Il Tribunale di Frosinone ha assolto perché il fatto non sussiste l’ex Sindaco di Ripi e Assessore provinciale Giovanni Celli e l’imprenditore Diego Silvestri, assistiti dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola.
I due erano accusati, rispettivamente quale progettista-direttore dei lavori e proprietario-committente di numerose violazioni edilizie poiché, secondo l’accusa, avevano realizzato, in totale difformità di un permesso di costruire rilasciato dal Comune di Arnara, un fabbricato per civile abitazione annesso all’attività agricola dell’imprenditore. Quest’ultimo rispondeva anche del più grave reato di truffa aggravata perché, rappresentando circostanze di fatto non veritiere ed omettendo informazione dovute, con artifizi e raggiri aveva indotto in errore il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune sulla legittimità dei requisiti da lui posseduti per poter accedere alle agevolazioni ammesse per gli imprenditori agricoli.
In sostanza si contestava di aver depositato agli organi competenti certificazione non veritiera proveniente dall’Inps che attestava falsamente il possesso dei requisiti previsti dalla legge per il rilascio del Piano di utilizzazione aziendale così ottenendo il beneficio di realizzare immobili, anche con destinazione residenziale, in zona agricola.
Tutto nasceva dalla decisione dell’Inps di mettere in discussione la sussistenza in capo all’imprenditore dei requisiti previsti per ottenere le agevolazioni richieste.
Di conseguenza l’Ufficio Tecnico del Comune, a seguito di apposito sopralluogo effettuato il 4 febbraio 2022 unitamente alla Polizia locale, riteneva illegittimo il permesso di costruire rilasciato con la conseguenza che molte delle opere realizzate venivano considerate abusive per violazione della normativa edilizia e antisismica.
Pertanto la Procura della Repubblica di Frosinone disponeva l’immediato sequestro del cantiere e apriva a carico del tecnico e dell’imprenditore un procedimento penale nel quale risultavano persone offese l’Inps, il Comune di Arnara e la Regione Lazio.
A distanza di oltre 4 anni dai fatti, il Tribunale di Frosinone, accogliendo in pieno le argomentazioni degli avvocati Salera e Marandola, ha assolto gli imputati da tutte le accuse, raccolte in ben 4 capi di imputazione, con la formula liberatoria più ampia ovvero perché il fatto non sussiste.
I legali sono riusciti a dimostrare l’assoluta correttezza dell’operato dei propri assistiti, evidenziando, tra l’altro, l’infondatezza delle tesi e delle interpretazioni dell’Inps e dell’Ufficio Tecnico.


