A due anni dall’insediamento della sua Amministrazione, abbiamo intervistato il sindaco di Veroli Germano Caperna. Con lui abbiamo tracciato un consuntivo dell’attività finora svolta e dei progetti in cantiere. Un’azione amministrativa che si è fin qui caratterizzata, tra le altre cose, per il forte coinvolgimento di tutti i componenti della maggioranza e nella quale un posto di rilievo l’hanno conquistato l’assessore alla Cultura Francesca Cerquozzi e quello ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica Augusto Simonelli.

Per il secondo anno consecutivo Veroli, con il suo Festival della Filosofia, è stata presente al Salone Internazionale del Libro di Torino: cosa ha portato questa esperienza alla Città?
“È un risultato che appartiene all’intera squadra amministrativa e al lavoro costruito in questi anni attorno alla cultura come elemento strategico. Con l’assessore alla cultura, turismo e commercio Francesca Cerquozzi abbiamo puntato su una programmazione continua che sta rendendo Veroli sempre più riconoscibile ben oltre i confini locali. La presenza al Salone Internazionale del Libro di Torino, insieme ad appuntamenti come il Premio Strega ospitato il 9 maggio, racconta questa crescita: Veroli oggi viene percepita come una realtà che produce contenuti culturali autorevoli e continui”.
La cultura basta da sola per assicurare sviluppo a Veroli?
“La cultura da sola non basta, ma senza cultura diventa difficile immaginare uno sviluppo duraturo. Noi la consideriamo una vera infrastruttura sociale, capace di incidere sul modo in cui una comunità costruisce prospettive future. Per questo abbiamo scelto di investire su percorsi culturali stabili, che dialogano con turismo, scuole, mobilità, rigenerazione urbana e servizi”.
Alla cultura è legato a doppio filo il turismo: quali sono i progetti principali?
“Veroli possiede un patrimonio storico, religioso e naturalistico straordinario. Stiamo lavorando per costruire una narrazione più organica della Città, capace di tenere insieme centro storico, contrade, spiritualità, paesaggio ed eventi culturali. Penso ai cammini religiosi, alla valorizzazione di Prato di Campoli e al progetto Hernica Saxa insieme alle altre Città erniche. Anche iniziative come il pellegrinaggio “Testimoni di Pace”, previsto il 24 maggio durante i festeggiamenti patronali, vanno in questa direzione: riscoprire Veroli attraverso i suoi luoghi e il suo senso di comunità”.
A che punto sono gli investimenti sulla scuola?
“Sulla scuola stiamo portando avanti un lavoro diffuso su tutto il territorio comunale, investendo nella sicurezza degli edifici, nella realizzazione di nuove mense, nelle palestre e nell’efficientamento energetico. Allo stesso tempo stiamo rafforzando i servizi per l’infanzia: tra strutture ultimate e cantieri in fase di completamento, Veroli avrà quattro nuovi asili nido”.
A proposito di scuola, martedì scorso Veroli ha ricevuto la visita ufficiale del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: cosa ha significato per la città questa visita?
“Un Ministro è innanzitutto espressione delle istituzioni dello Stato e la sua presenza in una Città assume sempre un valore importante. La visita del Ministro Giuseppe Valditara ha rappresentato un momento significativo di attenzione verso il percorso che Veroli sta costruendo attorno alla scuola e alla formazione. Gli incontri con dirigenti, docenti e studenti hanno mostrato una realtà scolastica dinamica e il riscontro positivo espresso dal Ministro sui nostri progetti e sulla qualità degli ambienti scolastici è stato una conferma importante del lavoro svolto”.
Festival e manifestazioni bastano per far rivivere il Centro storico? Non servirebbe anche una diversa politica urbanistica e commerciale?
“Credo che il Centro storico di Veroli non sia un luogo da “far rivivere”, perché è già uno spazio attraversato da iniziative e servizi che continuano a renderlo centrale nella vita della Città. Naturalmente ogni parte del territorio oggi assume vocazioni diverse, anche dal punto di vista commerciale e dei servizi, ed è giusto tenerne conto senza immaginare modelli artificiali o fuori dal tempo. Gli eventi culturali aiutano sicuramente a generare attenzione, partecipazione e movimento, ma il tema vero è accompagnare in modo equilibrato le trasformazioni urbane e sociali. Per questo servono cura degli spazi pubblici, accessibilità, qualità urbana e una visione capace di valorizzare le specificità dei diversi luoghi della Città. In questa direzione vanno anche le recenti acquisizioni di nuove aree da destinare a parcheggio, pensate per migliorare concretamente la fruibilità e la vivibilità del territorio”.
Lei è molto attivo sui social: cosa si aspetta da questo impegno?
“Oggi la comunicazione istituzionale non può più limitarsi ai momenti ufficiali. I social in generale ci permettono di raccontare la vita amministrativa di Veroli in modo diretto, trasparente e vicino alle persone. Cerco di usarli come uno spazio quotidiano in cui condividere il lavoro che facciamo, i progetti e la vita della Città. È una comunicazione che parla ai più giovani e che grazie al canale WhatsApp raggiunge in modo immediato anche tante persone più anziane. Nei momenti di necessità o quando serve dare informazioni rapide, poi, questi strumenti diventano fondamentali: la tempestività della comunicazione oggi aiuta davvero ad accorciare le distanze tra istituzioni e cittadini”.


