Intervista con il maestro chitarrista Carlo Romano Grillandini

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Compositore ed ottimo performer e session man di gruppi di artisti tra cui Alan Sorrenti

di Egidio Cerelli
Salisti sul palco quasi per caso. Non si presentò il chitarrista ufficiale del primevo gruppo Evergreen. Il concerto era fissato per la serata. Avevi provato qualche volta con la band verolana. Ricordo che fui proprio io a telefonarti. Di corsa con papà Claudio arrivasti con una chitarra a tracolla e l’altra in mano. Sound check e fu subito un ingresso trionfale a Santa Croce. Da appena un anno strimpellavi lo strumento che diventò la tua vera essenza professionale.
“Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della musica, in particolare a quello della chitarra, intorno ai 14 anni. Inizialmente come autodidatta, proseguendo con lezioni private presso un insegnante della zona. Successivamente mi spostai presso il Saint Louis College of Music di Roma, dove ebbi la possibilità di studiare con chitarristi e musicisti del calibro di Lello Panico, William Stravato, Giacomo Anselmi, Gianni Di Renzo, e Antonio Solimene”.

PRIMO CONCERTO A 15 ANNI A VEROLI
Salire quasi per caso su un palco che effetto ti ha fatto?
“Un’emozione indescrivibile. Ma col senno di poi ho capito che quel momento ha segnato l’inizio della mia attività di perfomer, intorno ai 15 anni. Come sai bene, ho iniziato con diverse formazioni locali, tra cui gli Evergreen capitanati proprio da te. Questa esperienza è stata fondamentale per la mia formazione nel mondo dei live, quindi ovviamente ringrazio per la possibilità te, come pure tutti gli altri componenti della band: tu sai che molti di loro mi hanno dato molto, sia a livello personale che a livello musicale. Da lì arrivano poi alcune esperienze in studio, sia per l’incisione di brani inediti che come turnista per formazioni o artisti autoprodotti”.
A contorno di queste esperienze, inizi anche un percorso nell’editoria riservata alla musica.
“Infatti, dopo una Laurea in Comunicazione e Marketing presso l’Università degli Studi La Sapienza, inizio a scrivere su riviste del settore, come Axe (per la quale intervisto il grande Scott Henderson), Chitarre e MusicOff”.
Tra un concerto e l’altro trovi ancora il tempo per proseguire nello studio specifico.
“Sì, mi sono laureato in Chitarra Jazz presso il Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone. Prima di conseguire il titolo, partecipo al programma Erasmus, con il quale ho possibilità di studiare, per un seppure breve periodo, a Katowice in Polonia, in uno dei più importanti conservatori polacchi: Karol Szymanowski Academy Of Music”.
Da diversi anni ti dedichi anche all’insegnamento.
“Sì, mi dedico all’insegnamento da circa 12 anni ed ho ottenuto anche una certificazione come “Guitar Tutor” dal London College University, con conseguente iscrizione presso il “Registry Of Guitar Tutors” (RGT). Aggiungo che mi sono specializzato come didatta con un corso in Musicologia e Didattica della Musica presso l’Università Degli Studi Roma Tre”.

CON ALAN SORRENTI IN RAI
Con Alan Sorrenti un altro momento importante.
“Assolutamente, sono stato chitarrista e session man per Alan Sorrenti, per lui ho inciso le chitarre sulla nuova versione della hit “Figli delle Stelle” (2016), presentata su Rai2 nella trasmissione “Affari Vostri” e su Rai1 nella trasmissione “Mezzogiorno in Famiglia”, durante le quali sono apparso insieme all’artista”.
Tanti i gruppi con cui hai collaborato diventando un vero punto di forza del gruppo stesso.

