“Il canto del cigno”, il teatro dell’Appeso dà appuntamento per giovedì 21 al Museo

Condividi la notizia!

Organizzato dalla delegata al centro storico Martina Bocconi in collaborazione con il consigliere provinciale Luigi Vacana

 

Giovedì 21 marzo alle ore 21 presso il Museo Civico si terrà l’evento ‘Il canto del Cigno’. Organizzato e voluto da Martina Bocconi consigliere delegato al centro storico, fa parte di un insieme di eventi che grazie alla collaborazione della Provincia e il supporto di Luigi Vacana fanno parte di un progetto piu’ ampio di valorizzazione dei centri storici. E’ solo l’inizio di tutto un progranmma di eventi col fine di valorizzare il nostro centro storico, e di mettere in risalto una location stupenda come il Museo Civico nonché chiesa di San Francesco che diventerà la location di tanti eventi da realizzare.
La Compagnia Teatro dell’Appeso presenta: “Il canto del cigno”, atto unico di Amedeo di Sora da Anton Cechov.
Interpreti: Amedeo di Sora, Andrea Di Palma. Alla fisarmonica: Daniele Ingiosi. Assistente alla regia: Stefania Fiaschetti. Regia: Amedeo di Sora.
Un attore sessantenne (Vasilij: Amedeo di Sora). Un giovane suggeritore aspirante attore (Nikita: Andrea Di Palma).
Soli. In un teatro vuoto. Di notte. Vasilij aveva scelto di essere attore con l’entusiasmo di un giovane nobile dall’animo ardente, per assaporare il “gusto” dell’arte teatrale, di una vita pervasa da passioni intense e da sete di conoscenza. Nikita dorme nei camerini, fa il suggeritore e sogna di diventare attore.
Vasilij ha scoperto da tempo che la “sacralità dell’arte non esiste” e cerca di colmare l’abisso di una disperata solitudine con risa, istrionismi, obliose sbornie e rovinosa routine.
Nikita è giovane. Con un presente miserabile e un futuro ricco di speranze.
Come nelle grandi tragedie, in questa pièce di Amedeo Di Sora, liberamente tratta da “Il canto del cigno” di Anton Cechov, vi è armonia tra la vita e la morte e i personaggi, individui vitalissimi costretti a vivere in un mondo affetto da letargìa, sono costretti a drammatizzare ogni attimo, ogni minimo evento dell’esistenza per poter soddisfare l’appassionato desiderio di vivere che li anima nel profondo.
Uno spettacolo di rara intensità, in cui le parole degli interpreti si nutrono di silenzi e riacquistano suono e sostanza, con il contrappunto struggente e straniante della fisarmonica di Daniele Ingiosi.

Condividi la notizia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *