Intervista con il professor Ettore Piero Valente di Ini Città Bianca

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Ortopedico traumatologico italo-statunitense di fama internazionale, è responsabile del reparto di riabilitazione cardio-respiratoria, neuromotoria e motoria di di Ini Città Bianca. Per il post-covid due pacchetti con altrettanti percorsi ambulatoriali ad personam. Gli ambulatori durante il Covid per solo interni ora stanno riaprendo al completo anche per gli esterni.

di Egidio Cerelli

Da quando tempo ha assunto questo importante ruolo?

“Da anni ho avuto rapporti di collaborazione con la proprietà del Prof. Faroni e quando ad ottobre sia la Dr.ssa Jessica Faroni sia suo fratello il Dr. Christopher Faroni mi hanno chiesto di dare loro una mano nella gestione del reparto di Veroli ho dato subito la mia disponibilità e così nel mese di marzo in piena pandemia sono arrivato a Veroli presso l’INI Città Bianca”.

ALL’IMPROVVISO LA ‘PANDEMIA’

Arrivato a Veroli, dopo aver sentito che a livello internazionale la pandemia era di casa che cosa è successo?

“Erano passate circa tre settimane dal mio arrivo, stavo iniziando a conoscere i miei collaboratori e tutto il resto delle figure professionali ed è scoppiato quello che ormai conosciamo tutti. In seguito ad una febbricola di una paziente ultranovantenne, si è deciso di effettuareun tampone nasofaringeo per il Covid-19 che risultò positivo, il resto si conosce già”.

LA PROPRIETA’ DEL GRUPPO INI-FARONI

La proprietà in questo frangente?
“Che dire, ci hanno supportato passo per passo e con la Direzione Strategica hanno dato delle direttive in merito anche ai Decreti Governativi aggiornandoli ogni volta che venivano cambiati e hanno attivato una preparazione di tutto il personale ad attenersi a quanto decretato. Addirittura la Dr.ssa Jessica Faroni si è battuta di far fare tamponi e test sierologici a tutti, cosa che ovviamente abbiamo fatto e meno male. Mentre Dr Christopher Faroni era intento a reperire i Dispositivi Individuale Personali) DPI necessari per combattere al meglio l’epidemia”.

ZONE COVID E NON COVID

Come avete disposto il nuovo layout interno?

“Qui è intervenuta tempestivamente la proprietà, che attraverso il suo ufficio tecnico è riuscita ad esaudire le richieste della ASL. A parte la suddivisione in due reparti, si è reso necessario delineare percorsi sia del personale sia dei materiali di consumo in modo tale di ridurre ai minimi termini qualsiasi tipo di contagio. Quindi tutti i pazienti Covid sono stati ubicati nella così detta zona Covid (o Rossa) mentre nel primo piano sono stati collocati i pazienti non contagiati, che sono stati sottoposti a sorveglianza attiva che ci permetteva qualora il/la paziente fosse divenuto/a positivo/a di trasferirlo/a nel Reparto Rosso. Inoltre sia per il laboratorio analisi sia per la radiologia sono stati disegnati percorsi sicuri e di piu’ per evitare un eventuale contagio”.

La Casa di cura venne anche definita cluster e come avete gestito la quarantena?

“Alcuni medici si sono dedicati ai pazienti Covid e gli altri ai non Covid.
Sono stati raddoppiati i turni di guardia dei medici e del personale a disposizione. Abbiamo adottato i protocolli internazionali per il trattamento dei pazienti Covid, ma non solo, tutti i nostri sforzi erano concentrati al benessere dei pazienti sia dal punto di vista farmacologico, ma anche dal punto di vista nutrizionale, fisico e psicologico, atti a far aumentare la potenza del sistema immunitario. Una carezza talvolta è meglio di un farmaco a stimolare le endorfine”.

Vi ha aiutato anche la posizione geografica della struttura.

