Emanuele Iannarilli record del mondo XTERRA

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Trenta giorni di sacrifici per il triathlon che conta, il verolano assistito da un team eccezionale

di Egidio Cerelli

La Banca non era più il suo posto di lavoro dove passare giornate dietro un bancone per servire i clienti. Il suo fisico stava quasi rincitrullendosi. Lui che sin da piccolo sul groppone di papà saliva sino a Pizzo D’Eta, la vetta più alta della sua terra. La vedeva da lontano, da casa sua in via Aia Cardarillo, uno dei posti più alti, più belli e panoramici della sua città, Veroli. Proprio nel punto dove si congiungono dopo il temporale la Valle del Liri e quella del Sacco.
“Sì, è vero mio padre che è un appassionato di montagna mi portava spesso con lui già all’età di 5 anni”.

Con papà ed altri amici scalatori, guarda caso tutti dal cognome Iannarilli vi siete avventurati anche sulle montagne dell’Himalaya.
“Siamo arrivati sino ai 6300 metri mentre le nostre vette le conosciamo a menadito. Così come le cime del Monte Bianco e di altri Monti della zona”.

Emanuele Iannarilli, ve ne sarete già accorti con chi stiamo provando a raccontare la sua grandissima avventura di XTERRA, è un verolano doc. Oggi vive con la sua compagna Sofia e figlia Viola di tre anni a Bologna.
“Vengo spesso per allenarmi qui nella mia terra dove c’è anche la mia famiglia con papà, mamma e mio fratello”.

Essere chiamato campione del mondo di una disciplina che ne contempla tre insieme?
“Una grande soddisfazione dopo tanti sacrifici”

Tu facevi il consulente finanziario e dopo aver gustato le prime gioie sportive hai detto ‘basta’.
“Ho voluto dedicarmi solo allo sport ed alla comunicazione. Sport che avevo praticato già da ragazzo e quindi da giovane nel basket, nel calcio, nel nuoto ed in bici”

UNA SFIDA CON ME STESSO LA 30 GIORNI DI SCANNO

Come e quando ti è passato per la mente di ‘inventarti’ questo campionato del mondo?
“Non campionato del mondo, ma record del mondo XTERRA che si svolge in un solo giorno alle Hawaii o a Scanno. E’ un Triathlon cross per un giorno e sono diverse le tappe che vengono proposte nella stagione nei tour continentali, in Europa, nella terra asiatica del Pacifico e in America”

Tu hai progettato che quello di Scanno dovevi ripeterlo per trenta giorni consecutivi e non già uno solo.
“Esatto e da diversi mesi ho cominciato a pensarci sino a quando con il mio team a settembre abbiamo iniziato la preparazione della cosiddetta 30for 30 di Scanno, terra di Triathlon”

Ti sei detto, lo voglio fare e quindi sotto con la preparazione.
Poi è arrivato il Covid che stava per mandare in aria il tuo progetto.
“In effetti ha rallentato la preparazione soprattutto per la disciplina del nuoto”.

Ma il 15 di giugno con la tua troupe sei partito direzione Scanno nella vicina Abbruzzo.
“ Sì ed abbiamo subito rivisto la zona a noi molto cara per i precedenti di Triathlon”.

Tu sei un appassionato di montagna, di triathlon, di bici e di altre discipline. Da quando hai cominciato a fare grandi imprese?
“Dapprima le gare endurance poi XTERRA con più costanza tre anni fa”

È la tua la prima importante oppure tu che sei un grande sportivo ne hai tentata o compiuta qualcun’altra?
“Non è stata una vera e propria impresa, ma partire da Bologna in mountain bike per arrivare in Sicilia, partecipare ad una gara di beneficenza, e poi ripartire fermandomi a Veroli e proseguire per Bologna è una ‘bella’ impresa comunque”.

Scanno è la terra del Triathlon, tu hai voluto ripetere quello che si fa in un giorno per trenta giorni.
“E’ stata una sfida che ho lanciato io stesso per me stesso con il mio team ed eccoci arrivati al traguardo seppur, come dicevo prima, con tanti sacrifici e difficoltà”.

SPORTIVO POLIEDRICO

Possiamo definirti un atleta, uno sportivo poliedrico
“Assolutamente sì! Ed ho cominciato da piccolo”.

Quando la prima gara XTERRA?
“Nel 2014 . Mi sono accorto che correre in montagna in una sorta di fuori strada faceva per me ed allora ho cominciato ad aumentare le tappe con altre numerose corse”.

Nuoto, mountain bike, corse in montagna come hai fatto a sopportare tanto nella 30 giorni di Scanno?
“Ho dovuto fare una preparazione ad hoc cominciando con i miei collaboratori nel mese di settembre”

PREPARAZIONE CON IL COACH ALESSANDRO MARTELLUZZI

Come è stata la preparazione e chi ti ha aiutato nell’impresa?
“Devo dire che nel Triathlon ho un campione come Alessandro Martelluzzi che è molto esigente per cui dalla strada sono andato a percorsi fuori strada, molto più difficili”

Qual è la differenza tra Triathlon di strada e fuori strada?
“In primis la differenza tra bici da corsa e mountain bike e poi dall’asfalto dovevo passare al fuori strada di montagna con quel che segue”.

Dove ti sei preparato e per quanto tempo?
“A Bologna e Veroli. Il mio territorio verolano si addice molto al Triathlon fuori strada con le sue montagne”.

Il tuo team da chi era formato?
“Da Alessandro Martelluzzi, da nutrizionisti (Strategic nutrition center di Bologna, dottor Lorenzo Bergami e dottoressa Sara Bencivenni della scienza di recupero sensori, battito cuore, First beat tramite Pino di Ionna”.

