Nuovo appuntamento del “Festival del Teatro Romano di Ferentino – Il Teatro Ritrovato”, promossa con il sostegno del Comune di Ferentino e realizzata nell’ambito della Rete Nazionale dei Teatri di Pietra, la più importante rete italiana dedicato alla valorizzazione dei teatri antichi e dei luoghi monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo.
Lo spettacolo teatrale
Oggi, mercoledì 22 luglio, alle ore 21.00, andrà in scena “Ulisse racconta Ulisse” con Sergio Vespertino: l’eroe greco, è arrivato alla corte dei Feaci, il grande viaggio, le grandi avventure sono alle spalle. Adesso, nel mondo incantato di Alcinoo dove l’ha accolto Nausicaa, lui ha un solo obiettivo: essere trasportato a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone.
Dunque, con la sua solita abilità e astuzia, inizia il racconto. Ma, prima di tutto, si presenta con il nome che lui pensa in quel momento sia l’unico a rappresentarlo: il mio nome è odio, dice per iniziare e cominciare a tessere le vicende di un guerriero ma soprattutto di un reduce costretto a compiere un lungo percorso per ritrovare Ulisse e non essere più Odisseo. Così, narra da reduce, tutte le guerre producono reduci, uomini che hanno vissuto l’inferno e che non sono più in grado di tornare indietro.
A lui invece, ma non ai suoi compagni che moriranno tutti nel grande viaggio del ritorno durato dieci anni, è concessa questa opportunità. Lui può tornare a casa ma per tornare è necessario che si purifichi e prenda conoscenza del mondo, della madre terra, di tutti gli elementi di cui lui, guerriero, non solo non si è accorto ma verso i quali ha compiuto azioni violente.
Così il passaggio essenziale è Circe, la maga. Lei, infatti, gli apre le porte dello sconosciuto e gli permette l’attraversamento tra profezie di Tiresia, Sirene, Ciclopi, venti di Eolo e così via. Alla fine del suo racconto, eccolo nel mondo dei Feaci a dire: il mio nome è Ulisse e va verso Itaca trasportato da una nave magica. Nell’ultima parte, Ulisse non ha più voce è solo un puntino all’orizzonte, una vela latina, mentre da Itaca, guardando il mare e il padre di nuovo fuggito, ci parla Telemaco che ha il compito di riportare il regno di Itaca alla normalità dopo la grande strage dei proci. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barchetta è un uomo in cerca di altri mondi, è l’avventura e la ricerca dell’intera umanità.
Scritto da Beatrice Monroy e Sergio Vespertino. Con Sergio Vespertino, musiche di Virginia Maiorana.