“Io personalmente credo che la dovuta distanza tra due persone, indossare la mascherina chirurgica all’interno dei locali, la corretta igiene, l’ossigenazione collinare senza inquinamento, i raggi Ultra Violetti del sole, l’apporto nutritivo corretto specie di Vitamina D (è doveroso ringraziare due ditte farmaceutiche che hanno donato a scopo preventivo del Covid di una quantita’ notevole di Vitamina D3 e D2 per i nostri pazienti), Vitamina C e zinco nonché l’assunzione di eparina e cardio aspirina alla quale la maggior parte dei nostri pazienti era sottoposta, associata a quanto detto prima, hanno favorito ad un andamento clinico favorevole dell’infezione. Che è stata favorevole anche con la costante igienizzazione dei locali e dei pazienti tenendo ben conto del distanziamento sociale. Non facendo mancare tuttavia la componente affettiva umana, lavorando anche a livello psicologico.”

Diventato Reparto Covid quali sono stati i vantaggi ottenuti per i pazienti?

“Con la pandemia arrivata improvvisamente e considerando che la maggior parte dei pazienti era asintomatico o paucisintomatico, abbiamo effettuato, come dicevo prima, una trattamento olistico creato ad personam per ogni paziente. I punti di forza della nostra struttura sono stati la sinergia dei diversi professionisti di tutti i livelli e di tutti i servizi offerti dalla struttura, perché ci ha dato la possibilità di seguire passo per passo ogni paziente attraverso esami ematici e diagnostici precisi. Fortuna, che altre strutture specie al Nord non hanno avuto”.

OTTIMO IL RAPPORTO TRA PUBBLICO E PRIVATO

Durante questo momento particolare del Covid ha spesso detto che il connubio pubblico privato è stato determinante.

“In un momento dove la Sanità Italiana è in crisi, bisogna dare credito al valore dei professionisti con i quali ho avuto l’onore di collaborare. Non avevo mai assistito ad una sinergia interdisciplinare così collaborativa tra Dirigenti della ASL di Frosinone e la nostra task force capitanata dal Risk Manager del Gruppo INI il Dr. Carmine Romaniello. Insieme siamo riusciti a superare, seppur con difficoltà, la fase critica che purtroppo aumentava e non certo per colpa dell’impegno degli attori menzionati prima”.

La chimica del virus è stata tremenda ma il vostro continuo collegamento tra pubblico e privato vi ha permesso di non creare allarmismi come invece si voleva far credere.

“Quello che si diceva fuori dalla nostra struttura a me ed al personale interessava ben poco. Abbiamo avuto diversi casi critici dovuti soprattutto a pazienti di età avanzata. Erano asintomatici pur se i pazienti presentavano casi di comorbilità”.

Sulla temperatura corporea?

“Ci attenevamo ad un controllo intorno a 37 gradi e si valutava anche la saturazione dell’ossigeno e dei segni indiretti come perdita dell’olfatto o dei sapori e talvolta disturbi gastrointestinali”.

Quanti casi avete saputo gestire?

“Abbiamo trattato tutti casi che si sono presentati e non solo. Essendo diventati reparto Covid abbiamo ricoverato anche molti provenienti da altre strutture Laziali per circa oltre 300 casi. Sono stati pochi i pazienti trasferiti con aggravamento della condizione clinica ma presentavano tre o più comorbidità”.

IL PERSONALE DI INI CITTA’ BIANCA ECCEZIONALE

Il vostro personale medico e non solo è stato all’altezza?

“Vorrei precisare che nessuno è profeta in patria, io mi rivolgo all’utenza del territorio circostante la nostra struttura.Secondo il mio modesto parere, in Italia il livello professionale dei medici e di tutti gli operatori della Sanità è di altissimo valore e il personale di INI Città Bianca non è di meno, anzi ha dimostrato una capacità camaleontica a trasformarsi da operatori di RSA, R1 e Riabilitazione in operatori di due reparti Superspecializzati Multidisciplinari di Urgenza”.

DOPO LA TEMPESTA

“Ne siamo usciti fuori stanchi, soddisfattima anche acculturati e con una crescita professionale immensa. Adesso siamo pronti per la fase di ritorno alla normalità, strutturalmente siamo divenuti COVID-Free e abbiamo ripreso le attività di ricovero in Riabilitazione, Day Hospital e attività del Poliambulatorio, abbiamo riaperto la diagnostica e il laboratorio analisi agli esterni con le precauzioni di sicurezza dettati dalla Regione Lazio. Inoltre offriamo la possibilità ricoveri di degenza e DayHospital per la Riabilitazione in modalità privata”.