Il coach è un verolano come te.
”Anche torgiano ed è il presidente dell’Endurance training società”.

Andavi sempre solo oppure con te anche altri volevano tentare l’avventura?
“Quelli del Cross Triathlon nazionale venuti a Scanno, ma una persona in modo particolare, Lorenzo Barone si è allenato con me sia nel nuoto che in bici fuori strada”

FINALMENTE L’ARRIVO ED IL SOGNO CHE SI AVVERAVA

All’arrivo hai raccontato della fatica, della bellezza di uno sport come il Cross Triathlon con la variante “off road” della triplice su strada che nasce e vive nella natura più incontaminata.
“Come abbiamo detto prima la mia sembrava una avventura ma alla fine è stato un sogno realizzato”

Quando sei partito e quando l’arrivo?
“1l 19 giugno e 18 luglio tutto finito”

Sabato 18 luglio, a Scanno, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, si è realizzata quella che più di un anno fa sognavi.
C’è stato un momento in cui hai detto o stavi per dire ‘basta?
“Mai! Sapevo a che cosa sarei andato incontro. Ti dicevo dei tanti problemi. Pensa che ad un certo punto ero aumentato di peso di ben quattro chilogrammi a causa dei liquidi ai muscoli. Poi con i medici ed i nutrizionisti tutto è tornato alla normalità”.

Le spese credo siano state tante. Come sei riuscito a sopportarle?
“Con l’aiuto degli sponsor ed anche di quelli tecnici”.

Ho sentito nominare ‘la bestia’. Che cosa è?
“È un salita che da Scanno si vede come un muro dritto che tu devi scalare camminando tra sassi e terriccio con grosse difficoltà e con una pendenza improvvisa che ti… crepa”

LA GIORNATA

“Sveglia alle sei, quindi sistemazione e quindi integratori e colazione ricca, un salto al lago per la respirazione diaframmatica del sistema di rilassamento per preparami alla giornata e poi inizio… corsa”.

Nello specifico?
“Al giorno per il nuoto 25’, 2,40 mountain bike, 1,25 di Trail Running, per un totale di 130 ore in trenta giorni con un km ½ di nuoto al giorno, 30 km mountain bike, 1230 metri di dislivello, 10,50 di Trail Running, con 450 metri di dislivello”.

Dove vivevi?
“Eravamo in camper o in tenda. Il tempo è stato quasi sempre bello ma con tantissimo caldo”.

La gente del luogo?
“Poiché Scanno aveva sempre ospitato XTERRA per un giorno, vedere noi per trenta giorni si era incuriosita abbastanza, ma è stata sempre molto gentile. Loro a Scanno seguono tanto sia gare di mountain Bike che di Trail running”.

Alla fine eri più stremato o più contento dell’impresa?
Sorride un po’ con quel volto rigato dalla stanchezza. “E’ stato uno sforzo fisico non indifferente ma siamo riusciti a gestire bene i primi giorni poi, lasciami passare il termine, sembrava una vera routine giornaliera ed ho terminato la 30for30 di XTERRA in crescendo”.

Best time?
“4 ore e 11 minuti il penultimo giorno”.

Bracciata dopo bracciata, colpo di pedale dopo colpo di pedale, passo dopo passo e l’impresa è ormai alle spalle.
Un’impresa difficile da eguagliare?

“Credo proprio di sì. Nessuno lo dico con un pizzico di orgoglio mai ha pensato a ciò che mi sono inventato io”

LA FAMIGLIA


La tua famiglia ti è stata sempre vicina sin da quando avevi deciso di tentare di compiere l’impresa. Famiglia che poi ti ha raggiunto al traguardo alla fine dei 30 giorni.
“La mia compagna Sofia con la mia figliola Viola (ora la mia bimba di tre anni è diventata la mascotte di tutti atleti XTERRA), dicevo che la mia compagna all’inizio mi diceva ‘lascia stare, non ce la fai’, ma quando all’arrivo ho visto le mie donne abbracciarmi la gioia è stata immensa insieme alla grande emozione anche della mia famiglia di Veroli, con papà, mia madre e mio fratello in prima fila”.

Hai 44 anni oltre alla passione del Triathlon nella vita che cosa fai?
“Ormai sino a quando le forze e la volontà mi reggeranno farò solo questo sport con tutte le discipline commesse. Poi si vedrà”.

Dunque, dopo questa impresa mondiale seguiterai sulla strada dello sport? “Assolutamente sì. E’ questo il mio futuro”
Era la prima volta che ti avventuravi ad un simile viaggio fatto non solo di gambe, di forza ma anche a livello psicologico nuovo per tutto il team

DIETRO L’ANGOLO

“Diversi altri eventi. Ho in programma con XTERRA altre tappe, in Repubblica Ceca, Malta e Grecia”

Mi manca una domanda. Hai partecipato a livello sportivo anche ad altre gare?
“Si con lo SNOWBORD, vincendo due tappe di Coppa Italia, di cui una ad Ovindoli, Coppa Europa a Canazei dove ho subito un grave infortunio al ginocchio, per cui sono stato costretto a stare fermo per diverso tempo”.

Dunque, neve ma anche tanto alpinismo
“Ed ora questo bellissimo sogno che si è avverato con il record 30for30 di XTerra. Lasciami ringraziare il team di Comunicazione Fluida che mi ha supportato prima, durante e dopo il successo”.

Adesso un po’ di riposo a Veroli e poi di nuovo a Bologna. “Salire e correre verso Prato di Campoli e sui monti Ernici mi tiene in forma”.

Quale la percentuale tra la passione e la pazzia?
“Mi metto nel mezzo”

Ad maiora!

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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