“Abbandonato dalla Rems di Ceccano: vi prego, aiutate mio fratello schizofrenico”

Condividi la notizia!

Ilaria e Matteo crescono in un orfanotrofio rumeno, quando una coraggiosa famiglia italiana li adotta. Ma Matteo, che ha vissuto abusi e torture, inizia a manifestare schizofrenia e disturbi psicotici. Per la sua famiglia è un inferno. Ilaria si rivolge ai giornali e lancia anche un video-appello a Le Iene: si sente abbandonata dalle istituzioni e implora aiuto.

 

È proprio il noto programma Mediaset che racconta la sua storia. Ilaria è una sorella coraggio. Una giovane donna che sta lottando con le unghie e con i denti per ottenere un suo diritto: garantire cure adeguate a Matteo, suo fratello, che sembra essere stato abbandonato a se stesso. Questa è una storia di dolore, una tragedia che colpisce in Italia tante famiglie, che lottano nel silenzio di quattro mura domestiche: la malattia mentale. Matteo ha bisogno di una struttura contenitiva e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, tramite il Pm Adolfo Coletta, il 16 luglio scorso firma l’ordinanza n. 1036 in cui viene disposta l’esecuzione della misura di sicurezza detentiva presso la casa di cura e custodia Rems di Ceccano per la durata di un anno. Ma in quella struttura resta ben poco. “Dicono che non sono in grado di trattenerlo, che non hanno posti – racconta la sorella – Ma il mio dubbio è un altro…”.

 

 

Tutto comincia 30 anni fa in Romania, dove i due fratelli nascono. La loro è una famiglia distrutta, dieci figli piccoli e una madre che decide di togliersi la vit. I bambini sono costretti a crescere in un orfanotrofio: ma se possibile per loro l’inferno è appena all’inizio. “Abbiamo dovuto assistere a cose tremende – racconta Ilaria a Le Iene – bambini abusati davanti ai miei occhi e torture inflitte senza un motivo, come quando ci spegnevano le sigarette sul braccio. Matteo ha vissuto tutto questo orrore, una cosa che ha lasciato una traccia indelebile nella sua mente. La fortuna sembra però bussare per un attimo alla porta di Ilaria e Matteo, quando una famiglia italiana che vive a Terracina decide di adottarli. Nonostante quei terribili ricordi abbiano lasciato pesanti strascichi nei bambini, anche a livello fisico. Matteo, che insieme agli altri piccoli orfani è stato più volte costretto a bere la propria pipì, si è infatti ammalato di epatite. Ma l’amore è più forte, e quei due coraggiosi genitori decidono comunque di offrire a Ilaria e Matteo l’opportunità di crescere felici. Ma il passato ritorna e si fa sentire, soprattutto nella testa di Matteo. Il bambino, che fin da piccolo ha sempre avuto atteggiamenti e comportamenti “strani”, comincia a delirare, raccontando di sentire voci e vedere presenze sconosciute. “Schizofrenia borderline e sdoppiamento di personalità”, dirà anni dopo una diagnosi medica. È l’inizio dell’inferno, quello vero, per Ilaria e per la sua famiglia”.

 

“Un inferno – racconta – fatto di ingressi e fughe da comunità, da cui Matteo scappa appena può per tornare a rifugiarsi da mamma e papà e dalla sua amatissima sorella Ilaria. Ma una volta a casa, Matteo resiste pochi giorni, a volte addirittura solo ore. Quando i fantasmi del passato urlano nella sua testa, il giovane perde le staffe, arrivando a fare ciò che non vorrebbe mai fare. Come quando nel 2014, durante una lite in casa, rompe un braccio al padre. Ilaria, gonfia di dolore, è costretta suo malgrado a denunciarlo, ma quella denuncia come ci dice lei stessa “era solo un grido d’aiuto rivolto alle istituzioni che ci hanno abbandonato, non decidendo di prendersi cura davvero di Matteo. Matteo resiste pochi giorni a casa, e torna a fare l’unica cosa che pensa sia giusta, soprattutto per evitare altri dolori agli anziani genitori già così provati: scappare. E la sua casa diventa la strada, dormendo dove può e nutrendosi con quello che i passanti gli regalano. Matteo, che è giudicato “socialmente pericoloso”, non riesce a stare fuori dai guai, e più volte viene fermato per danneggiamenti, collezionando tante piccole condanne. E fermi. Ma è solo questione di ore, di giorni, e le istituzioni sono nuovamente costrette a lasciarlo andare. Il posto per Matteo infatti non può essere un carcere, o una delle numerose comunità generiche che provano ad ospitarlo. Matteo ha bisogno di una struttura contenitiva, come la Rems di Ceccano che per 4 mesi dal gennaio 2018 lo ospita. La speranza di Ilaria però, in quella occasione, dura pochissimo, perché la struttura lo dimette, spiegando che non sono in grado di trattenerlo“.