Per i ricoveri una volta accettati i pazienti, quale l’iter?

“Devono essere sottoposti a sorveglianza attiva per 14 gg previo un tampone nasofaringeo e test sierologicoe vengono collocati in una zona filtro dove tutti gli operatori hanno i dispositivi idonei per una maggiore sicurezza. Durante la quarantena comunque i pazienti vengo sottoposti a riabilitazione personale del caso nella propria stanza e mantenuti sotto sorveglianza attiva h24 e sempre con un medico di guardia. I parenti possono colloquiare a richiesta telefonica con i medici di reparto dal lunedì al sabato dalle 14:00 alle 16:00, mentre quelli usciti dalla quarantena possono programmare una visita attraverso le nostre terapiste occupazionali che daranno indicazioni in merito. Per i non autosufficienti è prevista la visita di un familiare che sarà sottoposto a triage e dovrà indossare i dispositivi di protezione. E’ di estrema importanza che i medici si confrontino solo con un familiare delegato dal paziente come da normativa per la privacy.Abbiamo imparato qualcosa in più dopo il Covid e credo che il paziente post Covid deve sentirsi sicuro e certo di una riabilitazione mirata a 360°”.

PASSATO IL COVID SI GUARDA AL FUTURO

Per i pazienti che pacchetti post Covid state preparando?

“Stiamo preparando due pacchetti, due percorsi ambulatoriali sempre cuciti ad personam. Gli ambulatori che avevamo a disposizione per i soli interni ora stanno riaprendo al completo anche per la gente che ne viene tanta qui a Ini Città Bianca. Evidentemente i nostri servizi soddisfano le esigenze dei cittadini. Devo aggiunger che molti dei miei pazienti di Roma preferiscono venire a Veroli in quanto posso offrire loro una notevole quantità di prestazioni in tempi rapidi ma di qualità. Ci stiamo predisponendo oltre ai pacchetti per controlli pazienti Covid di altri servizi nuovi come un Centro dell’osteoporosi e sindromi algodistrofiche, un servizio di ortopedia pediatrica” e tant’altro”.

Insomma alla fine del tunnel è arrivata la luce.

“E’ stata comunque una esperienza importante che ci ha fatto crescere anche dal punto di vista professionale. Da una cosa negativa, pandemia, ne è uscita fuori una positività professionale e ci sentiamo pronti a trattare casi specifici in qualsiasi momento senza abbassare la guardia, sarebbe un grave errore”.

AUGURI PROF. DELFO GALILEO FARONI

L’Ordine dei Medici di Roma ha premiato qualche giorno fa il professor Delfo Faroni in prossimità dei suoi 100 anni che compirà il giorno 8 agosto.

La proprietà dopo tanto che cosa le ha detto?

“Di andare avanti con i nostri programmi consci del fatto che, lo ripeto ancora, siamo una squadra che lavora in sinergia, oggi più esperta di ieri. Un grazie va a tutte le figure professionali di tutte le Strutture del Gruppo INI, conosco molti di loro, altri memo, ma anche loro hanno saputo reagire a questa pandemia con professionalità e spirito di squadra.
Grazie alla Dr.ssa Jessica Faroni e Dr Christopher Faroni della fiducia posta nella mia persona.
Se mi permette vorrei salutare ed augurare un Buon Compleanno ad un grande Uomo, parlo del professor Delfo Faroni (100 anni il prossimo agosto) che ha costruito il Gruppo INI vanto della sanità privata a livello nazionale”.
Come non associarci agli auguri di colui che abbiamo avuto l’onore noi poveri cronisti di conoscere ancor prima che la ruspa cominciasse a dare le prime ‘bennate’ per eliminare con cognizione il vecchio per far nascere l’attuale struttura di INI Città Bianca. E da verolano… “grazie professore per il grande patrimonio che hai consegnato alla nostra terra”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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