Chiara Lubich – La storia di un popolo nato dal Vangelo

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La fiction su Chiara Lubich su RAI 1 ha raccolto milioni di consensi raggiungendo il 23% di share. Così l’attrice Cristiana Capotondi “Abbiamo raccontato la semplicità di una ragazza che con la propria dolcezza e determinazione riesce a trascinare un intero paese ed il mondo intero”

di Danilo Cerelli (giornalista impegnato nel Movimento dei Focolari)

Rai 1 ha inaugurato il suo anno nuovo di programmazione con una fiction in prima visione “Chiara Lubich – l’Amore vince tutto”. Trattava la storia di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari (nell’anno del centenario della sua nascita), concentrandosi sui primi anni di vita del Movimento, oggi diffuso in 182 nazioni e che coinvolge persone di diverse convinzioni religiose. Seguita da oltre 5.600.000 spettatori con uno share del 23%: una scommessa vinta per la rete ammiraglia della Rai.
Ma perché una fiction di questo tipo raggiunge un tale livello di ascolti e come appare oggi la realtà dei Focolari, in particolare nella nostra provincia?

Sentita e sofferta l’interpretazione di Cristiana Capotondi

Forse il successo è legato ad un messaggio universale che la protagonista del film (Cristiana Capotondi), grazie alla sapiente regia di Giacomo Campiotti (regista della serie “Braccialetti rossi” e dei film “Preferisco il Paradiso” e “Maria di Nazareth”) hanno saputo trasmettere al grande pubblico: quello della fraternità universale, che matura in Chiara e nelle sue prime compagne leggendo il Vangelo nei rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale. Una frase in particolar modo le colpisce. “Che tutti siano uno!”, il testamento di Gesù pronunciato prima della sua cattura e crocifissione.


Il film sottolinea poi alcuni punti chiave della spiritualità di Chiara che nasce prima di tutto da un’esperienza concreta di Vangelo vissuto: la scoperta di Gesù in mezzo, evidenziata da Chiara alle sue compagne come quella gioia che provavano nello stare insieme, l’amore per il fratello (citato nella frase di San Giovanni: chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede) e per Gesù Abbandonato, che scoprono nei fratelli più poveri e più soli della sua città natale (Trento) e poi delle città vicine, oltre che nei dolori personali fisici e spirituali.

Una comunità, che mette i beni in comune, per aiutare chi ha bisogno.

Tutta la storia ha la sua cornice nell’indagine che la Chiesa fece a suo tempo su Chiara, definita protestante e comunista (e oltretutto priva di qualsiasi titolo di studio teologico), ma poi dimostratasi semplicemente un’antesignana dei principi del Concilio Vaticano II, ribaditi successivamente nella “Novo Millennio Ineunte” di Giovanni Paolo II e nell’ultima enciclica papale “Fratelli tutti”: i principi della spiritualità di comunione, dove i cristiani, come nelle prime comunità “avevano un cuor solo e un’anima sola e mettevano ogni cosa in comune”, come figli di un unico Padre.
La fiction si conclude con l’approvazione della Chiesa del nascente Movimento dei Focolari, subordinata alle dimissioni da dirigente di Chiara Lubich, per vedere se si trattava veramente di un’Opera di Dio: Chiara accetta questa decisione della Chiesa, in nome non solo dell’obbedienza, ma dell’amore che da sempre provava nei confronti della Chiesa gerarchica, espresso dalle parole evangeliche “Chi ascolta voi ascolta me”.


Il film termina ricordando che dopo qualche anno ci sarà l’approvazione definitiva di Paolo VI, con la presidenza di nuovo affidata a Chiara, che diventerà una leader nel campo del dialogo interreligioso (facendo da ponte tra Chiesa cattolica e ortodossa negli anni ’60, diventando la prima donna cattolica a parlare in una moschea musulmana, e parlando pubblicamente in incontri con personalità del mondo buddista, induista e della religione ebraica), e iniziando un dialogo con persone di convinzioni diverse sin da ragazza (suo fratello Gino era un partigiano comunista), facendo nascere opere sociali, cittadelle di testimonianza evangelica, oltre a movimenti per una politica ed un’Economia di Comunione (che ad oggi aiuta migliaia di famiglie con gli utili prodotti da imprese che condividono la cultura solidale del movimento).

Gen Rosso e Gen Verde

Negli anni il Movimento dei Focolari ha visto inoltre la nascita nel mondo di diverse case editrici (ricordiamo il gruppo editoriale Città Nuova) e di gruppi musicali (i più famosi Gen Rosso e Gen Verde). Tutto ciò ha portato per Chiara Lubich a diversi riconoscimenti, tra cui il premio Templeton per il progresso della religione nel 1977, il premio Unesco per l’educazione alla pace nel 1996, il Premio europeo per i diritti umani presso il Consiglio d’Europa nel 1998, e oltre 20 tra cittadinanze onorarie e lauree honoris causa, dopo aver rinunciato da giovane agli studi per portare avanti il movimento nascente.


