Il ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II a Frosinone

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Cinque giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle. In cinquantamila nel piazzale dei Cavoni

di Egidio Cerelli

Diciannove anni fa Papa Giovanni Paolo II venne in visita alla nostra Diocesi. Arrivò con la papa mobile nel grande slargo del quartiere dei Cavoni dove erano in corso i lavori della costruenda chiesa poi dedicata a San Paolo. E proprio lì mons. Salvatore Boccaccio il vescovo lo accolse con migliaia di persone. Fu una giornata memorabile per tutti ed anche per me che mi accostai ad una colonna di cemento della costruenda Chiesa, armato di un paio di macchine fotografiche per scattare oltre mille foto che poi vennero usate per una mostra speciale dedicata al Papa ed a mons. Salvatore Boccaccio dopo la sua salita in cielo. Tanto ci sarebbe da ricordare. A cominciare dal coro che composto da ottocento elementi, intonò lo ‘Jubilate Deo’, dai ragazzi dei vari movimenti ed associazioni laicali che accolsero il ‘loro’ Papa Giovanni, il Papa delle giornate mondiali della gioventù, con le bandiere della Pace, cantando Hopes of peace del Gen Rosso, a distanza di 5 giorni dalla tragedia delle Twin Towers, del giovane albanese che raccontò una sua esperienza di vita ricca di amore, di don Tonino che informò i presenti della sua vocazione sacerdotale confermata nella GMG di Tor Vergata, del ritratto artistico realizzato su bronzo dai carcerati delle carceri di Frosinone, dello zucchetto che Giovanni Paolo lasciò in ricordo alla Basilica di Sant’Erasmo di Veroli.

Il saluto del Papa

Papa Giovanni cominciò con la frase del salmo responsoriale “Dacci, Padre, la gioia del perdono”
“La gioia del perdono: ecco la “buona notizia” che oggi la liturgia fa risuonare con vigore fra noi. Il perdono è gioia di Dio, prima ancora che gioia dell’uomo. Dio gioisce nell’accogliere il peccatore pentito; anzi, Egli stesso, che è Padre di infinita misericordia, suscita nel cuore umano la speranza del perdono e la gioia della riconciliazione. Con questo annuncio di consolazione e di pace vengo a voi, carissimi fratelli e sorelle della cara Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino. Ringrazio la Provvidenza divina che mi ha condotto tra voi”.
E quindi il reverente saluto ai presenti.
“Sono grato al vostro Vescovo, il caro Monsignor Salvatore Boccaccio, per i fervidi sentimenti manifestati a nome di tutti. Conceda il Signore frutti abbondanti al suo zelo pastorale! Sono lieto di salutare, con lui, il Vescovo emerito, Monsignor Angelo Cella, come pure i Sacerdoti concelebranti, mentre assicuro una preghiera speciale per quelli più anziani o malati, che si uniscono a noi spiritualmente. Saluto i rappresentanti del Governo Italiano e le Autorità Regionali, Provinciali e Comunali, con speciale gratitudine per il Sindaco e l’Amministrazione di Frosinone. A ciascuno di voi, fratelli e sorelle qui convenuti, giunga il mio cordiale saluto e il mio grazie sincero per la calorosa accoglienza”.

L’omelia di Giovanni Paolo

“Dio è più grande del nostro cuore”. Così abbiamo cantato nell’acclamazione al Vangelo. Se, nella prima Lettura, Mosè dà prova di conoscere il cuore di Dio, invocandone il perdono per il popolo infedele , è però l’odierna pagina evangelica a introdurci appieno nel mistero della misericordia di Dio: Gesù svela a noi tutti il volto di Dio, facendoci penetrare nel suo cuore di Padre, pronto a gioire per il ritorno del figlio perduto. Testimone privilegiato della divina misericordia è anche l’apostolo Paolo che, come è stato proclamato nella seconda lettura, scrivendo al fidato collaboratore Timoteo, porta la propria conversione quale prova del fatto che Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori.

Dio ci ama di un amore infinito

Egli ha dato all’umanità il proprio Figlio unigenito, morto sulla Croce per la remissione dei nostri peccati. Credere in Gesù significa allora riconoscere in Lui il Salvatore, a cui possiamo dire dal profondo del cuore: “Tu sei la mia speranza” e, insieme con tutti i fratelli, “Tu sei la nostra speranza”. Carissimi, so che questa espressione vi è ormai familiare. E’, infatti, il tema del progetto pastorale che la vostra Diocesi si è dato per i prossimi anni. Come vorrei che la mia visita contribuisse a imprimere ancor più questa certezza nei vostri cuori! L’impegno, le iniziative, il lavoro di ciascuno e di ogni comunità devono diventare testimonianza evangelica, radicata nell’esperienza gioiosa dell’amore e del perdono di Dio. Il perdono di Dio! Quest’annuncio di gioia, di cui il mondo oggi ha particolarmente bisogno, sia in modo speciale al centro della vostra vita, cari sacerdoti, chiamati ad essere ministri della divina misericordia, che in modo sommo si manifesta nel perdono dei peccati.
E per questo oggi idealmente vi riconsegno, cari fratelli nel Sacerdozio, questo messaggio, invocando per ciascuno di voi e per l’intero presbiterio quella sovrabbondanza di grazia di cui ci ha parlato l’apostolo Paolo.
E voi, religiosi e religiose, irradiate col vostro esempio la gioia di chi ha sperimentato il mistero dell’amore di Dio, ben espresso dal canto al Vangelo: “Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi”.

