Intervista con il maestro Luigi Mastracci

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Pianista, compositore e direttore d’orchestra. Un palmares ricco di riconoscimenti

di Egidio Cerelli

Luigi Mastracci, verolano doc, è un vero artista nel pianeta della musica. Un pianista oltre che compositore e direttore d’orchestra e maestro ripassatore di cantanti lirici.
“Un artista nel pianeta della musica mi sembra veramente troppo…Semplicemente un artista e basta, mi piace di più come espressione che mi fa vedere il mio lavoro proiettato nel quotidiano e nella normalità della mia vita. Ho affiancato agli studi di pianoforte anche quelli della composizione e della direzione d’orchestra perché in questo modo mi sento un musicista più completo. Tra le varie attività, quella del maestro ripassatore di spartito per cantanti lirici è quella che più amo, avendo da sempre una passione per l’opera lirica”.

Spontaneo chiedersi se con questi impegni possa avere tanto tempo a disposizione.
“Effettivamente gli impegni non mi sono mai mancati, sin dal periodo degli studi in Conservatorio. Ma il tempo per la famiglia e per gli affetti non è stato mai trascurato… Da sempre ho imparato ad organizzare bene le mie giornate, dando il giusto peso alle cose e soprattutto alle persone che ti sono attorno, in primis la famiglia”.

Un curriculum che parla chiaro e ci vorrebbero un paio di pagine per proporlo.
“Sono molto orgoglioso del mio curriculum che cerco, anno dopo anno, di arricchire ed articolare. Tra le cose che più mi danno soddisfazione c’è la mia origine verolana e il vanto di essere nato in Ciociaria. Amo profondamente la mia città! Quando mi esibisco nei vari concerti, ricordare la mia provenienza conta molto per me e provo il giusto orgoglio a vantare le mie origini quando mi presentano”.

DIPLOMI ARRIVATI CON IL MASSIMO DEI VOTI

Una curiosità, la sua ‘carriera’ parte proprio dalle istituzioni musicali della nostra terra con i diplomi arrivati con il massimo dei voti presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone.
“Effettivamente ho avuto bellissime soddisfazioni con i miei studi in conservatorio e ricordo con affetto tutti i miei maestri che hanno contribuito alla mia formazione artistica. Ricordo con affetto anche i tanti docenti incontrati e conosciuti nelle varie masterclass che ho seguito e nei perfezionamenti post-conservatorio”.

I suoi maestri sono una garanzia. La prof.ssa Ornella Grossi per il pianoforte ed i due maestri Antonio D’Antò per la composizione e Dario Lucantoni per la direzione d’orchestra. Che cosa le hanno insegnato oltre alla normale… scolastica?
“I miei maestri, tutti di grande livello e spessore artistico, oltre ai contenuti relativi alle varie discipline, mi hanno insegnato quelli che sono alcuni valori fondamentali della vita: credere in se stessi, affrontare le difficoltà giornaliere , non scoraggiarsi mai, avere sempre una buona dose di fiducia. Valori questi che si possono applicare in ogni tipo di contesto e di professione, non solo quelle artistiche”.

Ha svariato dagli ospedali ai vari auditorium, dai teatri alle sale concerti.
“Ho suonato un po’ ovunque, avendo avuto sempre rispetto del pubblico che avevo di fronte, senza distinzioni di sorta. Questo mi ha insegnato a non sottovalutare mai il ruolo dell’interprete che ha come obiettivo una mission: arrivare a tutti e avvicinare il pubblico ai brani musicali che si eseguono”.

Spesso ha anche assistito a prove tecniche di vari maestri, magari più famosi di lei come Riccardo Muti…
“Sì. Ho assistito effettivamente a varie prove di alcuni maestri famosi: Sinopoli, Muti, ecc. Anche questa possibilità di vedere dal vivo interpreti di così alto livello mi ha permesso di amare ancora di più questo lavoro”.

Pianista, compositore e direttore d’orchestra. Quale di queste tre è la più sentita e più sente sua?
“Sicuramente la componente pianistica è quella prevalente, visto che svolgo il ruolo di pianista da sempre, sia come solista, sia come accompagnatore di cantanti lirici e di colleghi strumentisti. Inoltre sento più mio il ruolo di pianista perché è quello in cui mi sono specializzato di più, seguendo vari perfezionamenti e corsi”.

E’ stato spesso anche lontano dall’Italia
“Non spesso, ma ho avuto diverse opportunità, specie in Giappone e in Polonia”.

Molti i riconoscimenti ricevuti

“Sì e ognuno di questi mi ha dato grande soddisfazione: sono stato insignito della Croce dell’Ordine al Merito Melitense dal Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (maggio 2005). Ho ricevuto con grande orgoglio il Premio Veroli “Rocca d’Argento 2016” e nel maggio del 2019 sono stato premiato e nominato Custode del Faro e Testimone di pace nel mondo dalla Biennale della Poesia (Presidente S. Aquilani) in collaborazione con la Fondazione Il Faro di Susanna Agnelli (Direttore G. Del Bufalo) per i meriti acquisiti nel campo della cultura, dell’arte, della scienza e della solidarietà”.

