Veroli – Santa Messa con il rito della benedizione del grano

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Domenica presso la Basilica della Patrona Santa Maria Salome si è ricordato il ritrovamento delle reliquie della Madre che rimasero sepolte dal crollo della Basilica avvenuto con il terremoto dell’otto settembre 1349. Presenti il sindaco con alcuni amministratori e tanti ospiti compresi alcuni gruppi folk coordinati dalla RES di Arduino Fratarcangeli

di Egidio Cerelli

Si è tenuto domenica scorsa il rito della benedizione del grano e delle sementi, una volta a Veroli molto sentito. Così come scrive Lidia Frangione “esso racconta di un amore antico tra la terra e l’uomo che s’intreccia con il divino. Un sentimento d’affezione venuto meno con il progredire della civiltà, che ha portato all’abbandono di quel senso di responsabilità e di protezione verso il pianeta con drammatiche conseguenze sull’ambiente”.

Usanza che ha inteso riprendere Don Angelo Maria Oddi, rettore della Basilica di Santa Maria Salome. A lui si è unito lo spirito intraprendente di Arduino Fratarcangeli, di RES Ciociaria, e di Danilo Perciballi. Al termine della Messa concelebrata dal rettore don Angelo Maria Oddi con il parroco delle chiese di Veroli centro don Andrea Viselli la benedizione del grano dopo i vari interventi del sindaco Cretaro che ha portato il saluto della città agli ospiti e dei vari responsabili delle associazioni presenti, ricordando anche Luigi Cretaro già presidente del Centro anziani di Veroli deceduto per il Covid

Il significato del rito ricordato dal Rettore don Angelo Oddi

“La tradizione della benedizione del grano ha un’origine antica – ha ricordato Don Angelo – all’inizio delle stagioni, i canonici e i parroci benedicevano la campagna, per ringraziare Dio per i frutti della terra. Fino a metà degli anni ’60 all’interno della Basilica venivano fatti dei covoni di grano, che i contadini portavano in dono alla patrona. Dopo la cerimonia di benedizione, il grano veniva trasformato in farina per le ostie, per i poveri, per il sagrestano e il campanaro, che aveva il compito di suonare le campane durante le tempeste al fine di implorare, con la voce dei sacri bronzi, la protezione del Cielo per allontanare la sciagura della perdita del raccolto, che avrebbe significato fame e carestia. Abbiamo inteso recuperare questa tradizione per ricordare sia il legame profondo che abbiamo con la madre terra, di cui siamo custodi, sia la responsabilità di prendercene cura. Essa è dono di Dio e non può essere violentata e disprezzata. Come i nostri padri, dobbiamo riacquistare il rispetto sacrale ad essa dovuto”. Quella di domenica è stata la seconda festa in onore della Patrona, data in cui si ricorda il ritrovamento delle reliquie della Madre che rimasero sepolte dal crollo della basilica avvenuto con il terremoto dell’otto settembre 1349.

I presenti

Oltre alla amministrazione comunale con in testa il sindaco Simone Cretaro, il presidente del Consiglio, Cristina Verro, gli assessori Patrizia Viglianti e Emanuele Fiorini, i consiglieri Augusto Simonelli e Cristiano Papetti, erano presenti la Confraternita di Santa Salome, gli ospiti di Testa di Lepre (Fiumicino), il centro anziani di Castro Dei Volsci e quello di Veroli, il gruppo folkloristico dei BiFolk , a RES Ciociaria. Quindi un giro per il centro storico con gli sbandieratori che erano accompagnati dai gruppi folk che con tanto di organetto ricordavano le tradizioni dei contadini di una volta.

PS . Per le foto si ringraziano Cristina Verro, Lidia Frangione e Arduino Fratarcangeli

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.