Vuoi fare sesso? Senza green pass non si può. Com’è cambiato il mercato del piacere tra vaccini, gel e… mascherine

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Vuoi fare sesso? Beh, se non hai il green pass, super o light che sia (e non è una metafora), sarà impresa difficile. Parliamo in particolare delle prestazioni a pagamento, quelle da acquistare sul variegato mercato del sesso. Eh sì, perché nella stragrande maggioranza dei casi, oggi nell’approcciare una “lucciola” la prima domanda che ti viene rivolta è proprio questa: “Hai il green pass, sei vaccinato?”. Se sì, la strada è libera, altrimenti voglie e desideri devono rimanere nel cassetto, o sotto la doccia.

La pandemia di Covid, del resto, ha cambiato radicalmente le abitudini di vita della maggior parte della popolazione, costretta a districarsi tra prime o terze dosi del vaccino e tra green pass ogni giorno modificati nella loro validità e sostanza. Ogni ambito della società è stato stravolto dal virus e, inevitabilmente, anche il mercato del sesso a pagamento ha subìto una profonda trasformazione. Per saperne di più abbiamo sentito telefonicamente diverse operatrici del settore, presenti in vari centri della Ciociaria, e soprattutto quelle che “lavorano” in casa.

Il primo mutamento è, come detto, quello della necessità di portare con sé l’ormai famosa certificazione verde, senza la quale la maggior parte delle ragazze non fanno entrare nelle proprie abitazioni adibite ad alcove del piacere. Quindi, al portafogli si mette mano per esibire il green pass, prima ancora che per tirare fuori il denaro (i prezzi sono anche lievitati… già: i rincari sono arrivati anche qui). Che poi sia valido o meno è un altro discorso perché le prostitute non hanno certo gli apparecchi per leggere i codici a barre del pass. E allora i rischi per la salute, di cliente e lucciola, schizzano alle stelle. Ma tant’è.

“C’è chi – ci ha raccontato una giovane argentina – pur di fare sesso non dice la verità: ci fa vedere il documento e poi, a rapporto consumato, ci svela che era scaduto o era di un amico. Lì l’arrabbiatura è forte, ma ormai la frittata è fatta, per fortuna che io sono vaccinata e, per quanto ne so, lo è anche la maggior parte delle mie colleghe. I maschi quando hanno desiderio non pensano a nulla, buttano le precauzioni e la prudenza nel cestino, mettendo in pericolo tutti, se stessi ma anche familiari e amici”.

“Io  – ci dice un’avvenente brasiliana, le foto sui siti specializzati almeno questo lasciano intendere – proprio ieri ho fatto la dose booster. I clienti spesso sono teste matte, il green pass ce l’hanno sì ma come facciamo ad essere certe che sia valido o di qualche altra persona? Io in qualche caso, nel primo contatto telefonico, chiedo di portare anche la documentazione della Asl ma in pochi lo fanno. E poi quando stanno qui come facciamo a mandarli via? Loro insistono e noi abbiamo bisogno di soldi. Paura? Certo che ne abbiamo, ma abbiamo anche tante spese e soprattutto figli e famiglie nei nostri Paesi di origine cui mandare soldi per farli vivere. E allora spesso, durante i rapporti, io prego il Signore affinché mi protegga”.

Green pass e vaccini, allora, indispensabili per accedere al mercato del sesso. Ma anche gel “che facciamo usare appena entrano” e mascherine. Mascherine? “Sì, mascherine – ci conferma jenny, giovane slava – io la uso e la levo solo in certi “momenti”. I clienti protestano ma con me è così. Baci? Ma neanche a parlarne. Mica sono matta. So che tante colleghe lo fanno ma io assolutamente no. Mica voglio morire. E so anche che parecchie non chiedono niente, neppure il green pass. Sono sceme, guarda. Si vaccinano e credono di risolvere tutto, ma non è così…”

E insomma, di varianti (ops, lapsus freudiano) ce ne sono tante. Difficile, se non impossibile, elencarle tutte. Certo è che il Covid ha cambiato anche il mercato del sesso. Che però, è la conferma generale, non ha subito flessioni in termini di fatturato. Anzi, con i costi delle prestazioni cresciuti e la creazione di servizi aggiuntivi, su tutti le videochiamate, è addirittura aumentato.

Vuoi fare sesso? Beh, se non hai il green pass, super o light che sia (e non è una metafora), spesso sarà impresa difficile. Parliamo in particolare delle prestazioni a pagamento, quelle da acquistare sul variegato mercato del sesso. Eh sì, perché nella stragrande maggioranza dei casi, oggi nell’approcciare una “lucciola” la prima domanda che ti viene rivolta è proprio questa: “Hai il green pass, sei vaccinato?”. Se sì, la strada è libera, altrimenti voglie e desideri devono rimanere nel cassetto, o sotto la doccia.

