Operazione “Le due Valli, quattro ordinanze di custodia cautelare

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Operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Sora. Gli uomini dell’Arma hanno dato  esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Cassino su richiesta della locale Procura, a carico di albanesi in quanto ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere.

L’indagine

Il sodalizio criminale, espletava una ben organizzata attività di spaccio, suddivisa per settore merceologico e per area di vendita al dettaglio, monopolizzando di fatto l’illecito mercato, anche per i prezzi “concorrenziali”, tanto da diventare un punto di riferimento per gli assuntori nei comuni della Valle di Comino (Alvito, Atina, Gallinaro, Villa Latina, San Donato Valle di Comino e Casalvieri) nonché del Liri (Fontana Liri, Strangolagalli, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano ed Arpino).

L’attività dei carabinieri, quindi, condotta con le tradizionali tecniche investigative (quali appostamenti, pedinamenti, riprese video) unite alle più moderne tecnologie, è stata estremamente difficoltosa per le particolati tecniche utilizzate dagli indagati per eludere i dispositivi delle Forze di Polizia, dal controllo dell’area di spaccio con conseguente segnalazione dei controlli di polizia.

In particolare diversi giovani del luogo, anche in via disinteressata, collaboravano con gli indagatinon esitando ad avvertirli del passaggio e dei controlli delle Forze dell’Ordine, alla diversificazione dei canali di approvvigionamento (area campana e della capitale), alle più disparate tecniche di occultamento, in particolare occultando la sostanza in aperta campagna, per evitarne l’addebito in caso di rinvenimento da parte degli investigatori, giungendo all’utilizzo di un linguaggio criptico per depistare eventuali intercettazioni degli investigatori nonché utilizzando schede telefoniche con intestatari fittizi.

Non sono mancati, inoltre, appuntamenti con i clienti cambiati in continuazione o all’ultimo istante per verificare eventuali pedinamenti, lo scambio continui di autovetture e l’utilizzo dei social network (messenger e whatsapp) per comunicare tra loro e con gli acquirenti per eludere eventuali controlli. In molti casi la sostanza veniva ceduta a debito ed in caso di insolvenza non sono mancate minacce ed episodi di violenza verso i debitori insolventi.

Le tattiche criminali sono state, però, insufficienti in quanto i Carabinieri sono riusciti in più occasioni a individuare i nascondigli dello stupefacente e i numerosi clienti, con conseguente sequestro amministrativo e/o penale della sostanza, arrestando durante l’attività 5 persone, deferendone in stato di libertà n. 14 (di cui 6 originari dell’Albania), segnalandone n. 23  come assuntori al competente U.T.G.

I sequestri

Inoltre, in più occasioni sono stati sequestrati denaro proveniente dallo spaccio, materiale per il confezionamento ed i seguenti quantitativi di droga di varia tipologia (63 gr. di crack, 37 gr. di cocaina, 156 gr. di hashish, 197 gr. di marijuana).

Le misure

L’Autorità Giudiziaria, concordando con le risultanze investigative, ha disposto la misura coercitiva degli arresti domiciliari nei confronti di tre uomini, già censiti per analoghi reati, P.Q. classe 1981, M.B. classe 1980, C.E. classe 1992 nonché l’obbligo di dimora nei confronti di I.A. classe 1977.

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