Veroli – L’ultimo saluto a Egidio il ‘presidente’

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Sembrava di essere alla festa di San Rocco durante i funerali di Egidio Magnante. Il corteo veniva anticipato dai trattori dei tanti colleghi. Amici dentro e fuori nel piazzale mentre celebrava la santa Messa il parroco don Adriano insieme con don Gianni Bekiaris


di Egidio Cerelli


Una mezza dozzina di trattori si erano portati di buon mattino a pochi metri dalla casa di Egidio Magnante, la cui salma arrivava qualche minuto dopo. Le strade che portano alla Chiesa parrocchiale del SS Crocifisso si erano riempite come fosse la festa del Patrono San Rocco. Quel Santo che sicuramente ha accolto in cielo Egidio dopo la sua tragica morte avvenuta proprio una settimana prima mentre stava ‘trattorando’ un terreno nei pressi di Castelmassimo. A proposito sulla dinamica della sua morte è stato aperto un fascicolo da parte della Magistratura. Supposizioni tante, ma nessuna certezza.


Alle dieci e trenta in punto il suono delle sirene annunciava l’inizio del triste corteo. In prima fila dietro al carro funebre con la bara dell’amico che tutti in zona amavano dietro la bara dicevamo la moglie Lucia con i figli Loretta e Marco oltre a tutti gli altri parenti compresi i nipoti. Sono stati proprio loro a consegnare ad una amica lettere con riflessioni che partivano dal profondo del cuore. Nel piazzale della Chiesa parrocchiale ad attendere il corteo altra gente. Non solo locale ma finanche arrivata da ogni parte della Ciociaria, terra amata tantissimo da Egidio non solo come ’trattorista’, ma anche come ‘festaiolo’. Lo conoscevano in tanti. Sulla porta della Chiesetta di campagna il parroco don Adriano con Don Gianni Bekiaris che ha concelebrato la santa Messa.

Intanto il coro intonava il canto ‘Eccomi’. In Chiesa tutti composti secondo la normativa anti Covid. Don Adriano oltre ad annunciare che il passaggio da questa all’altra vita è per ogni cristiano la speranza di viverla in pace tra le braccia di Gesù, della Madonna e di San Rocco, ha anche rivissuto insieme ai presenti la vita cristiana fatta di solidarietà e di carità per i più deboli di Egidio. Tante infatti le testimonianze di un cristianesimo quasi come lo aveva vissuta san Rocco aiutando i più deboli. I tanti che però volevano portare l’ultimo saluto non erano solo dentro le tre navate della Chiesa parrocchiale, ma davanti al piazzale molti salendo quelle scale che Egidio aveva attrezzato installando a sue spese passamani per chi anziano trova difficoltà a salirle.
Mentre il coro intonava ‘Andrò a vederla un dì’ la bara presa a spalle dal personale della ditta Politi usciva tra gli applausi di quanti hanno voluto salutare sia Egidio che i familiari. Fuori una mamma, alla quale i nipotini avevano consegnato alcune letterine, le ha poi lette commuovendo tutti. Quindi il mesto corteo è ripartito con i trattori a fare da apripista verso il vicino cimitero dove è avvenuta la tumulazione. Le campane salutavano anch’esse Egidio che aveva contribuito come ‘presidente’ a far rifunzionare con il nuovo campanile.


La passione per il lavoro lo ha portato anticipatamente e tragicamente in cielo, dove sicuramente il Patrono San Rocco lo avrà accolto in Paradiso. Egidio Magnante un artigiano della terra venne ritrovato ormai esanime dal figlio Marco e dal suo amico da sempre, Maurizio su uno slargo di prato dove stava lavorando. Ora il suo corpo è in cielo dove gli angeli lo hanno sicuramente accolto.


Vogliamo chiudere questo ricordo così come qualche giorno fa, Un ultimo ricordo tra i tanti, a lui piacevano tanto i Nomadi che ne pretese il concerto sette anni fa ed allora noi vogliamo ricordarlo così…. ’voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi’ Ciao Egidio riposa in pace sotto lo sguardo di San Rocco che hai sempre avuto davanti a te per venerarlo. Che la terra ti sia lieve.
Non possiamo non mettere queste due foto che sono emblema della sua vita.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.