La pandemia di Covid, del resto, ha cambiato radicalmente le abitudini di vita della della popolazione, costretta a districarsi tra prime o terze dosi del vaccino e tra green pass ogni giorno modificati nella loro validità e sostanza. Ogni ambito della società è stato stravolto dal virus e, inevitabilmente, anche il mercato del sesso a pagamento ha subìto una profonda trasformazione. Per saperne di più abbiamo sentito telefonicamente diverse operatrici del settore, presenti in vari centri della Ciociaria, e soprattutto quelle che “lavorano” in casa.

Il primo mutamento è, come detto, quello della necessità di portare con sé l’ormai famosa certificazione verde, senza la quale la maggior parte delle ragazze non fanno entrare nelle proprie abitazioni adibite ad alcove del piacere. Quindi, al portafogli si mette mano per esibire il green pass, prima ancora che per tirare fuori il denaro (i prezzi sono anche lievitati… già: i rincari sono arrivati anche qui). Che poi sia valido o meno è un altro discorso perché le prostitute non hanno certo gli apparecchi per leggere i codici a barre del pass. E allora i rischi per la salute, di cliente e lucciola, schizzano alle stelle. Ma tant’è.

“C’è chi – ci ha raccontato una giovane argentina – pur di fare sesso non dice la verità: ci fa vedere il documento e poi, a rapporto consumato, ci svela che era scaduto o era di un amico. Lì l’arrabbiatura è forte, ma ormai la frittata è fatta, per fortuna che io sono vaccinata e, per quanto ne so, lo è anche la maggior parte delle mie colleghe. I maschi quando hanno desiderio non pensano a nulla, buttano le precauzioni e la prudenza nel cestino, mettendo in pericolo tutti, se stessi ma anche familiari e amici”.

“Io  – ci dice un’avvenente brasiliana, le foto sui siti specializzati almeno questo lasciano intendere – proprio ieri ho fatto la dose booster. I clienti spesso sono teste matte, il green pass ce l’hanno sì ma come facciamo ad essere certe che sia valido o di qualche altra persona? Io in qualche caso, nel primo contatto telefonico, chiedo di portare anche la documentazione della Asl ma in pochi lo fanno. E poi quando stanno qui come facciamo a mandarli via? Loro insistono e noi abbiamo bisogno di soldi. Paura? Certo che ne abbiamo, ma abbiamo anche tante spese e soprattutto figli e famiglie nei nostri Paesi di origine cui mandare soldi per farli vivere. E allora spesso, durante i rapporti, io prego il Signore affinché mi protegga”.

Green pass e vaccini, allora, indispensabili per accedere al mercato del sesso. Ma anche gel “che facciamo usare appena entrano” e mascherine. Mascherine? “Sì, mascherine – ci conferma jenny, giovane slava – io la uso e la levo solo in certi “momenti”. I clienti protestano ma con me è così. Baci? Ma neanche a parlarne. Mica sono matta. So che tante colleghe lo fanno ma io assolutamente no. Mica voglio morire. E so anche che parecchie non chiedono niente, neppure il green pass. Sono sceme, guarda. Si vaccinano e credono di risolvere tutto, ma non è così…”.

E le prestazioni? Sono rimaste uguali? “Beh – ride Carolina, di Santo Domingo – quelle come si fa a cambiarle? I clienti chiedono tante cose ma noi comunque cerchiamo di limitarci all’offerta “base”, tutto “protetto” e tutto nel minor tempo possibile. Poi ci sono alcune, specie le cubane e le nigeriane, che non si fanno scrupoli e con prezzi anche bassi fanno fare tutto, anche “scoperto”: pura follia. Andrebbero denunciate e insieme a loro gli uomini che lo fanno e poi tornano a casa da mogli e figli… mah”. 

Questa è una rapida panoramica di ciò che accade nel mercato del sesso in casa. Un universo totalmente differente è invece quello delle ragazze che “lavorano” in strada, dove le precauzioni quasi non esistono. E dove i rischi per la salute sono a dir poco enormi.

Certo è che di varianti (ops, lapsus freudiano) ce ne sono tante. Difficile, se non impossibile, elencarle tutte. Certo è che il Covid ha cambiato anche il mercato del sesso. Che però, è la conferma generale, non ha subito flessioni in termini di fatturato. Anzi, con i costi delle prestazioni cresciuti e la creazione di servizi aggiuntivi, su tutti le videochiamate, è addirittura aumentato.

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Danilo Del Greco

Giornalista del quotidiano online “TuNews24.it” e del settimanale cartaceo “Tu News”, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Professionisti dal 1997, ha lavorato a lungo presso il quotidiano Ciociaria Oggi, sia nell'edizione cartacea che web. Altre esperienze nel settore televisivo, radiofonico e dei free press. Ha frequentato corsi di specializzazione a Rimini (Web Marketing festival) a Milano presso Il Fatto Quotidiano e a Roma con Salvatore Aranzulla.