L’eccidio di Veroli – L’insegnamento della settimana

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Un ringraziamento a voi tutti per avermi ricordato ciò che come giornalista ho saputo offrirvi negli anni. Il Vescovo mons. Ambrogio ci ha offerto due grandi lezioni di amore verso il prossimo


di Egidio Cerelli

Intanto sento il cuore che batte forte nonostante i cinque interventi di ‘restauro’. Sgorga tuttavia dall’aorta con la nuova valvola mitrale il dovere di ringraziare uno ad uno quanti (in verità un po’ pochini: ad ora 3.457) hanno avuto dapprima il coraggio di leggere il primo memoriale dei 48 anni di giornalismo con cui ho trascorso nel bene e nel male momenti comunque ‘vivi’ con voi amici lettori e poi postare con apprezzamenti (grazie per la loro bontà) quel poco di buono che sono riuscito a trasmettere.

Di questo ve ne rendo grazie. Le casse di buon brut italiano le ho messe da parte per i miei cinquant’anni del seguito che arriverà tra un paio di annetti. Mi dicono sia i medici che il fornitore di quelle speciali bottiglie che saremo insieme a far bisboccia. Purtroppo un errore l’ho fatto non avendo nominato tanti miei colleghi con cui ho condiviso anni di vera gloria. Lo farò nei prossimi appuntamenti. Comunque sono felice anche perché l’incipiente dolorino della seconda dose del vaccino è andato via dopo aver scritto quello che qualche amico rispondendo lo ha definito sorridendo… ’coccodrillo’. Ce ne vuole, ancora, di tempo amico mio.
Scrivendo questa settimana per diverse volte su ciò che il Vescovo ha ripetuto nei vari incontri, conferenze e momenti di preghiera mi sono reso conto del forte impegno trasmesso dal nostro amico mons. Ambrogio. L’effimero vola, anzi si disperde come il naufrago che nessuno vuole aiutare perché ‘diverso’ da noi e che purtroppo diventa crudemente pasto dei pesci del Mediterraneo. La speranza di una vita che non finisce su questa terra ci invita ad amare sempre più il fratello. Invece abbiamo registrato nessuna pietà per quei poveri essere umani pur se con nazionalità e colore della pelle diversa dalla nostra.

Ricordo di un incidente mortale

Mi è tornato in mente un triste ricordo di una decina di anni fa quando ancora scribacchino sul quotidiano La Provincia, venni svegliato come qualche amico informatore faceva da anni, venni svegliato, dicevo, per un incidente mortale in piena curva presso Colleberardi. La mia macchina fotografica sempre pronta allo scatto era quella mattina a tracolla. Scattai, guardai, mi meravigliai nel vedere solo curiosi che chiedevano… sapete chi è? Lo conoscete? Ed io a malincuore avendo raccolto precise informazioni azzardai dire… E’ un ragazzo romeno. Quasi all’unisono… ah… ah… mbée come dire chissenefrega. Andava quel giovane padre di famiglia tutte le mattine a Strangolagalli a lavorare con il motorino. Ecco la nostra differenza di ipocriti o di farisei che piangono per tante cavolate ma non per la morte di un uomo. Feccia, feccia, feccia umana. Poi ci dichiariamo cristiani, senza ricordarci… ’vi lascio un comandamento nuovo, amatevi come io ho amato voi’.

Monsignor Ambrogio Spreafico

Il Vescovo mons. Spreafico questi ultimi giorni ci ha dato una lezione di grande umanità ricordandoci che quelle naufragate… “Sono persone, sono vite umane, che per due giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è arrivato. Fratelli e sorelle, interroghiamoci tutti su questa ennesima tragedia. È il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle, e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi”. Queste notizie passano tanto velocemente ed è anche questo che ci stupisce.

La nostra indifferenza è diventata freddezza: si passa da una cosa all’altra senza mai fermarsi se non attorno a noi stessi. E allora ascoltare la Parola di Dio, e con essa il grido di angoscia lanciato da tante persone durante questo viaggio e altri viaggi, in balìa di condizioni insopportabili, è per noi un momento per fermarci e per dire che tutto questo è inaccettabile”. Ieri festa dei lavoratori. Ma non di tutti. Quelli che lottano per la sopravvivenza senza reddito di cittadinanza ma sono sotto i caporalati oggi ci si meraviglia di essere persino portatori di virus. Ma il ‘virus’ negativo di cui a volte siamo forieri noi lo dimentichiamo per nostra comodità. Siamo tutti più umani e meno egoisti.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.