 

Matteo è di nuovo fuori, a far danni soprattutto a se stesso. Finalmente un giudice decide che Matteo debba avere un tutore, e questo viene individuato nella figura del sindaco di Terracina. E il sindaco, a sua volta, delega il compito ad un avvocato. Un legale che però non dura, e a cui ne segue un altro, e un altro ancora (l’attuale). “Mi dicono che troveranno una struttura adeguata per Matteo – spiega ancora Ilaria tra le lacrime -, ma nulla sembra muoversi. Matteo scompare per settimane, mesi, e noi non possiamo fare altro che presentare denuncia di scomparsa. Poi un giorno ritorna a casa, all’improvviso. Ma resta poche ore e di nuovo via, per strada”.

“Nel luglio 2018 – spiega Ilaria in tv – finalmente qualcosa sembra muoversi, quando un giudice sentenzia che Matteo debba essere ricoverato in sicurezza detentiva presso la Rems di Ceccano, la struttura che già lo aveva ospitato anche se per breve tempo. Quella carta parla chiaro, e non lascia spazio ad alcuna interpretazione: “Si richiede la designazione della struttura per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentiva. Casa di cura e custodia REMS per la durata di anni 1”. Sembra fatta, anche se in seguito la durata viene ridotta a 7 mesi.  Lieto fine, direte voi? No, perché Matteo non viene ricoverato in quella struttura, indicata espressamente dal giudice, neanche per quei 7 mesi. E quindi ritorna a “far danni” per strada, alternando momenti di tranquillità in famiglia a improvvise fughe. E a dare nuovo dolore a Ilaria e a due anziani genitori, ormai ridotti allo stremo”.

 

Ilaria e Matteo crescono in un orfanotrofio rumeno, quando una coraggiosa famiglia italiana li adotta. Ma Matteo, che ha vissuto abusi e torture, inizia a manifestare schizofrenia e disturbi psicotici. Per la sua famiglia è un inferno. Ilaria si rivolge ai giornali e lancia anche un video-appello a Le Iene: si sente abbandonata dalle istituzioni e implora aiuto.

 

È proprio il noto programma Mediaset che racconta la sua storia. Ilaria è una sorella coraggio. Una giovane donna che sta lottando con le unghie e con i denti per ottenere un suo diritto: garantire cure adeguate a Matteo, suo fratello, che sembra essere stato abbandonato a se stesso. Questa è una storia di dolore, una tragedia che colpisce in Italia tante famiglie, che lottano nel silenzio di quattro mura domestiche: la malattia mentale. Matteo ha bisogno di una struttura contenitiva e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, tramite il Pm Adolfo Coletta, il 16 luglio scorso firma l’ordinanza n. 1036 in cui viene disposta l’esecuzione della misura di sicurezza detentiva presso la casa di cura e custodia Rems di Ceccano per la durata di un anno. Ma in quella struttura resta ben poco. “Dicono che non sono in grado di trattenerlo, che non hanno posti – racconta la sorella – Ma il mio dubbio è un altro…”.

rems ceccano frosinone ciociaria le iene

 

