LA SETTIMANA DI VEROLI – Pierpaolo Pasolini scriveva ‘ogni madre difende i suoi mostri’

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Il caso di Colleferro ci impone una forte riflessione. Parliamo spesso troppo dei giovani e troppo poco con loro

di Egidio Cerelli

“Ogni madre difende i suoi mostri”. Non manca certamente di essere provocatoria questa affermazione di Pierpaolo Pasolini che, a metà dei complicati e ancora poco interpretati anni ’70. E lo scriveva a proposito dei complessi rapporti interpersonali dentro le dinamiche della vita familiare e delle problematiche educative che con spirito profetico il nostro scrittore intravedeva per quel futuro che a lui purtroppo non fu dato di vedere, vivere, studiare e soprattutto molto probabilmente criticare come lui sapeva ed amava fare pur dentro le sue contraddizioni che presentavano difficoltà per la comprensione o l’orientamento dovute a profondità od anche ad oscurità di concetti. Così come la madre dei presunti picchiatori di morte. ”Tanto era un immigrato”. O del padre di un altro… ’non fate diventare mio figlio un mostro mediatico’.

Una riflessione a voce alta  

Ci verrebbe voglia di aggiungere un altro assioma (forse troppo forte questo termine) Pasoliniano… ’I ragazzi di oggi vuoti, senza ideali, senza valori, senza morale praticamente impregnati dal nichilismo ideologico e morale/valoriale’. Non tutti però perché ce ne sono di tanti con ideali forti e ricchi di voglia di vivere insieme anche con chi soffre e non ha persino sostentamenti per andare avanti. La stessa Liliana Segre che ha compiuto in questi giorni novanta anni e che sa ancora raccontare le sue vicissitudini nei campi di concentramento essendo sopravvissuta all’Olocausto… ‘Giovani prendete l’iniziativa di essere diversi’. Cari ragazzi, tocca a voi. Prendete per mano i vostri genitori, i vostri professori”.

Willy e Emanuele sullo stesso treno della morte

La notizia della morte che con inaudita violenza il solito “branco” ha dato al giovane Willy Monteiro che aveva preso le difese di un suo amico residente nella nostra vicina città di Colleferro, come quella che fu provocata ad un altro ragazzo, Emanuele Morganti in una tranquilla sera di qualche anno fa ad Alatri, riportano alla nostra attenzione e con violenza, in questi giorni di fine estate, la triste realtà del mondo cosiddetto “giovanile” ed hanno come sempre la forza di metterci in crisi, di farci porre delle fondamentali domande alle quali spesso, oltre i giorni del lutto e della cronaca non hanno più la forza di scuoterci poi tanto!Che succede dentro le loro camerette blindate e piene di poster dei loro divi ed eroi? Che accade davanti ai loro sofisticati tablet con la mela mozzicata stampata sopra? Che colore e che sapore ha la gestione del loro tempo vissuto spesso da soli o chattando con i loro “amici” tanto “vicini” eppure al contempo lontani? Chi di noi e tra noi, ha ancora: autorevolezza, competenza, tempo, pazienza e soprattutto l’umiltà per entrare in una qualche forma di costruttivo ed originale dialogo con loro?

Giovanni Paolo II… ”non parlate dei giovani, ma con i giovani”.

E’ quello che spesso manca un po’ a tutti, amici e genitori, compresa la scuola. Li troviamo stanchi di far niente – a parte qualche rara eccezione ovviamente – , seduti sulle panchine scarabocchiate delle nostre città di cui prendono sfacciato possesso nelle notti che hanno il potere di nascondere i loro volti – anche alle mille videocamere di sorveglianza che con lo zelo da tempi di Regime, le forze politiche e militari installano a tutti gli angoli dei nostri palazzi , senza ovviamente mai controllare cosa nelle loro asettiche registrazioni affidate ad un file, ci sia finito dentro. Persi con le loro lattine energizzanti tra le mani arricchite da mixes che solo loro conoscono e sanno  ben confezionare, la sigaretta artigianale – arricchita – sapientemente e velocemente rullata tra le loro mani sempre meno avvezze alla penna o un libro da sfogliare, persi nelle loro battute scurrili, con gli occhi sui loro incerti video che scorrono sui loro moderni, sofisticati e sempre più costosi cellulari – che le pensioni dei nonni hanno reso possibile acquistare – eccoli qui! Carichi di elettricità, tesi, pronti ad esplodere, spesso violenti – ma troppo impauriti per muoversi da soli -, serve a volte un diversivo, l’esperienza forte e il bisogno di sfogare tutto quel vuoto che abita dentro. Eppoi la palestra che ti fa irrobustire e ti toglie illudendoti quel poco che rimane dei tuoi ideali che svaniscono nel nulla.

Dietro l’angolo la cronaca con la triste realtà

Realtà che sempre più di frequente raggiunge le nostre orecchie, colora di rosso (sangue) i nostri occhi persi e confusi e a volte anche vigliacchi!Poi la cronaca… Quella spiccia, quella che ha paura di andare a fondo a causa del “politicamente corretto”, quella che si dovrebbe sforzare  di dare alle cose e ai fatti il nome che hanno. E senti dire in TV dagli intervistati o leggi sul giornale :” ma erano buoni ragazzi, ma vengono da buone famiglie, ma faceva anche  il servizio civile, prendeva pure qualche sei ai compiti in classe, parlava un po’ di inglese, ha fatto l’Erasmus e non si drogava(?)”.
Ecco qui amici:  tutto a posto, tutto bene, tutto funziona alla perfezione, gli ingranaggi girano bene,  tutto sotto controllo, e, ancora una volta ogni madre difende i suoi figli. I cattivi  stanno altrove, i cattivi sono gli altri, i morti ammazzati dai loro calci sul volto e nello stomaco, in fondo in fondo se li saranno anche meritati.
“Nostro figlio è un bravo ragazzo ed i suoi amici sono solo dei poveri incompresi”. E… Che sono, dove stanno e quali dinamiche abitano le famiglie da cui provengono tutti questi bravi ragazzi vittime del sistema? Argomento scottante e assai delicato questo! Chissà?

Chiara Amirante di Nuovi Orizzonti

Prima di lasciarci vorrei chiudere con una frase di Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti che di giovani ‘strani’ se ne intende e che a Frosinone ha fondato la Cittadella Cielo.
“Sono convinta che, se intensifichiamo il nostro impegno nel proporre ai giovani grandi ideali per cui spendere la loro vita, relazioni vere, la possibilità di sentirsi protagonisti nell’edificare la civiltà dell’amore vivendo la radicalità evangelica, loro sono capaci di rispondere con entusiasmo mettendo a frutto le grandi potenzialità che li caratterizzano. La mia piccola esperienza di questi anni ne è la conferma: migliaia di giovani che vivevano di droga, devianza, alcool, sesso-dipendenza, internet-addiction, prostituzione, violenza, solitudine, depressione, disperazione… ora spendono la loro vita al servizio di chi vive situazioni difficili e si impegnano radicalmente nel testimoniare a tanti la Gioia di Cristo Risorto”.

Una riflessione di Marco Colombo

Con pazienza ed umiltà vi proponiamo cosa ha scritto Marco Colombo sul suo sito
… ”Mi raccomando fate attenzione e state lontano dai casini, se vedete una rissa spostatevi, non si sa mai… non si sa mai caro Willy, ammazzato di botte per la tua generosità per aver voluto difendere il più debole, per esserti opposto al branco. Da genitore, da cittadino, da essere vivente di una terra in cui bisogna lottare per sopravvivere, ti chiedo scusa e ti ringrazio, per non esserti sottratto per non esserti girato dall’altra parte perché non hai voluto sottostare a quella regola del ‘branco di lupi’ famelici e feroci che ammazzano a volte solo perché il tutto sembra naturale e dovuto. Nulla di tutto ciò è casuale, ma bensì premeditato e indotto, da quella perdita di valori che dovrebbe dare un senso alla grande ‘VITA’.
Non vorremmo terminare se non prima chiedervi di dialogare con voi amici lettori e se avrete la bontà di darci anche qualche consiglio, noi lo pubblicheremo volentieri ricordando di… non parlare dei giovani ma parlare con i giovani.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.