Duc in altum

È urgente, in questo nostro tempo, proclamare Cristo, Redentore dell’uomo, perché il suo amore sia conosciuto da tutti e si espanda in ogni direzione. Di questo annuncio il Grande Giubileo dell’Anno 2000 è stato provvidenziale veicolo. Ma occorre continuare a percorrere questa strada. Ecco perché alla chiusura dell’Anno Santo ho rilanciato alla Chiesa e al mondo l’invito di Cristo a Pietro: “Duc in altum – Prendi il largo” .
Quest’invito rinnovo a te, cara Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, perché ti sia guida in un coraggioso rinnovamento spirituale, tradotto in concreta progettazione pastorale. Costruisci il tuo presente e il tuo futuro tenendo fisso lo sguardo su Gesù. Egli è tutto: tutto per la Chiesa, tutto per la salvezza dell’uomo. La Chiesa universale si è posta, con il Giubileo, alla ricerca del volto di Cristo. Ora essa deve avvertire sempre più l’esigenza, la passione di contemplare la luce che da quel Volto promana per rifletterla nel suo cammino di ogni giorno: Gesù-Figlio di Dio; Gesù- Eucaristia; Gesù-carità. Gesù nostra speranza! Gesù tutto per noi.
Si moltiplichino nelle comunità parrocchiali i momenti forti di studio e di riflessione sulla Parola di Dio. Meditare, approfondire e amare la Sacra Scrittura vuol dire mettersi in umile e attento ascolto del Signore, perché la comunità cresca attorno alla tavola di questa Parola: essa illumina gli orientamenti e le scelte, fa emergere i traguardi da raggiungere, ma anzitutto fa ardere negli animi la fede, alimenta la speranza, da vigore al desiderio di annunciare a tutti la Buona Notizia. E’ questa la nuova evangelizzazione, per la quale la vostra Comunità diocesana ha istituito un apposito “Centro pastorale”.

L’Eucarestia

Carissimi Fratelli e Sorelle! Il cuore e la guida del vostro itinerario spirituale e apostolico sia l’Eucaristia. La vita sacramentale è, infatti, fonte di grazia e di salvezza per la Chiesa. Tutto parte da Cristo-Eucaristia, e tutto torna a Cristo vivo, cuore del mondo, cuore della comunità diocesana e parrocchiale. Se riuscirete, come vi auguro, a porre Cristo al centro della vostra vita, scoprirete che Egli non chiede solo di essere accolto da ciascuno personalmente, ma di essere offerto, dato, dispensato, comunicato agli altri. Vi farete così, in suo nome, “buoni Samaritani” accanto ai bisognosi, ai poveri, agli ultimi e ai tanti immigrati venuti in questa regione da Paesi lontani. Sperimenterete che l’intera attività pastorale dei Centri diocesani “per il Culto e la Santificazione” e “per la Ministerialità e la Testimonianza della Carità” scaturisce dalla fonte sovrabbondante di santità che è il mistero eucaristico e tutti chiama a tendere alla santità.

Sulla scia dei Santi e delle Sante di questa terra di Ciociaria

Anche voi ponete come vostro obiettivo fondamentale quello di diventare santi, come Santo è il Padre celeste, come Santo è il Figlio Gesù Cristo e come Santo è lo Spirito che abita nei nostri cuori. E santi si diventa con la preghiera, con la partecipazione all’Eucaristia, con le opere di carità, con la testimonianza di una vita umile e generosa nel bene”.

Ai genitori

Alla fine con il volto stanco ma sempre sorridente Giovanni Paolo concluse… ”Una speciale parola voglio rivolgere ai genitori. Care mamme, cari papà, con la vostra dedizione mostrate ai vostri figli che Dio è buono e grande nell’amore. Indicate con una vita onesta e laboriosa che la santità è la via «normale» dei cristiani. La Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, sii una famiglia di santi! In questa amata terra di Ciociaria, patria di illustri personaggi e generosi servitori del Vangelo, sii “sale della terra” e “luce del mondo” Maria, Madre della Chiesa, ti accompagni con la sua intercessione, perché, come intensamente hai pregato preparando questa mia visita pastorale, così possa continuare ad essere una comunità viva, salda nella fede, unita nella speranza e perseverante nella carità”.

Il ricordo del vicario generale mons. Nino Di Stefano

“Fu una data storica per la nostra Diocesi e per la terra Ciociara. Dopo la visita di San Paolo VI il primo settembre a Fumone, Ferentino e Anagni, in altro Papa Santo viene a Frosinone in visita pastorale e cinque giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle: San Giovanni Paolo II. La visita fu preparata dal Vescovo Salvatore Boccaccio con un gruppo di volontari: preghiera, lavoro, pellegrinaggi e opere di misericordia. Fu l’incontro con il Papa Santo e il cammino per la costruzione di una comunità fatta di persone. Cinquantamila fedeli giunti da tutta la Ciociaria si portarono in piazzale Vienna (Cavoni) a Frosinone per partecipare alla solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre. Forti le sue parole nell’omelia che vedo che hai riportato quasi per intera. Grazie Padre Santo!”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.