Tutto comincia 30 anni fa in Romania, dove i due fratelli nascono. La loro è una famiglia distrutta, dieci figli piccoli e una madre che decide di togliersi la vit. I bambini sono costretti a crescere in un orfanotrofio: ma se possibile per loro l’inferno è appena all’inizio. “Abbiamo dovuto assistere a cose tremende – racconta Ilaria a Le Iene – bambini abusati davanti ai miei occhi e torture inflitte senza un motivo, come quando ci spegnevano le sigarette sul braccio. Matteo ha vissuto tutto questo orrore, una cosa che ha lasciato una traccia indelebile nella sua mente. La fortuna sembra però bussare per un attimo alla porta di Ilaria e Matteo, quando una famiglia italiana che vive a Terracina decide di adottarli. Nonostante quei terribili ricordi abbiano lasciato pesanti strascichi nei bambini, anche a livello fisico. Matteo, che insieme agli altri piccoli orfani è stato più volte costretto a bere la propria pipì, si è infatti ammalato di epatite. Ma l’amore è più forte, e quei due coraggiosi genitori decidono comunque di offrire a Ilaria e Matteo l’opportunità di crescere felici. Ma il passato ritorna e si fa sentire, soprattutto nella testa di Matteo. Il bambino, che fin da piccolo ha sempre avuto atteggiamenti e comportamenti “strani”, comincia a delirare, raccontando di sentire voci e vedere presenze sconosciute. “Schizofrenia borderline e sdoppiamento di personalità”, dirà anni dopo una diagnosi medica. È l’inizio dell’inferno, quello vero, per Ilaria e per la sua famiglia”.

 

“Un inferno – racconta – fatto di ingressi e fughe da comunità, da cui Matteo scappa appena può per tornare a rifugiarsi da mamma e papà e dalla sua amatissima sorella Ilaria. Ma una volta a casa, Matteo resiste pochi giorni, a volte addirittura solo ore. Quando i fantasmi del passato urlano nella sua testa, il giovane perde le staffe, arrivando a fare ciò che non vorrebbe mai fare. Come quando nel 2014, durante una lite in casa, rompe un braccio al padre. Ilaria, gonfia di dolore, è costretta suo malgrado a denunciarlo, ma quella denuncia come ci dice lei stessa “era solo un grido d’aiuto rivolto alle istituzioni che ci hanno abbandonato, non decidendo di prendersi cura davvero di Matteo. Matteo resiste pochi giorni a casa, e torna a fare l’unica cosa che pensa sia giusta, soprattutto per evitare altri dolori agli anziani genitori già così provati: scappare. E la sua casa diventa la strada, dormendo dove può e nutrendosi con quello che i passanti gli regalano. Matteo, che è giudicato “socialmente pericoloso”, non riesce a stare fuori dai guai, e più volte viene fermato per danneggiamenti, collezionando tante piccole condanne. E fermi. Ma è solo questione di ore, di giorni, e le istituzioni sono nuovamente costrette a lasciarlo andare. Il posto per Matteo infatti non può essere un carcere, o una delle numerose comunità generiche che provano ad ospitarlo. Matteo ha bisogno di una struttura contenitiva, come la Rems di Ceccano che per 4 mesi dal gennaio 2018 lo ospita. La speranza di Ilaria però, in quella occasione, dura pochissimo, perché la struttura lo dimette, spiegando che non sono in grado di trattenerlo“.

 

Matteo è di nuovo fuori, a far danni soprattutto a se stesso. Finalmente un giudice decide che Matteo debba avere un tutore, e questo viene individuato nella figura del sindaco di Terracina. E il sindaco, a sua volta, delega il compito ad un avvocato. Un legale che però non dura, e a cui ne segue un altro, e un altro ancora (l’attuale). “Mi dicono che troveranno una struttura adeguata per Matteo – spiega ancora Ilaria tra le lacrime -, ma nulla sembra muoversi. Matteo scompare per settimane, mesi, e noi non possiamo fare altro che presentare denuncia di scomparsa. Poi un giorno ritorna a casa, all’improvviso. Ma resta poche ore e di nuovo via, per strada”.

 

“Nel luglio 2018 – spiega Ilaria in tv – finalmente qualcosa sembra muoversi, quando un giudice sentenzia che Matteo debba essere ricoverato in sicurezza detentiva presso la Rems di Ceccano, la struttura che già lo aveva ospitato anche se per breve tempo. Quella carta parla chiaro, e non lascia spazio ad alcuna interpretazione: “Si richiede la designazione della struttura per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentiva. Casa di cura e custodia REMS per la durata di anni 1”. Sembra fatta, anche se in seguito la durata viene ridotta a 7 mesi.  Lieto fine, direte voi? No, perché Matteo non viene ricoverato in quella struttura, indicata espressamente dal giudice, neanche per quei 7 mesi. E quindi ritorna a “far danni” per strada, alternando momenti di tranquillità in famiglia a improvvise fughe. E a dare nuovo dolore a Ilaria e a due anziani genitori, ormai ridotti allo stremo”.

