del Consiglio comunale. Tra i nomi che si fanno c’è quello, ad esempio, di Mauro Vicano. Lo stesso Vicano che in prima battuta ha tentato di candidarsi a sindaco con il Pd, quindi nettamente contro il Centrodestra. Successivamente, non riuscendo nell’intento, ha deciso di correre solo e civico con la sua lista, con il supporto di ‘Azione’, il partito di Calenda che a Frosinone porta il nome di Alessandra Sardellitti, già consigliere comunale e provinciale. Una figuraccia senza precedenti quella fatta dall’alto dirigente della Asl, che con un battaglione di quasi 100 candidati divisi in tre liste ha preso poco più di mille voti: una media di poco più di 10 preferenze a candidato. Solo successivamente, messo con le spalle al muro e a pochi giorni da un ballottaggio che vedeva una vittoria praticamente certa di Mastrangeli (che al primo turno ha staccato l’avversario Marzi di ben 10 punti percentuali) il dottore ha deciso di schierarsi con il farmacista. Ed è questa scelta fatta pochi giorni prima del verdetto che dovrebbe far propendere la concessione di uno dei due posti ‘più ambiti’ a Vicano? E (così si mormora) anche un assessorato alla Sardellitti (che ha preso appena 200 voti)? È lo schierarsi di convenienza all’ultimo minuto che nella politica frusinate premia? Mentre chi combatte da anni ad un progetto politico deve essere penalizzato in favore di queste persone? Forse anche su questo dovrebbe riflettere il nuovo sindaco, prima di fare passi avventati che potrebbero poi portare ad un punto di non ritorno.

Max Tagliaferri

Ma tra i nomi che girano per la presidenza del Consiglio c’è anche quello di Massimiliano Tagliaferri, l’assessore all’Ambiente uscente, che in questa tornata ha collezionato ben 504 voti. Insieme a Valentina Sementilli, assessore alla Cultura uscente, candidata sempre nella Lista Ottaviani con un risultato di 611 preferenze, in due hanno superato i voti dei quasi cento candidati a supporto di Vicano. Quindi sicuramente un nome più sensato quello di Max, che però punterebbe alla poltrona dei Lavori Pubblici, andando così a ricoprire quello che era stato il ruolo del suo fraterno amico Fabio Tagliaferri (che si prepari ad un imminente passaggio in Fratelli d’Italia?). Ma su questa scelta peserà anche il pensiero di Nicola Ottaviani, che dovrà decidere una volta per tutte, al di là degli abbracci di rito immortalati dai fotografi durante i festeggiamenti, se riaprire veramente e sinceramente le porte a Tagliaferri oppure mantenere le sue idee e la sua coerenza, che ha sempre contraddistinto, premiandolo, il suo operato; rimanere dunque uniti ma senza troppe smancerie, facendo capire anche e soprattutto al suo successore che forse sarebbe meglio evitare guerre interne alla coalizione per favorire qualcuno che in passato, per mere ambizioni personali, ha rischiato di metterla in crisi quella stessa coalizione che oggi, compatta, è riuscita a portare a una grande vittoria del Centrodestra. E se dietro quest’unione con i ragazzi del senatore Ruspandini ci fosse qualche patto d’acciaio pre-elettorale, forse sarebbe il caso di ritrattarlo in nome del bene superiore della città e di un’Amministrazione che non può permettersi di andare in crisi già a una settimana dalla vittoria.

Nicola Ottaviani e Fabio Tagliaferri riabbracciati dopo molto tempo

Adriano Piacentini

Sembrerebbe esclusa a priori, invece, la possibilità Adriano Piacentini per il posto di presidente del Consiglio, che poi sarebbe il presidente per eccellenza, visto il gran numero di anni che ha ricoperto questo ruolo, garantendo l’imparzialità delle sedute senza troppi reclami. In fondo, nonostante la piccola calata di preferenze rispetto alle tornate precedenti, ha totalizzato comunque poco meno di 600 voti, quindi sicuramente un risultato che meriterebbe di lasciare in ballo il suo nome senza esclusioni a priori, non è dato sapere dovute a cosa.

Disertati i festeggiamenti

Insomma, la situazione pare davvero complessa e si respira una pesante aria di tensione e di guerra imminente. E ciò si è abbondantemente percepito anche ieri sera, alla festa organizzata dal nuovo sindaco al Parco Matusa per festeggiare la vittoria: numerose le defezioni, anche di componenti importanti e di spicco della coalizione e del nuovo Consiglio comunale. In tanti hanno deciso di non condividere gioia bensì di attendere le mosse sullo scacchiere. Che, a quanto è dato sapere visti questi rumors raccolti fino ad oggi, si preannunciano funeste e portatrici di sventure. Forse tornare sui proprio passi e imporsi oggi, persino litigare, magari, per poi però governare meglio domani e per gli anni a seguire, sarebbe una decisione più saggia. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Mastrangeli e i propri consiglieri (non comunali, stavolta) conoscono bene il terzo principio della dinamica. E proprio per questo stanno decidendo di temporeggiare per sperare di vederci ‘più chiaro’ prima di procedere alle nomine. Che però prima o poi dovranno arrivare. E quello sarà il momento della verità, in cui ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Accettandone, però, le conseguenze

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Marco Ceccarellihttps://www.tunews24.it
Marco Ceccarelli è giornalista e fotoreporter, attualmente Direttore Responsabile di TuNews24.it. La sua carriera inizia nel 2004 presso il quotidiano Ciociaria Oggi, occupandosi prima di cultura e spettacolo come collaboratore e passando successivamente alla cronaca come redattore, quindi diventando responsabile della cronaca nera provinciale fino al 2014. Nel frattempo ricopre anche il ruolo di Direttore Responsabile di alcune riviste locali, come Beautycase, ed è corrispondente del quotidiano nazionale Il Giornale per le province di Frosinone e Latina. Quindi, dopo aver fondato nel 2013 la società di Comunicazione e Marketing Globalpress S.r.l., entra a far parte del Gruppo Editoriale Perté, ricoprendo in un primo momento il ruolo di Direttore Editoriale del mensile Perté Magazine e di Radio Perté, successivamente anche del settimanale cartaceo Perté Week e del quotidiano web Perté Online. Sempre nell’ambito di tale progetto, presta servizio presso l’emittente Lazio Tv, dove idea diverse trasmissioni televisive e radiotelevisive. Dopo tali esperienze, nel 2015 decide, con l’avvento del Frosinone Calcio in serie A, di fondare il settimanale Tu Sport di cui è Direttore Responsabile e, pochi mesi dopo, dà vita anche al settimanale generalista Tu News. Nel frattempo accetta l’incarico di Direttore Responsabile della rivista mensile Frosinone In Vetrina e in seguito anche di Ciociaria & Cucina Excellence". Quindi dà vita al quindicinale cartaceo Non Solo Annunci,  alla rivista mensile poket patinata Ciociaria da Vivere e ai quotidiani online TuNews24.it e Il Corriere della Provincia. Negli anni 2019 e 2020 intraprende la gestione del canale provinciale di Frosinone di Lazio Tv, accetta l'incarico di Direttore Responsabile del mensile web nazionale Valori e Cultura e riporta in vita lo storico marchio dell'informazione ciociara La Provincia Quotidiano. Da ultimo (ma solo per ora) prende la direzione della testata culinaria Il Pappamondo e del magazine di salute e benessere Medical Group.
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