mercoledì 17 Aprile 2024
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Pronto Soccorso di Frosinone, assediato come Fort Apache! Una vera polveriera

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Pronto Soccorso di Frosinone, un luogo che da tempo molti pazienti evocano racconti e vicende che nulla hanno di rassicurante. Perché però non sentire l’altra campana?

Pronto Soccorso di Frosinone

A nessuno fa piacere correre in ospedale per un’emergenza. Difficilmente ci si va a cuor leggero, anzi, in epoca #Covid-19 in tanti hanno evitato e sono aumentate le morti per infarto. In ogni caso ci si precipita per un problema importante, come dolori, fitte incontrollabili, scontri stradali che grondano sangue e ogni genere di emergenze, tra le più disparate. E’ accaduto anche a chi vi scrive di recente, per via di un incidente domestico un po’ splatter e quindi via di corsa all’ospedale Spaziani.

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rovine - fort apache
Rovine del fortino di Fort Apache

C’è ancora il problema della pandemia e la trafila dei tamponi in fila è la prassi. Il personale ha un atteggiamento professionale, ma sembra in costante ansia, per via dell’assedio continuo dal punto di vista emotivo. Provate a pensare ad un fortino in mezzo al nulla, in cui un manipolo di soldatini, deve fronteggiare un esercito famelico e spietato che lo assedia.

E.R medici in prima linea

La popolazione di quest’area del frusinate non è propriamente esigua e l’ospedale del capoluogo deve fare fronte ad ogni genere di emergenza, anche se è sotto organico. O meglio, è evidente che il personale non è sufficiente e questo stato di cose può avere risvolti drammatici. Così la pensa il dott. Maurizio Vendettuoli, che mentre tentava di ricucirmi, raccontava la sua vita da trincea.

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Pronto Soccorso di Frosinone - foto del dott. Ros

Solo che al giorno d’oggi non possiamo dare al paziente una striscia di cuoio da mordere, mezzo litro di whisky, e poi arriva il sega ossa. A quanto pare i concorsi vanno a vuoto, poiché nessuno vuole andare a lavorare lì. Occorrerebbe un altro medico e secondo me, anche qualcosa in più. Credevamo forse che i problemi di E.R. in cui un giovane e rampante George Cloney faceva il pediatra scapestrato; mentre attorno nel suo pronto soccorso accadeva di tutto era solo un telefilm.

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Ospedali in Ciociaria

Invece accade anche da noi. Come vedevamo alla tele, ogni 3×2 arrivano dei soggetti che danno in escandescenze aggredendo il personale. Lavorare con la paura di essere aggrediti da un momento all’altro non è la migliore delle situazioni in cui trovarsi. Come dice il dottore, chi lavora lì, lo fa per curare i pazienti, non per farli stare male.

Pronto Soccorso di Frosinone - esempio di pronto soccorso

Non fa una piega, ma le lunghe attese, l’organico insufficiente, la folla che arriva; così come l’inciviltà di chi devasta un pronto soccorso sono un pentolone in cui bolle materia radioattiva. Comunque, ciliegina sulla torta, dopo essere stata ricucita, il dottore mi ha inviata dall’ortopedico. Solo che l’ortopedia in cui dovevo recarmi, era ad Alatri. Ho trovato subito la cosa grottesca. E se io non avessi avuto qualcuno disponibile ad accompagnarmi? Come se non bastasse, arrivata in loco, l’ortopedico doveva giustamente vedere la ferita che andava rifasciata.

Ospedale Spaziani di Frosinone

L’avrei evitato se mi avesse potuto visitare un medico nella stessa struttura in cui sono stata suturata. Risultato, ansia, sanguinamento e svenimento da copione. Nemmeno l’ortopedico era contento di lavorare così, perché è rischioso, e non aiuta affatto il paziente. Come se ancora non bastasse, è triste vedere sulle barelle tanti anziani, troppi, davvero troppi lungo le pareti dei corridoi. Certamente si tratta di persone che bisogna monitorare, per capire cos’hanno e capire come procedere. Tuttavia vedere tanti anziani sofferenti, senza un po’ di privacy, fa tanta tristezza. Sentire queste persone doloranti, lamentarsi, come se invocassero aiuto, spezza il cuore. Spesso sono confusi e si respira tanta solitudine. Una di queste signore, forse poco presente a se stessa e confusa, ha cercato di andar via portandosi via un sedia a rotelle come risarcimento; così diceva. Non era contenta e alla fine le forze dell’ordine l’hanno riportata indietro con pazienza.

Sanità italiana

Il disagio è grande e capisci che più di qualcosa non va e forse un assistenze sociale non basta. La popolazione che invecchia, ha bisogno di più attenzione, di luoghi dedicati; di maggior personale specializzato per la terza età. E’ poi evidente, anzi è palese da anni che Frosinone ha bisogno di almeno due ospedali, che possano accogliere nel migliore dei modi la popolazione. Doversi poi precipitare ad esempio da Anagni e quindi fare più di trenta chilometri, con il disagio delle famiglie, non è degno di un paese come l’Italia. Rimettere in funzione e a pieno regime l’ospedale di Viale Mazzini forse non è auspicabile, ma un’altra struttura è indispensabile e non è procrastinabile. I ciociari hanno bisogno di sicurezza, di strutture moderne e funzionali e il personale di lavorare in modo meno disumano. Nel 2022 fare i turni sperando che Fort Apache non sia attaccato è troppo.

ASL di Frosinone e Pronto Soccorso di Frosinone

Infine, ciliegina sulla torta, ci si deve relazionare anche con chi non parla italiano e chiaramente bisogna capire che sintomi ha il paziente. Nessuno ha poi chiesto al personale di un ospedale qualunque in Italia, se poteva farsi carico degli eventuali problemi di salute di migliaia di clandestini, che di fatto vivono qui e devono giustamente essere curati; gratis per loro, ma gravando sull’erario.

Pronto Soccorso di Frosinone- operatrice e anzianaCi troviamo davanti al fatto compiuto; come se ci fosse tornata a casa una figlia incinta di cinque gemelli. Ovviamente il personale non aumenta e nemmeno lo stipendio. Avrei potuto scrivere questo articolo citando cifre e numeri, riguardo la popolazione e le somme stanziate. Solo che noi non siamo numeri, bensì persone, e risparmiare sulla nostra pelle non è più accettabile. Devono essere prese subito delle decisioni che non sono più rimandabili.

© Riproduzione riservata

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Simona Aiuti
Simona Aiuti
Giornalista, web editor, blogger e autrice di romanzi, Simona Aiuti collabora con il quotidiano online TuNews24.it. Ama lo sport, l’arte in tutte le sue declinazioni e andare per musei e mostre. Si occupa da sempre di costume, italiani nel mondo, eccellenze tricolore e di trovare così le nostre tracce sovente profonde all’estero, anche e soprattutto nella stratificazione storica. Ama la storia, i dettagli dell’archeologia nascosta, la scultura, la poesia e l’arte in generale, in molte delle sue sfaccettature.
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