Il traffico paralizza le strade, ma è nelle stanze della politica che Frosinone rischia il blocco totale. Il passo dal ‘caos viabilità’ alla crisi di governo non è mai stato così breve. L’ultimo, clamoroso atto di una gestione della mobilità urbana che definire problematica è ormai un eufemismo si è consumato intorno alla rotatoria De Matthaeis, trasformata nel simbolo del fallimento comunicativo e operativo dell’amministrazione guidata da Riccardo Mastrangeli.
Dopo giorni di code chilometriche, segnaletica mutata all’improvviso e un ‘cantiere permanente della confusione’ che ha esasperato residenti e commercianti, oggi pomeriggio è arrivata la riapertura d’urgenza della rotatoria dove erano stati effettuati i lavori (LEGGI QUI). Una mossa disperata, una ‘retromarcia’ forzata per tentare di allentare la pressione di una piazza e di una stampa che da giorni sparano a zero sulle scelte viarie della giunta (dal contestatissimo BRT ai continui esperimenti sul traffico). Ma potrebbe essere troppo tardi: il danno politico è fatto.
La protesta in strada: la maggioranza si spacca davanti ai cantieri
Il vero punto di non ritorno si è registrato proprio a ridosso dei cantieri della discordia. In quella che i cittadini hanno ribattezzato la ‘rotatoria del caos’, si è materializzato l’incubo di ogni sindaco: consiglieri comunali uniti trasversalmente contro le decisioni del primo cittadino.
A fianco delle opposizioni (con in testa i consiglieri Cirillo, Martino e Petricca, pronti ad appellarsi persino al Prefetto per motivi di salute pubblica e inquinamento), è comparsa una figura che ha fatto saltare sulla sedia i fedelissimi del sindaco: Paolo Fanelli. L’ex primo cittadino e attuale consigliere di maggioranza di Fdi non si è limitato alla presenza fisica, ma ha rilasciato dichiarazioni pesantissime, lamentando la totale assenza di confronto a Palazzo Munari e lanciando un ultimatum chiaro: «Se non ci saranno cambiamenti, sarò costretto a mettermi dall’altra parte».
Pec di fuoco e la resa dei conti: convocata la riunione per domani sera
L’effetto domino è stato immediato. Altri consiglieri, sempre di maggioranza, stanchi dell’agire unilaterale del sindaco, hanno inviato delle Pec formali per richiedere spiegazioni urgenti, pretendendo un vertice o un Consiglio Comunale straordinario sulle scottanti questioni della viabilità.
La pressione è diventata tale da costringere il sindaco a cedere: per domani sera è stata infatti convocata d’urgenza una cruciale riunione di maggioranza. Sarà quello il tavolo della resa dei conti, dove Mastrangeli dovrà presentarsi non più da ‘imperatore’, ma da leader sotto assedio, costretto a giustificare scelte che hanno isolato la città e la sua stessa coalizione.
Il sindaco corre ai ripari
Gli inequivocabili segnali d’allarme – dalle barricate in strada alle Pec di fuoco inviate dai consiglieri – hanno costretto il sindaco Riccardo Mastrangeli a una precipitosa ritirata strategica. Di fronte al rischio concreto di un ammutinamento generale, il primo cittadino ha dovuto incassare il colpo e correre ai ripari con il vertice di domani. Non si tratterà di un semplice dibattito di routine, ma di un vero e proprio tavolo della resa dei conti, dove Mastrangeli sarà chiamato a rispondere dell’azione ‘imperiale’ portata avanti finora e a tentare di ricucire uno strappo che, ormai a poche ore dall’incontro, appare sempre più profondo e insanabile.
Rumors di fuoriuscite: i numeri che non ci sono più
I rumors che filtrano in queste ore descrivono una maggioranza ridotta a un castello di carte. I nomi che ballano sui taccuini dei retroscenisti politici sono pesanti: oltre allo strappo ormai evidente di Paolo Fanelli, si mormora con insistenza anche il nome di Sergio Crescenzi tra i possibili pronti a lasciare il gruppo. Non solo: ci sarebbero anche altri due consiglieri di cui per ora non facciamo nomi perché non abbiamo conferme.
Qualora queste fuoriuscite dovessero concretizzarsi, per Riccardo Mastrangeli si materializzerebbe lo spettro più temuto: la perdita della maggioranza numerica in aula. Senza i numeri minimi per governare, l’esperienza amministrativa sarebbe al capolinea, riaprendo ufficialmente a Frosinone una crisi profonda e forse irreversibile.
La solitudine del sindaco
L’ostinazione nel voler tirare dritto a colpi di ordinanze, ignorando i gridi d’allarme dei commercianti, le proteste dei cittadini intrappolati nel traffico e i ripetuti avvertimenti dei suoi stessi consiglieri, oltre che da parte di noi della stampa, ha prodotto l’effetto opposto. La risonanza mediatica e la mobilitazione di piazza hanno rotto gli argini.
Riaprire d’urgenza la rotatoria De Matthaeis questa sera è l’ammissione di un errore, ma in politica gli errori si pagano. Mastrangeli ha voluto gestire la città da solo: ora rischia di restare solo a guardare le macerie della sua coalizione. Per Frosinone, dal caos delle auto al caos della sfiducia, il semaforo è diventato definitivamente rosso. E domani sera, nel vertice di maggioranza, si intuirà se a Frosinone potrebbe a breve spegnersi definitivamente la luce su questa consiliatura.


