Natale fuoco perenne che Dio ha acceso in una grotta

Condividi la notizia!

Natale la festa che una volta ci ricordava… “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Oggi purtroppo, causa pandemia, non sarà così, ma… Nell’ultimo libro “Dio dei senza Dio” di Franz Coriasco si legge in grassetto ‘Dio è Amore’, ma come è possibile credere in questa verità davanti al dolore del mondo?

di Egidio Cerelli

A Natale il più bel regalo è stato l’ultimo volume “Dio dei senza Dio”, di Franz Coriasco, giornalista, autore Rai, critico musicale e tanti altri titoli che servono a noi solo per la cronaca, ma non a lui, umile nel suo DNA, mi ha fatto riflettere come quando lo lessi e lo commentai la prima volta. Siamo a Natale ed allora insorge nella mia mente una forte riflessione. Secondo la tradizione cristiana, Dio è Amore. Ma come è possibile credere a questa verità davanti al dolore del mondo? Numerosi teologi e studiosi, anche laici, hanno approfondito la questione teodicea, dando diverse interpretazioni del vangelo di Gesù. Ma nessuna è riuscita mai a soddisfare Franz Coriasco, che in questo libro propone la propria esperienza personale della perdita di fede, avvenuta quando era ancora molto giovane.

Perdita della Fede diventando agnostico

A nulla sono serviti i consigli degli amici, gli incontri con i focolarini e con la stessa Chiara Lubich; nemmeno l’esperienza di una morte serena e irenica, vissuta dalla sua amica Chiara “Luce” Badano, ha riportato Dio nella vita di Coriasco, che da allora si definisce agnostico. Il racconto della sua vicenda personale (lo ospitammo al Sacro Cuore per commentare la beatificazione di Chiara Luce Badano) innesca qui una riflessione di più ampia portata su Gesù, tanto nella sua componente teologica e messianica, quanto in quella più propriamente umana. In particolare, l’autore si sofferma sulla figura di “Gesù Abbandonato” (secondo la definizione di Chiara Lubich), che considera il più paradossale degli dèi, perché al momento della morte “umana” diviene ateo, ciò privo di Dio, in quanto abbandonato da Lui. Attraversando il pensiero di illustri esponenti della teologia cristiana storica e contemporanea, ma mantenendo sempre uno stile divulgativo e leggero, Coriasco giunge così a teorizzare un mondo in cui credenti e non credenti siano in continuo dialogo e la vita scorra.

Oggi Gesù nasce in un presepe rimodellato come la grotta di Betlemme

Oggi Gesù nasce non solo per i credenti ma anche per i non credenti, per tutti quei fratelli che Papa Francesco ha esaltato nel suo ultimo racconto “E’ nato per noi. Il Natale con Papa Francesco” è il piccolo libro che può accompagnarci nel custodire la meraviglia per l’amore umile e imprevedibile del Signore, proprio nel tempo di Natale, dal 25 dicembre al Battesimo del Signore, che si celebra la domenica dopo l’Epifania. Si tratta di brevi frasi, pensieri, di Papa Francesco – scelti da padre Salvador Aguilera – su Gesù, Maria, San Giuseppe, i Re Magi, i pastori, alternati ad immagini di opere d’arte natalizie – selezionate da Flaminia Enea – e custodite presso i Musei Vaticani. “È Nato per noi” è così un piccolo scrigno di bellezza, comunicata in maniera diversa eppure concorde dalle parole e dalle immagini. In definitiva è la bellezza dell’amore del Figlio di Dio, nato per noi, fatto uomo, affinché anche noi, tutti insieme, diventiamo una cosa sola con Lui e con il Padre suo.
“Il fratello che soffre ci appartiene, dovunque si trovi, è Gesù nella mangiatoia. Il Natale sia un avvicinarsi a Gesù, in quel fratello e in quella sorella” – il monito di Papa Francesco che evidenzia come… “Il cristiano sa che il Natale è un avvenimento decisivo, un fuoco perenne che Dio ha acceso nel mondo, e non può essere confuso con le cose effimere. È importante che esso non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica. Una festa- aggiunge- “sequestrata” dal consumismo, “ricca di regali e di auguri ma povera di fede cristiana” e anche “di umanità”.Invece di lamentarci per le restrizioni, facciamo qualcosa per chi ha di meno”.

Natale a Veroli: non solo luminarie ma anche beneficenza

E nella nostra terra in tanti tra volontari, parrocchie, associazioni stanno raccogliendo beni per i più bisognosi. Natale vale una Messa anche come pontificale, ma vale più una preghiera a casa cercando di mettere da parte qualcosa per chi bussa alla porta perché non ha un tozzo di pane da mangiare.
“Quest’anno ci attendono restrizioni e disagi- sottolinea il Vescovo mons. Ambrogio Spreafico- ma pensiamo al Natale della Vergine Maria e di San Giuseppe: non furono rose e fiori. Quante difficoltà hanno avuto! Quante preoccupazioni! Eppure la fede, la speranza e l’amore li hanno guidati e sostenuti. Che sia così anche per noi! Ci aiuti questa difficoltà a purificare un po’ il modo di vivere il Natale, di festeggiare, uscendo dal consumismo: che sia più religioso, più autentico, più vero».

Veroli, dopo le tante beneficenze che sta facendo registrare, si appresta a far festa con i posti in Chiesa quasi selezionati. Comunque attenendosi il sacerdote ai DPCM. Anche il giorno in cui il vescovo mons. Ambrogio Spreafico presenzierà la celebrazione eucaristica in Concattedrale. I posti riservati lo saranno anche in altre chiese del territorio. Non vedremo le Chiese piene come vediamo nelle foto quando in Cattedrale anni fa venne irradiato in diretta il Pontificale di Natale, ma anche davanti alla TV possiamo ricevere la benedizione dopo aver assistito alle varie celebrazioni Eucaristiche irradiate appunto dalle varie TV. E’ pandemia, che come seconda ondata può far male, ed allora ognuno di noi sappia rispettare ciò che ci è stato imposto con il lockdown. Siamo responsabili di noi stessi e di chi ci è a fianco. Anche il Bambinello con Maria e Giuseppe ha sofferto per nascere in una grotta al freddo ed al gelo. Noi possiamo stare al caldo e rispettiamo allora le norme in vigore. Con o senza Messa. Siamo meno farisei e più pubblicani.

Caro Gesù Bambino

Ed allora rivolgiamoci a Gesù Bambino come ha fatto l’amico Franz Coriasco.
“Caro Gesù Bambino, nel Natale più anomalo della nostra storia so bene che ci verrebbe offerta la possibilità di ritrovare il senso più autentico della tua festa: una festa per riempire i cuori più che le pance, recuperando magari un po’ dei nostri stupori di bambini e di quelle intimità silenziose solitamente annegate nelle frenesie nostre; invece di ciarlare di “tempo sospeso”, toccherebbe quasi ringraziare questa pandemia almeno per l’opportunità di poterlo usare meglio, anziché esserne continuamente usurati.

Questi mesi ci hanno mostrato che siamo tutti sulla stessa barca (ma non tutti all’asciutto), la sacralità di ogni dolore, e quanto pesi la responsabilità personale sui destini del mondo. Ci hanno spinto a rivalutare sentimenti, bellezze, piaceri e gesti che davamo per scontati, e ci hanno sbattuto sul muso la nostra tremenda fragilità. Per quest’anno non ti chiedo nulla (avendo ancora coscienza dei miei tanti privilegi, me ne vergognerei), ma se ti riesce, vedi di recapitare un po’ di serenità a quanti la tua festa la passeranno da soli o lontani dai loro affetti; a chi in queste ore sta lavorando per noi, e a quanti non potranno farlo perché un lavoro non ce l’hanno più.

Detto questo, concludo confessandoti che anche quest’anno sono stato abbastanza disastroso anch’io, e che come al solito ho (stra)parlato molto più di te; sicché, per il prossimo, ti proporrei di invertirci un po’ le parti. Tanti auguri a te, e a tutti noi.

Condividi la notizia!

Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.