Marco Ceccarelli è giornalista e fotoreporter, attualmente Direttore di TuNews24.it. Ha iniziato la sua carriera nel 2004 presso il quotidiano Ciociaria Oggi, occupandosi prima di cultura e spettacolo come collaboratore e passando successivamente alla cronaca nera come redattore, quindi responsabile della cronaca nera provinciale fino al 2014. Nel frattempo ha ricoperto il ruolo di Direttore Responsabile di alcune riviste locali, come Beautycase, diventando poi corrispondente del quotidiano nazionale Il Giornale per le province di Frosinone e Latina. Quindi, dopo aver fondato nel 2013 la società di Comunicazione e Marketing Globalpress S.r.l., è entrato a far parte del Gruppo Editoriale Perté, ricoprendo in un primo momento il ruolo di Direttore Editoriale del mensile Perté Magazine e della web radio Radio Perté, successivamente anche del settimanale cartaceo Perté Week e del quotidiano web Perté Online. Sempre nell’ambito di tale progetto ha prestato servizio presso l’emittente Lazio Tv, dove ha ideato diverse trasmissioni televisive e radiotelevisive. Dopo tali esperienze nel 2015 ha deciso, con l’avvento del Frosinone Calcio in serie A, di fondare il settimanale “Tu Sport” di cui è Direttore Responsabile e, pochi mesi dopo, ha dato vita anche al settimanale generalista Tu News. Nel frattempo ha accettato l’incarico di Direttore Responsabile della rivista mensile Frosinone In Vetrina” In ultimo (ma solo per ora) nel ha dato vita al settimanale Non Solo Annunci,  alla rivista mensile poket Ciociaria da Vivere e ai quotidiani web IlCorriereDellaProvincia.it e TuNews24.it, aggiornatissimo portale d’informazione al quale verrà affiancata anche un’app per smartphone, per trasformare un innovativo progetto editoriale in un ambizioso esperimento web che affonda le proprie radici nell’informazione ma si prefigge di trattare molti altri temi e allargare le vedute oltre i confini e le barriere che oggi molte testate giornalistiche online si costruiscono intorno per barricarsi in un anacronistico tugurio d’autorevolezza. Poco costruttivo, poco democratico, poco Tu News 24.

Condividi la notizia!

Marco Ceccarelli

Marco Ceccarelli è giornalista e fotoreporter, attualmente Direttore di TuNews24.it. Ha iniziato la sua carriera nel 2004 presso il quotidiano Ciociaria Oggi, occupandosi prima di cultura e spettacolo come collaboratore e passando successivamente alla cronaca nera come redattore, quindi responsabile della cronaca nera provinciale fino al 2014. Nel frattempo ha ricoperto il ruolo di Direttore Responsabile di alcune riviste locali, come Beautycase, diventando poi corrispondente del quotidiano nazionale Il Giornale per le province di Frosinone e Latina. Quindi, dopo aver fondato nel 2013 la società di Comunicazione e Marketing Globalpress S.r.l., è entrato a far parte del Gruppo Editoriale Perté, ricoprendo in un primo momento il ruolo di Direttore Editoriale del mensile Perté Magazine e della web radio Radio Perté, successivamente anche del settimanale cartaceo Perté Week e del quotidiano web Perté Online. Sempre nell’ambito di tale progetto ha prestato servizio presso l’emittente Lazio Tv, dove ha ideato diverse trasmissioni televisive e radiotelevisive. Dopo tali esperienze nel 2015 ha deciso, con l’avvento del Frosinone Calcio in serie A, di fondare il settimanale “Tu Sport” di cui è Direttore Responsabile e, pochi mesi dopo, ha dato vita anche al settimanale generalista Tu News. Nel frattempo ha accettato l’incarico di Direttore Responsabile della rivista mensile Frosinone In Vetrina” In ultimo (ma solo per ora) nel ha dato vita al settimanale Non Solo Annunci,  alla rivista mensile poket Ciociaria da Vivere e ai quotidiani web IlCorriereDellaProvincia.it e TuNews24.it, aggiornatissimo portale d'informazione al quale verrà affiancata anche un'app per smartphone, per trasformare un innovativo progetto editoriale in un ambizioso esperimento web che affonda le proprie radici nell'informazione ma si prefigge di trattare molti altri temi e allargare le vedute oltre i confini e le barriere che oggi molte testate giornalistiche online si costruiscono intorno per barricarsi in un anacronistico tugurio d'autorevolezza. Poco costruttivo, poco democratico, poco Tu News 24.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *