Veroli – Da ieri sei Beati nella gloria del Paradiso

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Cerimonia mai vista presso la Basilica della Abbazia cistercense di Casamari, organizzata nei minimi dettagli. La Celebrazione è stata presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, dal vescovo diocesano mons. Spreafico, con altri abati, ambasciatori, Prefetto, sindaci della zona e tante altre autorità civili e religiose

di Egidio Cerelli

Si è svolta ieri mattina con la diretta TV di Teleuniverso, ed anche all’esterno con uno schermo gigante, con la regia di Danilo Costanzo con i suoi professionali collaboratori, la cerimonia della Celebrazione Eucaristica per la Beatificazione dei sei monaci martiri uccisi il 13 maggio nel 1799. Il sacro rito è stato animato, in numero di componenti ridotto causa pandemia, dal coro di Casamari assieme al coro ‘Gaudete in Domino’ di Veroli diretto dal Maestro Luigi Mastracci e dalla corale sorana ‘Voci Sparse’ diretta dal Maestro Giacomo Cellucci. Presente, in rappresentanza dell’Arcivescovo di Milano, mons. Carlo Azzimonti, Vicario episcopale della Zona
Presidente della assemblea il card. Marcello Semeraro il quale si è presentato con una frase ormai nota… ’’non avete paura, viviamo con fraternità questo evento a lungo atteso”.

Il vescovo diocesano mons. Ambrogio Spreafico dal volto stanco ma ricco di umanità ed umiltà ha ricordato dopo aver ringraziato Papa Francesco che “la violenza non vince e la beatificazione di oggi dimostra che Dio fa sgorgare pace e amore dal sangue dei martiri». E poi altri interventi di cui parleremo nei prossimi giorni con un ampio servizio fotografico.
Oggi vogliamo proporvi il ringraziamento di chi con tanta passione ha saputo organizzare un evento diremmo di altissimo livello religioso, vale a dire l’Abate dom Padre Loreto Camilli, al termine della cerimonia di Beatificazione di padre Simeone Cardon, padre Domenico Zavřel, fra Albertino Maisonade, fra Modesto Burgen, fra Zosimo Brambat e fra Maturino Pitri

Ringraziamento abate dom Loreto Camilli

“Alla fine di questa solenne celebrazione, con il cuore traboccante di gioia, rendo grazie a Dio Uno e Trino che opera grandi cose per quelli che Lo amano e che ripongono in Lui la loro speranza e la loro fiducia.
Rendo grazie a questi sei nostri confratelli martiri che hanno testimoniato con il sangue la loro adesione a Cristo Signore e ancora oggi ci indicano la pienezza della vocazione benedettina e di ogni vocazione cristiana: “Nihil amori Christi praeponere – nulla anteporre all’amore di Cristo” (Regola, IV, 21).
Che questi nostri sei confratelli fossero morti, per la testimonianza a Cristo, i monaci di Casamari lo hanno sempre percepito e creduto. Subito dopo il seppellimento dei loro santi corpi, una folla enorme di devoti affluiva dai paesi limitrofi e non solo, tanto è vero che il padre Bonaventura Trulli di Veroli, dei Minori conventuali, inviato dal vescovo di Veroli a prendersi cura della Comunità di Casamari, in attesa del ritorno dell’abate Romualdo Pirelli, credette opportuno raccogliere, con le dovute e necessarie certificazioni, i tanti miracoli che si verificavano sulle loro tombe. Ma la tristezza dei tempi e, forse, anche un certo modo di intendere la spiritualità monastica, non permisero di introdurre il processo canonico di beatificazione. Finalmente, il 20 agosto (solennità di san Bernardo) del 1859, con tutti i crismi di un processo canonico, le salme per la prima volta, per facoltà apostolica, vennero riesumate e, dopo la ricognizione sepolte in chiesa.

