In Ciociaria, nel 2024, il reddito imponibile medio è stato il più basso del Lazio, pari a 25.517,8 euro.
L’addizionale regionale Irpef media per contribuente è stata di 577,3 euro, registrando dal 2019 una crescita del 30,4%, il maggiore incremento a livello regionale. Nello stesso periodo, invece, il reddito è cresciuto meno della metà, registrando un aumento del 13,8%.
I dati
Il quadro delineato dal dossier “Fiscalità territoriale e impatto sui redditi delle famiglie nel Lazio”, realizzato dalla Uil Lazio e dall’Istituto di ricerca Eures, fa emergere un paradosso che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche di un territorio già penalizzato sul fronte dei redditi.
A Frosinone città, l’addizionale comunale media per contribuente è di 235,2 euro, mentre a livello provinciale il dato scende a 196,3 euro. Tra addizionale regionale e comunale, un contribuente della provincia di Frosinone versa mediamente al fisco 773,6 euro. Ma non è tutto: concentrando l’attenzione sul capoluogo, emerge che le due addizionali ammontano complessivamente a 708,4 euro per un reddito imponibile di 28.000 euro, salgono a 939 euro per un reddito di 30.000 euro e raggiungono i 1.412 euro per un reddito di 40.000 euro.
Il commento del Segretario Generale della Uil di Frosinone, Alessandro Cirulli
“Non si può continuare a chiedere di più a chi ha di meno – commenta Alessandro Cirulli, Segretario Generale della Uil di Frosinone – È un problema di equità e giustizia sociale: il fisco non può trasformarsi in un ulteriore fattore di impoverimento per territori già segnati da fragilità economiche e salari bassi. Serve una politica fiscale che redistribuisca il carico più equamente, tuteli il potere d’acquisto delle persone e restituisca ossigeno alle famiglie”.
Le spese che gravano sul bilancio familiare
A rendere il quadro ancora più difficile contribuiscono le altre spese che gravano sui bilanci familiari: dalla Tari al servizio idrico, dall’Imu alle rette degli asili nido e alle mense scolastiche. Voci di spesa differenti, ma accomunate da un impatto concreto sul reddito disponibile, possono arrivare a superare i 4.600 euro l’anno per una famiglia con un reddito di 20.000 euro, pari a circa il 23% del reddito, e i 6.900 euro per una famiglia con un reddito di 40.000 euro, con un’incidenza superiore al 17%.
Per questo, la Uil chiede alla Regione Lazio e alle amministrazioni comunali di avviare un confronto concreto per individuare misure in grado di alleggerire il peso della fiscalità e delle tariffe locali, attraverso una revisione delle addizionali Irpef e interventi sui costi dei servizi.
“L’obiettivo – conclude Cirulli – è garantire maggiore equità, proteggere le fasce economicamente più fragili e impedire che il costo dei servizi essenziali diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza”.


