Fca Cassino, posti di lavoro a rischio: De Angelis scrive al ministro Orlando e chiede interventi di sostegno

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L’incertezza sul futuro dello stabilimento Stellantis (ex FCA) di Piedimonte San Germano. Questo l’oggetto della lettera a firma del presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale, Francesco De Angelis, e inviata al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, onorevole Andrea Orlando.

Il presidente De Angelis sottolinea la sua preoccupazione commentando la situazione che si sta delineando, con un’allarmante la perdita di posti di lavoro, e chiedendo al ministro un intervento per arginare la difficile situazione. Ecco il testo della missiva: 

Il testo della lettera di De Angelis
al ministro Orlando 

“Mi preme rappresentarLe le preoccupazioni che ormai da molto tempo stanno determinando un lungo periodo di incertezza circa il futuro dello stabilimento ex FCA, ora Stellantis, di Piedimonte San Germano.

A tale scopo, vorrei sottoporre alla Sua cortese attenzione la situazione che si sta delineando. Se consideriamo che nel corso dell’anno 2019 il potere occupazionale dell’azienda era di circa 4.500 unità, con circa 119 giorni di CIGO, e già ad ottobre dello scorso anno il numero dei lavoratori era di 3650, con un monte totale di giornate lavorative di circa 90 giorni, da cui si evince una perdita di circa 950 posti di lavoro, possiamo avere un’idea di quanto stia accadendo.

Se consideriamo la chiusura determinata dalla pandemia di Covid Sars 2, che nel 2020 è stata dal 12 marzo a tutto luglio, per un totale di circa diciassette settimane, producendo una perdita salariale di circa 1260 euro sulla busta paga dei lavoratori, mentre, dal prossimo 23 dicembre, cesserà la produzione della Giulietta e con essa la perdita definitiva della produzione del segmento C (vetture mass merket) e che in conseguenza di tale cambiamento di politica aziendale la stessa FCA dichiara un esubero temporaneo di circa 600 unità lavorative, il quadro è molto preoccupante.

Va inoltre ricordato che da gennaio 2021 si sta lavorando su un unico turno di mattina, con tutto quello che ciò comporta sia in termini salariali che occupazionali, oltre al fermo totale di lavoro che dall’inizio dell’anno si aggira intorno a circa 57 giorni di mancato lavoro.

Va aggiunto che la progressiva perdita occupazionale ha determinato ad oggi un’ulteriore perdita di posti di lavoro pari a 1300 unità.

Tutto ciò ha determinato una mancanza di certezze circa la futura produzione, anche in assenza di un piano industriale, un’assenza quindi di nuovi modelli, a cui va aggiunta la preoccupazione per la crisi dell’auto, soprattutto nel segmento in produzione presso questo stabilimento. Ciò non fa altro che aumentare la preoccupazione per l’occupazione sia diretta che relativa all’indotto dell’intero settore.

Una possibile crisi determinerebbe infatti per questa provincia una situazione assolutamente insostenibile, sia economicamente che socialmente, che va scongiurata ad ogni costo. Per tutto quanto sopra rappresentato, e certo di un Suo interessamento, Le chiedo un intervento al fine di arginare una difficile situazione economica ed occupazionale.

 

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Redazione

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