PER 10 ANNI CHITARRISTA DELLA CANTANTE DI CASA ILARIA
“Bè, devo dire di essere stato il chitarrista del gruppo o della band che per dieci anni ha accompagnato la giovanissima cantante Ilaria Cretaro, che tu avevi scoperto e che avevi lanciato nel mondo dello spettacolo. Aggiungo spesso in duo con Beppe Carletti dei Nomadi, per la quale ho composto anche il brano “Stammi Vicino” insieme al paroliere Egidio Cerelli, edito da “Edizioni e Produzioni Nomadi”.
Andiamo avanti per sommi capi anche perché ormai vivi nel mondo della musica. “Ho inciso un disco edito da “Giovanni Valle Edizioni” con l’Orchestra di Fiati di Balsorano. Ho avuto il piacere di accompagnare altri artisti in qualità di turnista, come Tiziana Lighea e Stefano Borgia. Ma tanti sono ancora i gruppi con cui collaboro. Un’ottima formazione dell’ultimo periodo è una cover band di Umberto Tozzi e Gianni Morandi”.


Insegni tantissimo ed in questi giorni di Coronavirus come ti comporti con i tuoi allievi?
“Lasciare indietro gli allievi non è possibile, perché la musica aiuta anche e soprattutto nei momenti difficili. Quindi ho subito sistemato il mio studio per poter affrontare immediatamente le lezioni online, facendo in modo di poter offrire la migliore qualità audio e video possibile. Ovviamente niente a che vedere con le lezioni di persona, ma devo dire che siamo riusciti a superare il momento e continuare ad avere lo scambio fondamentale tra maestro e allievo”.

PER VOI ARTISTI ANNO 2020 NEFASTO
Quando ti manca un palco, un teatro, un pub e che cosa vedi dietro l’angolo, dopo che tutti gli eventi sono stati annullati e quindi rinviati all’anno prossimo?

“Sicuramente il danno per chi vive di musica è stato enorme, e spero vivamente che in qualche modo si possa riprendere l’attività live. Certo che per un musicista il live è sì una fonte di guadagno, ma pure la linfa vitale: la scossa che si ha quando si sale su un palco è una sensazione unica, non si può ottenere in altri modi. Ma tu questo lo sai bene”.

Mi dicevi che stai approfittando del fermo coatto, studiando e creando ‘pezzi’ per il tuo repertorio di musicista ed anche apparendo sui social con altri ‘pezzi’ inediti o arrangiati per chitarra.

“Probabilmente è stato un momento introspettivo, ho visto che tutti i “creativi” hanno messo in pratica qualche idea. Poi il maggior tempo a disposizione ha fatto il resto.”

C’è una cosa di cui vai fiero
“Ho ottenuto, infatti, da poco l’endorsement di due marchi importanti nella produzione di chitarre: l’italiana Eko e la californiana Schecter”.

Ed infine. Non più di mille spettatori che si potrebbero vedere che ne so su una piazza, in un prato. Perché non pensare di proporre concerti ad hoc?
“Sicuramente c’è bisogno di una soluzione, almeno fino a che saremo costretti a convivere con il virus. Probabilmente potremmo imparare a sfruttare le tecnologie che abbiamo a disposizione: un concerto in streaming, trasmesso da un posto in cui tutti i musicisti possono suonare insieme allo stesso tempo, rispettando tutti gli standard di sicurezza, potrebbe essere un modo per fornire allo spettatore la possibilità di beneficiare di quell’interplay che si crea solo quando un certo numero di persone si trovano a suonare insieme. Sono d’accordo sul fatto che sarebbe una soluzione a metà, stare di presenza a un concerto è ben diverso, ma come si dice, “mal comune, mezzo gaudio”.
Il tuo sogno
“Il mio sogno, nell’immediato, è che si possa tornare a non aver paura di un nemico invisibile. Inoltre mi piacerebbe molto che la musica e i musicisti fossero trattati meglio nel nostro paese, probabilmente questo particolare momento storico ha messo in mostra determinate criticità, che tutti conosciamo. Poi, visto che i desideri sono sempre tre, sarebbe bello scegliere di provare la stessa emozione che provai quel giorno, salendo per la prima volta su un palco, a Santa Croce. Lo hai accennato all’inizio dell’intervista.”

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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