Oggi il desiderio dei monaci esaudito

Oggi finalmente, questo desiderio antico dei monaci, e non solo, è stato esaudito. Per questo rendiamo grazie a Dio, fonte e forza di ogni martirio, e ai nostri sei confratelli che, in nome Suo, hanno sacrificato la loro vita.
Oggi, in nome mio e di tutti i monaci della Congregazione di Casamari, rendo un ringraziamento filiale al Santo Padre, il papa Francesco. Gli siamo sommamente riconoscenti perché, qualche anno fa, in occasione dell’ottavo centenario della consacrazione della nuova chiesa del 15 settembre 1217, ci ha gratificati della presenza, come legato, del suo Segretario di Stato, Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Pietro Parolin. L’abbazia di Casamari è strettamente legata alla Sede Apostolica; dal papa cistercense, il beato Eugenio III fino all’approvazione delle Costituzioni (14 dicembre del 1929) è vissuta sotto l’ala sollecita e protettiva della Santa Sede. Questo senso di appartenenza è impresso non solo nelle diciture degli stemmi e delle stampe, ma, e soprattutto, nella coscienza di noi monaci: “Sedem Apostolicam vel soli defendere – Difendere anche da soli la Sede Apostolica”.

Ringraziamenti alle autorità civili e religiose presenti

Eminenza Rev.ma, ringraziamo personalmente Lei, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per l’onore della sua presenza ed insieme a Lei e in Lei, ringraziamo tutti i responsabili dei diversi organismi e tutte le persone che sono state coinvolte sull’iter processuale della causa di beatificazione di questi nostri confratelli martiri, sia a livello della Chiesa universale sia della Chiesa locale.
Un particolare ringraziamento lo rivolgiamo al nostro amato vescovo, Mons. Ambrogio Spreafico che ci è stato sempre vicino in questo, come in altri momenti anche dolorosi della nostra Comunità ed al Postulatore Generale dell’Ordine Cistercense, Padre Pierdomenico Volpi, che si è dimostrato sempre sollecito ed infaticabile in tutto il percorso del processo canonico.
Un caloroso ringraziamento rivolgiamo ai Rev.mi Vescovi, all’Abate Generale dell’Ordine Cistercense Dom Mauro-Giuseppe Lepori, all’Abate Generale dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, Dom Eamon Fitzgerald, agli Abati, ai Vicari episcopali, sacerdoti, monaci e monache, religiosi e religiose qui presenti e anche agli assenti che non hanno potuto partecipare e ci hanno notificato la loro comunione spirituale.

Diversi gli ambasciatori presenti

Grazie agli Ambasciatori di Francia e della Repubblica Ceca presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Elisabeth Beton Delègue e Sua Eccellenza Václav Kolaja. Per motivi personali, l’ambasciatore italiano Sua Eccellenza Pietro Sebastiani ieri ha dovuto disdire la sua partecipazione a questa celebrazione. Grazie a Sua Eccellenza il Prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, alle autorità istituzionali, civili e militari, e a tutti i fedeli qui presenti.
Permettetemi di rivolgere un pensiero e una esortazione fraterna e paterna ai miei cari confratelli. Il terreno che calpestiamo e l’aria che respiriamo sono sacri, i sei confratelli martiri vi hanno impresso e l’hanno impregnata del loro buon amore per Cristo, per la Chiesa, per il loro monastero. Essi ci hanno trasmesso la fiaccola della loro fede e del loro amore.

L’impegno dei monaci

La celebrazione solenne di oggi contiene anche un impegno preciso che la Chiesa universale ha voluto affidare in modo particolare a noi che viviamo nell’abbazia: la fiamma della loro donazione a Cristo, deve risplendere anche nella nostra vita. Quello che i santi martiri hanno testimoniato con il loro sangue, noi lo dobbiamo testimoniare con la nostra vita.
E questo impegno che riguarda in modo particolare noi monaci di Casamari, riguarda e impegna ogni battezzato”.
Domani gli altri interventi.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.