I CORI NELLA SUA VEROLI

Ha infatti creato e diretto diversi cori: il polifonico “Maria Chiara de Felice”, quello maschile dei “Novicantori” ed in ultimo il “Gaudete in Domino”. E tanti i concerti in giro anche fuori Veroli.
Oltre che pianista anche un ottimo organista.

“Sin dalla mia adolescenza ho avuto una spiccata passione per i cori, per la polifonia e per il contrappunto. Per questo decisi di occuparmi di coralità da subito. Ecco quindi il primo coro che formai insieme al fraterno amico Don Angelo Maria Oddi di Veroli: la “Corale Maria Chiara de Felice” con cui ho iniziato a farmi le ossa come giovane direttore; poi l’esperienza di un coro maschile: “I Novicantori” da un’idea di alcuni membri della Confraternita dell’Addolorata di Veroli e, infine, il coro “Gaudete in Domino” che tuttora dirigo e con il quale continuo a lavorare nel settore della coralità. Tanti sono i concerti che ho tenuto, non solo con questi gruppi, ma anche con altri colleghi, specie nel campo della musica da camera, non solo nel Lazio, ma in varie altre regioni d’Italia. Sebbene il pianoforte sia lo strumento con cui mi sono formato, anche l’organo mi ha accompagnato sempre nella mia attività, specie per quanto concerne gli impegni musicali con i vari cori”.

Diverse anche le sue collaborazioni.
“Certo. Diversi sono gli artisti con i quali collaboro, specie nel campo della lirica e della musica da camera. Credo molto che il condividere insieme uno spartito o una partitura sia sempre un’esperienza entusiasmante e stimolante. Si impara molto suonando con gli altri!”

Duo, trio e quartetti sono una sua peculiarità che fa parte del suo palmares.
“La mia formazione attraverso gli studi e le conoscenze di vari colleghi musicisti mi hanno spinto sempre più verso il meraviglioso mondo della musica da camera; per cui, dal duo al quartetto, ho avuto e ho tuttora varie esperienze di lavoro”.

Tantissimi gli impegni. La sua famiglia riesce a sopportarla oppure.
“Come già detto all’inizio di questa intervista, gli affetti hanno avuto ed hanno un ruolo fondamentale nella mia vita di artista. Spesso proprio gli affetti sono stati fonte di ispirazione per interpretare un brano o comporre una partitura. Certo, non è facile conciliare il lavoro con la famiglia, ma si capisce quando a volte bisogna staccare la spina. È sempre importante saper ascoltare se stessi, anche per capire se si sta esagerando con il lavoro, trascurando gli affetti. La famiglia, quindi, ricopre un ruolo fondamentale nella mia vita”.

NON SOLO MAESTRO MA ANCHE PROFESSORE

Lei insegna a Monte San Giovanni Campano?
“Sì. Da diversi anni lavoro come docente nella scuola sec. di I grado, dapprima a Roma e a Frascati, successivamente in provincia di Frosinone. Da quasi una decina di anni insegno nel I Istituto Comprensivo di Monte S. Giovanni Campano”.

E’ ancora giovane e quindi ha ancora davanti una lunga strada da percorrere.
“Sì certo, almeno spero. Mi auguro di fare ancora tante cose. Sono piuttosto attivo e la passione per la musica è ancora molto forte. Purtroppo viviamo in un periodo storico dove le difficoltà non mancano: dalle pandemie ai problemi economici, dalla crisi generale che la musica affronta al ruolo che la cultura dovrebbe avere sempre”.

COSA C’E’ DIETRO L’ANGOLO?

Quale il suo sogno ancora da realizzare?
“Questa è una domanda veramente difficile! Forse la più complessa di questa intervista… Diciamo che non ho un sogno in particolare, ma piuttosto tanti desideri che spero si avverino. Fra questi un mondo in cui la musica abbia sempre più valore, specie da noi in Italia dove tanti sono stati i compositori che hanno dato lustro al nostro paese. Mi piacerebbe che si investisse di più sulla musica, a cominciare dalla scuola dell’infanzia, luogo da cui si deve partire sempre per una formazione completa della persona e dell’individuo. Spesso la musica si comincia a studiare troppo tardi e non sempre i risultati sono positivi”.

Di composizioni ne ha scritte diverse. Ha in mente un’opera da scrivere e quindi strutturare e dirigere?
“Ho composto diversi brani, specie per quanto riguarda la musica da camera e quella vocale. Ancora non ho pensato ad un’opera vera e propria. Sicuramente, con il tempo, arriverò a maturare meglio questo progetto”.

Tanti i complimenti ricevuti. Il più bello chi glielo ha fatto?
“I complimenti ti gratificano sempre e ti invogliano a fare ancora meglio. Ogni concerto regala emozioni infinite e ovviamente i complimenti sono il riconoscimento all’apprezzamento di una performance. Il complimento più bello? Quello di mia figlia quando ogni volta, a fine concerto, mi dice: “Bravo papà!”

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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