Alfredo Santoloci, compositore, direttore d’orchestra e sassofonista

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Intervista al grande musicista della nostra terra, Alfredo Santoloci di Boville Ernica. Ora insegnante del Conservatorio di Santa Cecilia dove ha ricoperto negli anni la carica di direttore


di Egidio Cerelli

Incontrammo anni fa a Boville per in occasione di un evento da lui ‘inventato’ Boville Etnica, festival della musica. L’anno scorso a Veroli per il Premio Veroli alla memoria. Ci lasciammo rinviando una intervista a fine anno. Ci abbiamo provato ed eccoci ad inizio anno nuovo. Il M° Alfredo Santoloci, è compositore, direttore d’orchestra e sassofonista oltre a svolgere una intensa attività concertistica e professionale insegna al Conservatorio Santa Cecilia dove in passato ha ricoperto la carica di Direttore.
L’amicizia che ci lega da anni ci permette a darci del ‘tu’

Maestro Santoloci, quando e dove hai iniziato la tua avventura musicale?
“Da bambino mi dilettavo con gli amici a strimpellare canzoni suonando un po’ la chitarra e un po’ la batteria. Non appena ho avuto l’opportunità di partecipare all’ammissione presso il Conservatorio di Frosinone, non ho esitato neppure un momento ad intraprendere questo meraviglioso viaggio che è la musica”.

Vive a Roma, ma le sue origini sono ciociare

“Sono nato in uno dei Borghi più belli d’Italia, Boville Ernica. Non appena ho iniziato a svolgere l’attività professionale mi sono spostato a Roma. Il primo lavoro è stato al Teatro dell’Opera come sassofonista, avevo 17 anni. E’ stata un’esperienza formativa importantissima. Da quel momento ho svolto una intensa attività professionale negli ambiti più disparati. Alle collaborazioni con le orchestre della Rai, del San Carlo di Napoli, affiancavo le partecipazioni a trasmissioni di successo come Indietro Tutta con Arbore”.
Hai mantenuto un qualche rapporto con la tua terra?
“Torno sempre volentieri in Ciociaria dove ho mantenuto vecchie amicizie. Avendo inoltre frequentato il liceo scientifico a Veroli, ho avuto la fortuna di vivere un momento magico del Sulpicio. Quella classe è ancora nel mio cuore, formata in prevalenza da verolani, con i quali ancora oggi ci vediamo. Si tratta di una lunga lista di amici, nel tempo divenutene autorevoli personalità nel mondo dell’arte, della cultura e dello sport”.

Fu lui ad inventare “Boville Etnica”

Se non ricordo male, avevi ideato Boville Etnica, un interessante festival dedicato alla musica.
“La rassegna che ideai nel 2000 con l’allora sindaco Ruggero Mastrantoni, è rimasta una pietra miliare nella storia culturale di Boville. Alla visione illuminata di Mastrantoni sono seguite purtroppo, amministrazioni sempre meno attente e competenti sui temi dell’arte e della cultura. Il festival ormai, con programmazioni prive di qualsiasi visione strategica e artistica, è marginale nel panorama musicale della provincia frusinate. Devo invece congratularmi con le vostre amministrazioni degli ultimi venti anni, (Veroli ndr) che hanno contribuito nell’arco di tutto questo tempo, a fare di Veroli un centro di eccellenza, sia per la varietà dell’offerta culturale che per i numerosi appuntamenti artistici. Non posso evitare di indicare, elogiandolo, un grande professionista del settore, Daniele Mignardi”.

La musica di oggi

Quali sono le tue considerazioni sulla musica di oggi in Italia?
“Lungo l’arco della mia vita artistica, ho assistito a diverse fasi e trasformazioni avvenute nel nostro paese, sia da un punto di vista sociale, ma anche artistico e culturale. Gli anni settanta hanno rappresentato un momento di crescita straordinaria per settori come l’educazione musicale. Sono stati aperti più di cinquanta conservatori di musica; un’infinità di scuole di danza e di recitazione. Tutto questo fermento ha portato ad una forte crescita, non solo di artisti da un punto di vista numerico, ma anche di un pubblico più ampio, variegato e competente.
Da quel momento in poi, purtroppo, la classe politica ha posto in secondo piano questi settori. Non è difficile, oggi, constatare l’impoverimento e la quasi totale desertificazione culturale di cui sono anche responsabili alcuni settori dei media”.

Covid e pandemia

Alla luce della drammatica esperienza causata dall’attuale pandemia, come immagini il futuro dello spettacolo, quali potrebbero essere gli scenari all’indomani del superamento di questo difficile periodo per le attività artistiche?
“Per me, non è solo una speranza, ma la certezza che gli spettacoli dal vivo torneranno più apprezzati di prima. L’esperienza dal vivo, del rito collettivo, dello spettacolo teatrale, coreografico o concertistico, è uno degli elementi vitali per l’umanità, questo ci ha permesso di evolverci e di sopravvivere fino ad oggi. La terribile esperienza che ci ha costretto e costringe ancora al distanziamento, rafforzerà il nostro desiderio di comunione, di condivisione e di aggregazione fisica. Lo spettacolo dal vivo sarà quindi, uno dei momenti più ricercati e richiesti proprio per l’esigenza di nutrimento spirituale che viene dalla fruizione dal vivo delle varie espressioni artistiche”.

Tante le ultime iniziative

So che una delle tue passioni e dei tuoi interessi è, ed è sempre stata, quella che riguarda la divulgazione, soprattutto fra le giovani generazioni. Ci sono in questo momento iniziative che stai portando avanti?
“Dal marzo scorso, all’inizio del lockdown, ho ideato degli appuntamenti on line dedicati alla musica. A questo primo periodo dedicato all’Opera e al Musical, sto facendo seguire una serie di appuntamenti in cui parlo dei grandi della musica da Vivaldi a Morricone. Siamo già arrivati al 7° incontro programmato per il 19 gennaio prossimo dedicato a Paganini. Devo dire che la rassegna sta ottenendo un notevole successo a apprezzamento da parte del pubblico che segue da casa in diretta”.
Maestro, ti ringrazio, ti auguro un anno decisamente migliore di quello appena trascorso, che sia pieno di musica e di nuove soddisfazioni.
“Caro Egidio, sono io che ti ringrazio per avermi offerto questo spazio sul tuo importante canale di comunicazione, ma anche per il lavoro quotidiano che svolgi con passione e competenza, sempre all’insegna dell’equilibrio e della trasparenza. Un Buon Anno 2021 a te, a tutti i tuoi lettori ed anche ai miei concittadini ciociari”.
Grazie maestro!

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.