Come si collega questa storia alla nostra terra, alla Ciociaria?

Quella vita iniziata a Trento arriva presto anche in Ciociaria. E’ il 1949 quando Lucia di Sturco di Roccasecca viene invitata ad un incontro da un’amica. Sono anni difficili, di dolore intenso per lei. E’ finita da poco la II guerra mondiale. La nostra terra è stata particolarmente colpita dai bombardamenti e la famiglia di Lucia soffre il peso di una grave crisi economica. Un’amica la invita a colazione e lì incontra Lia Brunet, una delle prime compagne di Chiara. Davanti al “tutto crolla” della guerra Lucia scopre l’ideale di “Dio Amore” dei Focolari. Da lì il Movimento si diffonde anche ad Anagni, dove spicca la figura di Don Francesco Cardinali con Chiara che scrive una lettera agli abitanti della città dei Papi. Eccola: “Carissime sorelle di Anagni,sempre vivo è nel nostro cuore il ricordo di voi…Attuiamo perfettamente la Divina Volontà che Dio chiede a ciascuno di noi (…). Egli, che è l’Infinito ci aprirà nuovissimi orizzonti, nuovissime possibilità e ci butterà in tutti i campi dell’umana società, come tizzoni di fuoco che incendieranno ogni ambiente. (…) l’importante per noi è fare la nostra parte (…) amarci a vicenda ed amare il prossimo che ci sta accanto attimo per attimo (…)
Non ditemi che gli anagnini sono duri, che voi non avete doti necessarie, che non avete tempo ecc. Tutto vince l’amore.E noi troppo spesso crediamo che amare Dio significhi fare ore di adorazione ecc… E’ “farsi tutto a tutti”, è amare praticamente, dolcemente, fortemente tutte le anime che ci stanno accanto come la propria e desiderare per esse ciò che si desidera per la nostra, è essere circondati da una miriade di cuori che attendono dal nostro quella parola che dà vita..!”

Nel 1959 don Luigi Sementilli viene invitato da don Francesco Cardinali per la prima volta a partecipare alla Mariapoli di Fiera di Primiero (incontro di formazione di più giorni organizzato dal Movimento dei Focolari). Don Luigi accetta l’invito ma ad una condizione: portare con sé un gran numero di persone.
Un deputato di zona, sottosegretario ai trasporti, fornirà a Don Luigi un biglietto cumulativo dicendo: il biglietto sarà valido per tutte le persone che tu riuscirai a scrivere sul biglietto stesso nello spazio disponibile. Don Luigi racconta di essere riuscito a trascrivere, piccolo, piccolo, ben 18 nomi: la Provvidenza era arrivata così!
Nel frattempo, diventato parroco a Frosinone, nella sua parrocchia, accoglieva i focolarini che venivano da Roma presentando loro i giovani del territorio.
Arriviamo a metà degli anni ’60: in una circostanza, un’udienza di Paolo VI a San Pietro, don Luigi fa conoscere Mons. Marafini (allora vescovo di Veroli-Frosinone) a Chiara Lubich: si scoprirono entrambi interessati ad incontrarsi e a collaborare, iniziando dal dialogo ecumenico. Di lì a poco nel 1967 la Santa Sede affida proprio a Mons. Marafini l’incarico di assistente del Movimento dei Focolari. E per questo motivo Chiara gli farà visita più di una volta a Veroli. Anche in occasione del Congresso eucaristico che vide il Gen Verde animare la Liturgia e persino proporre un concerto a Veroli.

Una collaborazione che in anni, come lui stesso dirà, di “trepidazione, di perturbazione” (gli anni della rivolta studentesca) per il Movimento significheranno protezione, guida, sicurezza, ma anche per il Vescovo grande beneficio personale, come lui stesso avrà a dire: “Voglio dire anch’io a voi il bene immenso che mi avete fatto, per la speranza che avete accresciuta in me nell’avvenire della Chiesa. (…) Vedere la convinzione e la fede vissute da schiere innumerevoli di giovani, da tutto il Movimento, a me come persona, e soprattutto come Pastore della Chiesa, ha dato un grande aiuto ed ha contribuito tanto ad aumentare il mio impegno, la mia dedizione al bene delle anime.”

