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Frosinone, smantellato il bunker della droga che riforniva tutta la provincia: i Carabinieri eseguono 11 misure cautelari

Oltre cinquanta militari dell'Arma azzerano un sistema illegale da cento clienti al giorno e ripuliscono l'alloggio occupato per consegnarlo a chi ne ha davvero diritto

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Un imponente blitz scattato alle prime luci dell’alba ha completamente azzerato una delle piazze di spaccio più attive e strutturate di Frosinone. Oltre cinquanta militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, supportati dai reparti del territorio e dagli specialisti del Nucleo Elicotteri di Roma Urbe, hanno fatto scattare arresti e controlli simultanei nei comuni di Frosinone, Alatri, Veroli e Ferentino. 

Il giudice ha stabilito provvedimenti restrittivi per undici persone, ognuna delle quali ricopriva un ruolo preciso all’interno dell’organizzazione. Nel dettaglio della cronaca, per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare i dispositivi elettronici di controllo, i cosiddetti braccialetti. Un altro indagato ha ricevuto il divieto di dimora nel comune di Frosinone, mentre per due persone è scattato l’obbligo di dimora, rispettivamente nei comuni di Frosinone e Ferentino. Infine, per gli ultimi quattro indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Nel provvedimento notificato dalle forze dell’ordine vengono contestate numerose azioni criminali, tutte quante finalizzate alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti come cocaina, crack e hashish.

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Le manette sono scattate dopo un anno intero di controlli continui, mirati e approfonditi sul territorio. L’attività investigativa, che è stata chiamata in codice con il nome di “NAVIGANDO SUL PO”, ha permesso al Nucleo Investigativo di accertare che gli undici indagati agivano in modo organizzato all’interno di un gruppo criminale caratterizzato anche da stretti legami di parentela. Questa vera e propria banda a conduzione familiare aveva messo in piedi un sistema illegale molto sicuro e collaudato per gestire il mercato della droga.

Durante i mesi di indagine, i militari dell’Arma hanno ascoltato le comunicazioni dei sospettati tramite intercettazioni telefoniche e ambientali. A riscontro di quanto ascoltato, i Carabinieri hanno eseguito nel tempo svariati sequestri di droga, hanno arrestato diversi spacciatori in flagrante e hanno segnalato alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti moltissimi clienti, applicando l’articolo 75 della legge sulla droga.

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La vera centrale operativa degli affari criminali si trovava a Frosinone, dentro un appartamento di edilizia popolare in via Po che i membri del sodalizio avevano occupato abusivamente. Questo alloggio popolare veniva utilizzato esclusivamente per l’attività di spaccio, seguendo un modello operativo preciso e rigoroso. La base era protetta da strumenti di difesa passiva come telecamere a circuito chiuso e pesanti grate di ferro montate a protezione della porta d’ingresso. L’appartamento restava aperto e accessibile per la folla di clienti praticamente ventiquattro ore su ventiquattro, grazie a dei turni giornalieri di lavoro stabiliti per gli addetti alla vendita.

Chi spacciava nella casa riceveva l’ordine tassativo di usare mascherine o passamontagna per coprirsi il viso e non farsi riconoscere e identificare. Inoltre la base veniva rifornita di droga più volte al giorno e, con la stessa frequenza, i criminali passavano a ritirare i soldi dei guadagni per nasconderli in un altro luogo sicuro. Questo stratagemma serviva a evitare che un improvviso controllo delle forze dell’ordine portasse al sequestro di grosse somme di denaro o di troppa droga in una volta sola. Al termine delle indagini, lo stesso appartamento pubblico è stato sgomberato dai Carabinieri e restituito alla collettività, permettendo così all’ATER di assegnarlo in modo ufficiale a una famiglia fragile e bisognosa.

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I numeri complessivi emersi dall’inchiesta, coordinata dal Pubblico Ministero e condivisa dal Giudice per le indagini preliminari, sono altissimi e raccontano un giro d’affari enorme. I Carabinieri hanno accertato oltre ventiquattromila cessioni di droga, ricostruendo un volume di affari stimato in più di un milione di euro all’anno. La centrale di via Po attirava circa cento clienti al giorno, che partivano da ogni angolo della provincia di Frosinone pur di comprare le dosi. Gli acquirenti arrivavano infatti dai comuni di Alatri, Vico nel Lazio, Veroli, Sora, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Arpino, Cassino, Guarcino, Alvito, Ceprano, Strangolagalli, Arce, Roccadarce e Colfelice.

 

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Danilo Del Greco
Danilo Del Greco
Giornalista del quotidiano online “TuNews24.it” e del settimanale cartaceo “Tu News”, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Professionisti dal 1997, ha lavorato a lungo presso il quotidiano Ciociaria Oggi, sia nell'edizione cartacea che web. Altre esperienze nel settore televisivo, radiofonico e dei free press. Ha frequentato corsi di specializzazione a Rimini (Web Marketing festival) a Milano presso Il Fatto Quotidiano e a Roma con Salvatore Aranzulla.
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