Frosinone, la rincorsa continua

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di Roberto Mercaldo

La risalita prosegue e stavolta passa per un successo esterno. Il primo sospirato colpaccio di una stagione iniziata con il freno a mano, il Frosinone l’ha colto a Castellammare di Stabia.

L’esame non era agevole, perché le vespe avevano già dato prova di sapersi giovare del fattore campo anche al cospetto di club blasonati, tanto che la stessa capolista Benevento era stata costretta alla divisione della posta dagli uomini di Caserta.
Il campo ha espresso invece un verdetto chiaro e persino incongruo nelle proporzioni, giacché il Frosinone, oltre ai due gol, ha consegnato agli archivi del campionato cadetto altrettanti legni e almeno tre clamorose occasioni da rete sciupate. Per aver certezza di evitare un beffardo pareggio i giallazzurri hanno dovuto attendere il minuto 92 e la trasformazione di un penalty da parte di Camillo Ciano, subentrato nel finale a un Dionisi mai come stavolta croce e delizia. L’attaccante reatino ha infatti mancato in modo clamoroso e per ben due volte il raddoppio, pochi minuti dopo il gol rompighiaccio di Beghetto, terzino con evidenti e inusuali doti di realizzatore.
Nel secondo tempo Dionisi ha però inventato un meraviglioso tiro a giro sul secondo palo, che solo la cattiva sorte ha potuto cancellare senza traccia.
Anche Camillo Ciano, in verità, per una sorta di solidarietà tra compagni di reparto, ha fatto tremare la traversa della porta campana con una conclusione di stampo brasiliano: traiettoria centrale ma con effetti speciali, che il portiere stabiese ha solo potuto guardare, salvo benedire la buona stella che gli ha se non altro risparmiato la goleada.
Alla sagra del gol e dei pali non ha preso parte Novakovic, che ha ribadito la tendenza a far tutto bene meno la stoccata conclusiva. E trattandosi di un centravanti non è dettaglio di poco conto.
Probabile che a gennaio qualche altra pedina vada a rinforzare un reparto che è già forte e ben assortito, ma non sempre traduce in atto il lavoro della squadra, visto che 19 gol in 15 gare appaiono ancora bottino insufficiente per un club che non nasconde ambizioni di vertice.
Tra le note dolenti della positiva trasferta di Castellammare va purtroppo segnalato lo stop di Rohden, giocatore imprescindibile per gli equilibri del pacchetto centrale giallazzurro. In attesa di saperne di più sull’entità dell’infortunio e sui tempi di recupero, salutiamo con soddisfazione la ritrovata vena di Maiello, che era partito un po’ in sordina ma sta ritrovando gara dopo gara le virtù esibite nelle precedenti stagioni in maglia canarina. Al suo fianco, inno alla sostanza per Mirko Gori; ai suoi lati bravi Zampano e Beghetto a garantire spinta e copertura con analoga dedizione.
Le risposte più convincenti sono però arrivate dalla difesa, con Bardi bravissimo ad opporsi alle rare ma infide conclusioni gialloblù e i tre centrali impeccabili nelle letture ed autoritari nei contrasti con i volenterosi dirimpettai stabiesi. La porta intonsa è motivo di orgoglio, una certezza in più nel contesto della risalita.

UNO SGUARDO ALLE ALTRE

La quindicesima giornata ha fornito tante altre indicazioni interessanti in termini di risultati e di prestazioni.
La capolista Benevento ha ribadito di non soffrire della sindrome d’alta quota e lo ha fatto rifilando una cinquina impietosa ad un Trapani sempre più impantanato nella zona rossa della classifica.
Alle sue spalle, il Pordenone si candida per provare a ripetere l’impresa che riuscì al Frosinone di Stellone. In verità sono ancora in pochi a credere nel doppio salto degli uomini di Attilio Tesser, ma Strizzolo e compagni non se ne fanno un problema, come hanno perentoriamente dimostrato nello scontro diretto con il più quotato Crotone, flagellatosi suo malgrado attraverso la sciagurata deviazione di Mustacchio nella propria porta.
A dividere la piazza d’onore con i friulani c’è il frizzante Cittadella di Venturato, che al cospetto della Salernitana ha rischiato la beffa atroce: in svantaggio in apertura di confronto, ha poi realizzato ben 4 gol, staccando però il piede dall’acceleratore con improvvido anticipo. Sono così arrivati il secondo e il terzo gol degli ospiti, che hanno poi fallito di un soffio un aggancio che avrebbe avuto del clamoroso.
Davanti ai canarini di Alessandro Nesta, a quota 23, c’è anche il Chievo targato Michele Marcolini, che dall’ex centrocampista del Sora sembra aver assorbito la praticità e il cinismo. Raramente brillante, ma sovente efficace, il team clivense ha rispedito al mittente le ansie di riscossa della Cremonese e con il minimo scarto si è preso tre punti di platino che gli valgono il quarto posto in solitaria.
Appaiato al Frosinone c’è invece il Perugia di Massimo Oddo, due volte avanti e due volte raggiunto nel posticipo contro il Cosenza, addirittura vicino al colpaccio nel convulso finale di gara.
Pareggio casalingo anche per il Pescara, che ha dilapidato un doppio vantaggio contro il mai domo Venezia. Gli ospiti in verità hanno marcato fin dall’avvio una supremazia territoriale che sembrava esser stata vanificata dall’uno due perentorio degli adriatici. Nel finale però l’undici Veneto ha tirato fuori le unghie e strappato così un pari importante nel contesto della corsa salvezza.
A completare la giornata numero 15 il successo in rimonta e arrivato in extremis dell’Empoli sull’Ascoli, la netta vittoria dello Spezia ai danni del Livorno e la caduta casalinga del Pisa per mano dell’Entella.
Allo Stirpe sabato arriverà un Pescara con il dente avvelenato, ma per i canarini il successo è d’obbligo, per proseguire l’esaltante rincorsa.

Giornalista del quotidiano online “TuNews24.it”, è stato Caposervizio dei quotidiani “Ciociaria Oggi” e “Il Quotidiano della Ciociaria” e responsabile delle pagine sportive del quotidiano “La Provincia”.

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Roberto Mercaldo

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it", è stato Caposervizio dei quotidiani "Ciociaria Oggi" e "Il Quotidiano della Ciociaria" e responsabile delle pagine sportive del quotidiano "La Provincia".

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