Mariapoli e Feste di primavera

Negli anni poi tanti sacerdoti, giovani, famiglie hanno contribuito alla diffusione del carisma dell’unità nella provincia di Frosinone: tanti sono partiti per il cielo ed è a loro che va il pensiero più bello, proteggendo dal cielo le comunità presenti in Ciociaria.
Il Movimento dei Focolari in Ciociaria ha puntato negli anni ad incontri di formazione spirituale per ragazzi, giovani, famiglie, che negli anni hanno visto susseguirsi nella terra ciociara le Mariapoli (ricordiamo, tra le altre, quelle di Sora nel 1983, e di Casamari nel 2001, ma anche la partecipazione alle Mariapoli di Ovindoli con don Domenico, don Franco e Don Dante che portavano centinaia di famiglie e ragazzi a conoscere questa realtà: raduni di più giorni con testimonianze e dialoghi che portavano molti a riscoprire l’amore di Dio nella loro vita), le Fiere Primavera (dal 2001 al 2006 a Prato di Campoli, e poi nel 2010 a Isola del Liri e successivamente a Frosinone: giornate nelle quali i ragazzi delle scuole del Lazio vivevano “la cultura del dare”, vendendo oggetti da loro prodotti per devolvere il ricavato a bambini di zone povere del mondo, che li ringraziavano durante la giornata con un collegamento telefonico), i concerti del Gen Rosso e del Gen Verde (tra i quali ricordiamo i più recenti: quelli del 2002 e del 2009 del Gen Rosso a Veroli , e del 2008 del Gen Verde al Palazzetto dello Sport di Frosinone).

La Beata Chiara Badano ‘focolarina’

Negli ultimi anni ricordiamo i frutti della collaborazione con le realtà della Diocesi: l’incontro con la mamma della Beata Chiara Luce Badano nel giugno 2018 presso la chiesa del Sacro Cuore di Frosinone organizzata dalla Pastorale Giovanile Diocesana, presente anche il giornalista Franz Coriasco (Chiara Luce è andata in cielo a causa di un osteosarcoma, nel quale vede un volto di Gesù Abbandonato da amare; poco prima di morire sussurra alla madre: “Mamma sii felice, perché io lo sono!”) , la presentazione del libro “La resurrezione di Roma”, nell’ottobre dello stesso anno presso la chiesa di S. Paolo ai Cavoni, con le testimonianze dei vari movimenti e aggregazioni laicali presenti nel territorio, senza dimenticare l’incontro per le famiglie realizzato presso la Cittadella Cielo di Nuovi Orizzonti nel marzo del 2017.

Progetto per un Mondo Unito

Infine un momento di aggregazione annuale che va avanti ormai da oltre dieci anni è la cena di solidarietà e testimonianza, promosso per sostenere i progetti dell’Ong AMU (Azione per un Mondo Unito), appartenente al Movimento dei Focolari, e che opera nel campo della cooperazione internazionale.
Negli anni sono state raccolte migliaia di euro con la partecipazione di oltre 2.000 persone, ma il frutto più bello sono state le testimonianze portate nel corso della serata, che, come Chiara con le prime compagne hanno fatto vivere ai presenti quell’atmosfera speciale, di cielo, che loro attribuivano alla presenza di Gesù tra loro.
Ricordiamo in particolare due testimonianze, con le quali vogliamo concludere questo articolo. La prima è quella di George e Michael, due fratelli siriani, che nel 2018 raccontano di come siano passati dall’odio al perdono per gli assassini dei loro parenti durante la guerra, grazie proprio all’incontro con giovani che credono nel carisma dell’unità, che li aiutarono in questo cammino di pacificazione.


E la seconda, quella di Franco e Graziella Di Biase, che nel 2019 raccontano davanti a 200 persone, la storia della loro amicizia con Mohamed Kante, un migrante musulmano di 17 anni malato di linfoma e accolto nella loro famiglia perché solo.
Mohamed purtroppo muore per la malattia, ma gli anni passati con questa nuova famiglia, gli permettono di ritrovare sua madre in Costa d’Avorio e di vivere un’esperienza di amicizia così forte che unirà le due comunità cattoliche e musulmane della zona dove si trovava (Pescara) e che portano a celebrare i suoi funerali prima nella Chiesa Cattolica e poi nella moschea con la partecipazione di entrambi i gruppi religiosi in un abbraccio comune nel nome di Mohamed.

Tra le frasi che Mohamed dice alla famiglia durante la sua permanenza ne ricordiamo una: “Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi, ma le puoi sentire e puoi viverle con l’amore e col coraggio, perché… l’Amore vince tutto”.
L’Amore vince tutto: la stessa frase che Chiara Lubich sentì il 14 maggio 1944 nel campo di Gocciadoro quando decise di lasciare la sua famiglia per dedicarsi con le sue prime compagne ad aiutare i poveri di Trento e che portò Chiara a dire nel 2002 ad un raduno internazionale di ragazzi:”E se tu, ragazzo musulmano, ami, e tu, cristiano, ami, e tu, indù, ami, arriverete certamente ad amarvi a vicenda. E così fra tutti. Ed ecco realizzato un brano di fraternità universale.”


Quell’Amore che ha conquistato anche la protagonista Cristiana Capotondi…

”Partendo dall’idea di essere Chiara una giovane donna che vede la sua città bombardata dagli alleati, mi sono commossa, perché la guerra è raccontata talmente bene che ti trasmette dolore. Era una donna senza paure e i giovani che ho incontrato preparandomi al film mi hanno fatto capire come la generazione a cui lasceremo il paese è senza paura, e la cosa mi fa molto piacere. Tanta commozione e penso dire che magari un po’ ci somigliamo. Non è stata solo una donna che ha espresso valori importanti ma una donna che ha lottato per realizzare il proprio sogno”

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.