sabato 2 Luglio 2022
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Omicidio Morganti – L’ora della giustizia

Arrivano le condanne definitive: 14 anni per gli assassini del giovane Emanuele. La Corte di Cassazione conferma le pene: Castagnacci, Palmisani e Fortuna tornano in carcere. L'amarezza della sorella di Emanuele: "non esiste una sentenza giusta, nessuno mi ridarà mio fratello"

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La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di imputati e parti civili nel processo per l’omicidio Morganti. Confermata, quindi, la condanna della Corte d’Appello a 14 anni di carcere per Michel Fortuna, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, ritenuti colpevoli della morte di Emanuele Morganti ucciso nella notte tra il 24 e 25 marzo 2017 ad Alatri. è stato assolto definitivamente il padre di uno dei condannati, Franco Castagnacci, ritenuto estraneo ai fatti.

La lettura della sentenza è arrivata nelle ultime ore e a pronunciarla è stata la presidente della prima sezione penale Angela Tardio. Questo un estratto delle sue parole: «è una storia infinita e lo sarà anche dopo la sentenza perchè non credo che possa esserci una parola fine a questa storia». Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di Melissa Morganti, la sorella di Emanuele, intervistata in piazza Cavour a Roma, davanti la sede della Suprema Corte di Cassazione: «Non so quale possa essere una decisione giusta – ha anche detto Melissa – Mio fratello non c’è più e nessuna sentenza me lo ridarà».

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La Cassazione ha dunque confermato che il ventenne di Alatri morì per sfuggire ai suoi aggressori, ma non fu omicidio volontario. Questo soprattutto in virtù del fatto che le condizioni di Emanuele peggiorarono in seguito al violentissimo urto con il montante di una auto in sosta contro cui il ragazzo cadde mentre fuggiva. E non in seguito ai colpi ricevuti dai tre condannati, come del resto ricordato anche nel corso dell’ultima udienza. è stato anche confermato che l’aggressione fu assolutamente immotivata e che nessuno intervenne per salvare Emanuele.

Una verità che continuerà a far discutere, ma che mette la parola fine al processo dopo i tre gradi di giudizio. A questo punto Castagnacci, Palmisani e Fortuna dovranno ritornare in carcere per scontare il resto della pena, dopo che erano tornati liberi per scadenza dei termini di custodia cautelare.

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