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Terremoto a Frosinone: vertice lampo di maggioranza alle 18:30 dopo le dimissioni di Mastrangeli

A poche ore dal passo indietro del Sindaco, convocata d'urgenza la riunione a Palazzo Munari con i capigruppo per fare il punto sulla crisi. La Lega fa scudo e la Lista per Frosinone della consigliera Chiappini ribadisce il sostegno chiedendo un Presidente di maggioranza, mentre da FdI tutto tace e il PD incalza: «Aria di voto». Sullo sfondo, i rumors su un ultimatum di 4-5 giorni

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È una vera e propria corsa contro il tempo quella che si è aperta a Palazzo Munari. A pochissime ore dall’annuncio con cui il sindaco Riccardo Mastrangeli ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni nelle mani del Prefetto, la politica cittadina prova subito a contarsi e a capire se ci siano i margini per evitare il tracollo. Per le 18:30 di oggi è stata infatti convocata una riunione straordinaria di maggioranza presso la sede comunale, alla quale prenderanno parte tutti i capigruppo delle forze consiliari di Centrodestra.

Un summit decisivo durante il quale il primo cittadino farà importanti comunicazioni e in cui si traccerà un quadro chiaro dello stallo: si comprenderà se Mastrangeli sia fermamente intenzionato a confermare l’addio o se esista uno spazio di manovra politico per ricucire lo strappo entro i 20 giorni previsti dalla legge, termine ultimo prima che le dimissioni diventino irrevocabili e portino al commissariamento dell’ente.

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Le incognite sul tavolo: presidenza d’aula e futuro dell’Amministrazione

Al centro del tavolo resta l’ostacolo principale che ha paralizzato Palazzo Munari negli ultimi mesi: il mancato accordo sull’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, sfociato da ultimo nella fumata nera della seduta del 2 ottobre sul nome di Carlo Gagliardi. Ma il vertice delle 18:30 andrà oltre: in gioco non c’è solo una carica istituzionale, ma la tenuta complessiva degli ultimi mesi di consiliatura e la prospettiva politica in vista delle prossime elezioni amministrative.

Nel frattempo, a scaldare ulteriormente il clima sono i soliti rumors di corridoio: secondo alcune indiscrezioni (al momento senza alcuna conferma ufficiale), il Sindaco non sarebbe disposto ad attendere passivamente l’intero mese previsto dalla norma, ma avrebbe intenzione di porre alla sua coalizione un ultimatum perentorio, chiedendo risposte e garanzie entro un massimo di 4 o 5 giorni.

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Reazioni a confronto: la difesa della Lega, il silenzio di FdI, la linea netta del gruppo Scaccia e l’affondo del PD

​L’incontro si tiene in un clima di forte contrapposizione politica e attesa, emerso chiaramente nelle ore immediatamente successive all’annuncio delle dimissioni. Da una parte la Lega sceglie di fare scudo attorno all’amministrazione: i consiglieri Marco Sordi e Dino Iannarilli, insieme all’assessore Rossella Testa, hanno chiesto a tutti di far prevalere il senso di responsabilità istituzionale, ricordando che la città viene prima di ogni altra considerazione e richiamando il centrodestra all’unità per non disperdere il lavoro svolto finora e dare continuità all’azione amministrativa. A fare da eco all’esigenza di compattezza nella coalizione ci sono le posizioni emerse nell’ultimo consiglio comunale dalla Lista per Frosinone: per bocca della consigliera Francesca Chiappini, il gruppo aveva già rimarcato, subito dopo l’ultima fumata nera sul presidente dell’aula, il proprio pieno sostegno al sindaco Mastrangeli, ribadendo tuttavia la convinzione che la nuova figura di vertice del Consiglio debba essere individuata perentoriamente all’interno del perimetro della maggioranza di Centrodestra.

In questo articolato scacchiere resta invece da registrare il silenzio di Fratelli d’Italia, da cui al momento non è ancora trapelata alcuna posizione ufficiale o commento in merito agli ultimi concitati eventi. Di parere diametralmente opposto rispetto alle forze di governo è invece il Gruppo consiliare del Partito Democratico, che ha definito le dimissioni del primo cittadino come una decisione giusta e dovuta a fronte di un’aula bloccata da mesi per la contesa sulla presidenza del Consiglio, definendo la situazione come un corto circuito irreversibile e un caso unico a livello nazionale; per l’opposizione, dunque, senza numeri e senza una maggioranza vera, la strada del ricorso anticipato alle urne rimane l’unica tappa obbligata nell’interesse dei cittadini.

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L’esito del vertice di questa sera a Palazzo Munari chiarirà se le dimissioni di Mastrangeli rappresentino l’atto finale della consiliatura o l’estremo tentativo politico per serrare i ranghi.

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Redazione
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