Francesco De Angelis, lanciato da Danilo Campanari, ha poi creato il PD, partito vivo. L’intervista

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Un dialogo tra due amici con il cuore aperto navigando tra ricordi politici e di cultura con protagonista lui, Francesco De Angelis.
“Con l’Asi è stata una scommessa vinta ed ora stiamo per partire con un grosso investimento di 13 milioni di euro per i prossimi 3 anni”

di Egidio Cerelli

Il curriculum politico di un ‘politico’ come Francesco De Angelis è un susseguirsi di date che coincidono con momenti di una vita che si può definire ‘in itinere’ per ciò che è ancora davanti al personaggio che oggi ha accettato di fare due chiacchiere con noi. Ci uniscono la fede juventina e l’amicizia con i Nomadi. E non è poca cosa. Tralasciando le date della sua ‘carriera’ politica si va subito al sodo. Ovviamente è d’obbligo il tu per l’amicizia che ci lega.

Diventi segretario giovanissimo grazie a Danilo Campanari che ti propone nel momento più delicato del vecchio Pci.
“Non posso dimenticare il 1989, l’anno in cui cambiò la mia vita. Mi sposai, diventai segretario provinciale del Pci. L’ultimo segretario Pci e primo del Pds. Il passaggio alla segreteria voluto da Danilo Campanari in quell’anno della caduta del muro di Berlino, di grandi trasformazioni ed emozioni. Campanari vinse il congresso nonostante le tensioni interne. Lavorai in federazione con Danilo come giovane responsabile dell’organizzazione del Partito. Vincemmo il congresso e sembrava scontata la riconferma di Campanari, però a causa di queste tensioni nacque l’esigenza di uscire dallo scontro interno per favorire un processo di rinnovamento e cambiamento. Campanari poteva essere confermato, ma con grande generosità disse nell’incontro alle Frattocchie con il comitato regionale che avrebbe fatto un passo indietro ad una condizione: che il neo segretario fosse Francesco De Angelis. Ed ecco che diventai il nuovo segretario della Federazione”.

Successo di Marrazzo e di De Angelis. Festa in piazza con i Nomadi

Ti presentasti subito con un concerto che tutti ricordano per la portata del gruppo. Stiamo parlando dei Nomadi. Era l’anno 2005 quando festeggiaste il successo di Piero Marrazzo.
“Che serata bellissima, un’emozione unica a piazzale Europa. Era stracolma e piena di colori, 10.000 mila persone per Marrazzo eletto presidente regionale e io che presi oltre 25.000 preferenze, un trionfo. Festa stupenda con il concerto dei Nomadi che adoro: li volli io fortissimamente, e cantai con loro sul palco”.

Danilo Campanari, il marchesino

Che rapporto hai avuto e hai con lui, Danilo Campanari, oltre ad essere il tuo compare?

“Un rapporto bellissimo con Campanari, che è il mio maestro. E’ stato mio compare di nozze “il marchesino”, come lo chiamavano a Veroli. Come si fa a non volere bene a Campanari? Danilo è nel mio cuore. La mia storia dall’89 ad oggi è un po’ la vita della sinistra della nostra provincia”.

Comunque anche tu hai poi seguito il suo esempio scegliendo i futuri segretari nel movimento giovanile.
“Ho seguito l’esempio di Danilo, con un occhio sempre verso i giovani per farli crescere umanamente e politicamente. L’insegnamento suo e di Spaziani mi hanno portato a fare scelte precise in questa direzione: è stato così con l’elezione a segretario provinciale di Mauro Buschini, è stato così con Spilabotte, con Sara Battisti e ora con l’elezione di Fantini. La strada è tracciata e noi dobbiamo continuare a puntare sulle giovani generazioni”.

Sia all’opposizione che soprattutto in maggioranza come consigliere e assessore regionale sei stato il protagonista di tante opere in provincia. Ci ricordi le più importanti?
“Sono tantissime le opere realizzate in Ciociaria grazie a emendamenti che portano la mia firma in Regione. È la politica del fare. Quando passeggiando per città e paesi le persone mi ricordano che quella strada, quell’intervento sono lì grazie al mio concreto impegno, provo una grande soddisfazione. La più importante? Dal punto di vista strategico il Polo della logistica e della innovazione di Cassino, a sostegno della Fiat. Realizzato in 4 anni, un record, ricordo i complimenti di Marchionne in Canada”.

Presidente dell’Asi

Da Presidente dell’Asi, ricevesti una eredità un po’ ibrida ed ora stai rilanciando e rinnovando le nostre aree industriali. Quali le novità all’orizzonte?
“Quella dell’Asi per me è una scommessa vinta. Adesso stiamo per partire con un grosso investimento di 13 milioni di euro per i prossimi 3 anni. Importantissimo per le infrastrutture, per la viabilità e per i servizi alle imprese: sono 16 progetti in tutta l’area industriale. Davvero l’intervento più importante e significativo dai tempi della Cassa del Mezzogiorno ad oggi. Utilissimo per la nostra provincia soprattutto in questo momento particolare di emergenza sanitaria ed economica”.

Il nuovo piano regolatore dell’Asi?
“Ci stiamo lavorando sopra. Qualche settimana fa ho approvato un progetto in consiglio di amministrazione con obiettivi strategici ben coniugati tra crescita e salvaguardia dell’ambiente. Punteremo su decoro e bellezza con un progetto che io ho chiamato “La fabbrica del Bello” che cambierà l’immagine della nostra area industriale con un investimento da 1 milione di euro. Vogliamo essere utili alle nostre aziende”.

Situazione politica in Provincia

Sempre scontri tra Centrosinistra e Centrodestra?
“Non voglio gridare alla vittoria, ma in questi anni il centro-sinistra ha lavorato bene, ha realizzato ottime cose e sta proseguendo col buon governo nel nostro territorio. Il centro-destra invece sta perdendo smalto a parte le ultime elezioni politiche ora li vedo in difficoltà ed esiste un grande spazio per il centro-sinistra che dobbiamo saper occupare. Per fare questo serve aprirsi al mondo civico, alle associazioni. Essere uniti perché così il Partito Democratico diventa un punto di riferimento per un’alleanza estesa e coesa. L’unico baluardo contro il sovranismo e il populismo è il Pd che deve fare larghe intese e costruire il buon governo conquistando la fiducia dei cittadini”

Si sono registrati casi che in alcuni Comuni alle politiche hanno stravinto quelli del centrodestra recuperando poi voi alle comunali.
“Il nostro punto di forza da tanti anni è la conquista e la vittoria nelle tornate elettorali amministrative: abbiamo vinto nelle città perché siamo sempre stati inclusivi e aperti alla società civile. Adesso l’obiettivo è trasformare il voto amministrativo in consenso politico”.

Contano di più i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti rispetto agli onorevoli Rufa e Frusone?
“Io, nella diversità dei ruoli, sono il capitano di una squadra composta da Mauro Buschini e Sara Battisti, per cui non posso senza togliere nulla agli altri, che sostenere e fare il tifo per Mauro e Sara”.

Il Pd e Italia Viva

C’è anche un Centrosinistra che fa fatica ad essere al fianco di De Angelis-Buschini. Parliamo di Italia Viva (Calcagni-Caperna), Psi (Schietroma-Iacovissi), Articolo 1 (Ambrosiano) senza dimenticare le sardine ed altri pescetti vagabondi.
“In questi ultimi anni mi sono speso per unire il Partito democratico e affinché un Pd unito rappresenti un partner credibile anche all’esterno per allargare la coalizione. È cambiata anche un po’ la mia funzione. Non più una corrente di partito ma un laboratorio culturale aperto a tutti perché se stiamo uniti si vince. Uniti pur nelle differenze di tutte le forze del partito. In questi mesi ho costruito questo percorso da preservare e valorizzare. Tocca a noi formare un’alleanza nuova, un contenitore di idee diverse. Dobbiamo essere punto di riferimento per questo nuovo esperimento politico. Già alle prossime elezioni amministrative sarà un faro inclusivo e aggregativo, abbiamo bisogno di tutti, valorizzare tutti per vincere. Nessuna tentazione di egemonia da parte del Pd”.

Nuovo segretario del Pd

Fantini è una tua creatura e come è il suo primo cammino?
“Io sono contento perché Fantini è una bella scommessa. Un giovane di valore contornato da altri giovani. Quando Fantini vinse gli dissi: ‘Corri ragazzo, adesso tocca a te!’ E ha lavorato benissimo da subito. Fantini è una scommessa vinta perché è un collante politico-culturale del Pd e del civismo. Il suo gran lavoro darà presto i suoi frutti”.

Dopo le due Camere, consorzio Asi regionale

A proposito di una visione a 360 gradi delle due Camere e con il Consorzio che forse farà la stessa fine ma a livello regionale. E’ positiva la proposta?
“Questo è un progetto molto positivo, con questo cambiamento nascerà il più grande consorzio industriale d’Italia. Metteremo in campo nuove attività, risorse e opportunità. A breve avremo una dotazione di 50 milioni di euro per le infrastrutture, saremo grandi e diversi dall’ente dei tempi della cassa del mezzogiorno. Costruiremo uno strumento importante per le imprese, saremo più forti e competitivi”.

Covid e pandemia. Quanto pesa sull’economia ciociara lo status quo attuale?
“Sia chiaro, al primo posto va messa la salute dei cittadini. Dobbiamo sconfiggere il virus che ha cambiato la nostra vita. Con il vaccino ne usciremo e faremo ripartire l’economia, stando accanto ai commercianti, alle imprese in difficoltà, ai più deboli, a chi rischia di chiudere. Siamo un grande Paese e Governo e Regione stanno investendo bene e dobbiamo sfruttare queste risorse. Io punterei molto sulla svolta green, sulla ricerca, sulla sostenibilità per ripartire insieme e superare questa crisi”.

Il futuro di De Angelis

Anche per te passano gli anni ma a livello elettorale lascerai spazio ai giovani o sarai ancora protagonista? De Angelis ha davanti a sé la voglia di mettersi ancora in discussione magari con una candidatura che conta?
“A me non appassiona il discorso sul futuro. Pensiamo al presente, a vincere oggi: a gennaio voglio vedere la nascita del più grande consorzio d’Italia. Per me i giovani sono importanti: lo dice la mia storia. De Angelis è colui che ha fatto crescere una nuova generazione di giovani. E anche questa è una grande soddisfazione. E poi, diciamolo chiaramente caro Egidio: chi si ferma è perduto”.

Juventus e Frosinone e auguri per le feste

Da juventino quante finali scudetto e Coppe hai visto?
“Quando abbiamo vinto la coppa campioni a Roma è stata la serata più bella. In quella notte magica io c’ero all’Olimpico. Poi è andata sempre male e sono troppe le finali perse. Ma forse quest’anno ce la facciamo Quella coppa sembra stregata ma la Juve c’è e la vittoria col Barcellona lo conferma . Come dice un vecchio proverbio: non è ma se è. Momento delicato? Napoli, Fiorentina? Sono sicuro che ne usciremo ancora vincitori”.

Il Frosinone rimane comunque dopo la Juve la squadra del cuore, o no? Andremo in serie A quest’anno?
“Il Frosinone ce la può fare, certo. E’ una bella squadra. I numeri per salire di nuovo in A ci sono. Grazie a Maurizio Stirpe che ci ha portato a questi livelli. Frosinone è la mia città, la Juve è la mia squadra del cuore. Sono convinto che presto torneremo in seria A e torneremo a vedere il mio derby del cuore Frosinone – Juve. Un bel pareggio non ci sta male”.

Non credo che i nostri appassionati lettori si siano annoiati con questo dialogo trascritto virtualmente in tempo di pandemia. Francesco De Angelis, come il suo maestro Danilo Campanari, hanno dalla loro quel sorriso che ti permette di ascoltarli e di poter fare, come nel caso, a De Angelis tutte le domande che vuoi. Grazie Francesco!
“Lasciami fare gli auguri di Buone feste per tutti ed atteniamoci alle regole. Con un Natale così riscopriremo anche la nostra storia di cristiani che davanti ad un presepe vogliono bene al Bambinello e soprattutto a chi sta meno bene di noi. Auguri”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.