Le unghie aguzze dei dinosauri

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Voci dal Palazzo – Nel vivo delle elezioni Comunali tra veleni, colpi bassi e tante curiosità

di Dario FACCI

Elezioni comunali, il conto alla rovescia è iniziato. Gli schieramenti sono pronti anche se in molti casi sono rimaneggiati rispetto alle ambizioni oltre che alle previsioni. Inutile ribadire che i due banchi di prova principali, quelli della terza e quarta città della provincia di Frosinone per abitanti, vale a dire, nell’ordine, Alatri e Sora, hanno un elevato interesse anche sotto profili politici di caratura maggiore. Qui si vedono, per esempio, le abilità dei responsabili provinciali dei partiti anche se è il civismo a farla da padrone tra le liste presentate.

È in questo labirinto di equilibri e appartenenze spesso indecifrabili che ci si deve barcamenare. La prima curiosità è, infatti, che solo ad Alatri è presente una lista Pd e che solo il centrodestra presenta apertamente i suoi simboli. Altra curiosità: il centrodestra presenta anche alcuni mostri sacri, personaggi che hanno un trascorso importante e che ora si riaffacciano, con ambizioni differenzi ma con un piglio antico, cioè con notevole esperienza. Il primo che viene in mente è Antonello Iannarilli. Il già onorevole, consigliere e assessore provinciale, presidente della Provincia e dell’Unione delle Province del Lazio, nonché tra i fondatori in provincia di Frosinone di Forza Italia nel lontano 1994, è ora il capolista ad Alatri di Fratelli d’Italia. E’ transitato nella compagine di Giorgia Meloni stringendo un patto direttamente con lei. È schierato per il Consiglio Comunale della sua città, sostiene il candidato a sindaco Maurizio Cianfrocca (che ha lungamente avversato in principio ma che ora, da esperto uomo di partito, sostiene senza lesinare energie) ma il suo dichiarato intento è quello di ottenere una candidatura (e un’elezione) alle elezioni regionali. L’altra candidatura “pesante” dal punto di vista della storia politica è quella dell’ex consigliere regionale e deputato europeo alla carica di sindaco di Supino, il suo paesino sui Lepini, per il quale ha già occupato il massimo scranno in passato. Anche Foglietta ha la targa Fratelli d’Italia e si presenta come avversario dell’uscente sindaco Barletta, esponente del Pd. Anche se non ufficialmente e, anzi, volutamente in secondo piano, anche a Sora si “agita” un ex dinosauro di elevata caratura. Si tratta di Enzo Di Stefano, non in campo ufficialmente, ma naturalmente attivo al fianco del figlio, Luca, candidato a sindaco con una compagine assai nutrita, non solo di liste ma anche di riferimenti politici che vanno dal Pd ad Articolo Uno ad altri esponenti molto importanti nel panorama locale di diversa provenienza. Vedi, per esempio, Mosticone. Ebbene Di Stefano senior, già sindaco di Sora e consigliere regionale non è, come evidente, uno di primo pelo e le ottime possibilità che il figlio Luca presenta già all’inizio di questa tornata elettorale, si devono certamente alla capacità e al dinamismo del giovane consigliere comunale ma, irrimediabilmente, all’esperienza di suo padre. In campo da invisibile (crede lui).

Altro argomento fortemente dibattuto in queste ore, come sempre accade quando al voto vanno comuni oltre i 15.000 abitanti e dunque soggetti al secondo turno, nel caso che un candidato non superi al primo turno il 50% dei consensi (e non sembra proprio che ciò possa accadere ad Alatri o a Sora in questa tornata) è quello delle possibili alleanze in caso, appunto, di ballottaggio. Precisando che trattasi di materia assai scivolosa, solo per dar conto alle Voci dal Palazzo, come al solito bisognose di conferme persino elementari, restando in ambito sorano, lo scenario appare assai curioso e suggestivo, stando appunto la quasi totale diffusione del civismo. Dicono le pettegole da Palazzo che il giovane Di Stefano, dovesse assurgere al secondo turno, sarebbe naturalmente portato a chiudere un accordo con il sindaco uscente, Roberto De Donatis, in campo con due civiche. Ovviamente sarebbe valido il viceversa. Lo stesso tipo di chiacchiera si diffonde per quanto attiene alla candidata Eugenia Tersigni la quale, forte di cinque liste ben congegnate potrebbe arrivare al ballottaggio e, qualora il suo avversario al secondo turno non fosse il rappresentante del centrodestra, Federico Altobelli, tra i due ci potrebbe essere un’assonanza. Ovviamente, lo ribadiamo, è possibile tutto e il suo contrario.

Se guardiamo ad Alatri la faccenda è di lettura più complessa. Qui, a fronte di un centrodestra compatto, ci sono tre schieramenti che, al netto dei dissapori tra i rappresentanti che costituiscono un ostacolo ormai endemico a un’unità di centrosinistra, potrebbero costituire un’alternativa al ballottaggio. Fabio Di Fabio (cinque liste) è il candidato ufficiale del Pd (che qui presenta il simbolo!) vede in Roberto Gizzi (tre liste tra le quali i socialisti) un contendente a sinistra. Enrico Pavia (cinque liste), qualora dovesse assurgere al ballottaggio com’è possibile, vedrebbe facilmente l’arrivo di simpatie a sinistra, vista la composizione delle sue civiche che annoverano importanti personalità certamente non di centrodestra. Vale (forse) anche il viceversa. Discorso un po’ più complicato per Cianfrocca anche se, non si deve dimenticare mai, la politica, specie alle Comunali, è l’arte del possibile e negli ultimi tempi è diventata anche quella dell’impossibile.

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