Quello che molti temevano e immaginavano si è puntualmente verificato: la festa ufficiale per la storica promozione del Frosinone Calcio in Serie A si terrà nella nuova Piazza dello Scalo. Una decisione che, stando ai fatti, appare chiaramente imposta dall’alto, seguendo un modus operandi già visto in passato per altre scelte riguardanti la viabilità e la gestione cittadina da parte dell’amministrazione Mastrangeli.
Una Giunta lampo nel silenzio totale
Nel pomeriggio di oggi, alle ore 17:00, il sindaco Riccardo Mastrangeli ha riunito la Giunta comunale. All’appello erano presenti tutti gli assessori, con l’unica eccezione del vicesindaco Antonio Scaccia.
L’aspetto che più colpisce non è solo l’esito, ma la modalità: la riunione è durata appena 6 minuti di numero, svoltasi nel silenzio più totale. Senza alcun dibattito o confronto, è stata comunicata la decisione di optare per lo Scalo. Tutti gli assessori presenti hanno votato favorevolmente, ratificando una scelta di fatto già presa, in una seduta che ha visto la Giunta apparire quasi esautorata dalle proprie funzioni deliberative.
Il ‘giallo’ dell’ordinanza: decisione presa già in mattinata
A confermare che il passaggio in Giunta sia stato una mera formalità è un dettaglio cronologico inequivocabile. Già nella mattinata di oggi, diverse ore prima che gli assessori si riunissero, il Comandante della Polizia Locale aveva già firmato l’ordinanza relativa ai divieti di sosta e alla viabilità alternativa nella zona dello Scalo proprio in previsione della festa di sabato.
Questo dimostra che il sindaco aveva già impartito le disposizioni necessarie ancor prima di verificare il numero legale o il parere dei suoi assessori, rendendo il voto del pomeriggio un atto puramente ‘scenografico’.
Il malcontento dei tifosi: “Volevamo il Matusa o lo Stirpe”
La reazione della città non si è fatta attendere. Sui social network esplode la protesta di centinaia di tifosi che hanno accolto la notizia con estrema negatività. Il sentimento comune è di profonda delusione: la piazza sportiva si aspettava che la festa si svolgesse nei luoghi simbolo del calcio frusinate: il Parco Matusa, tempio storico dove la squadra ha combattuto per decenni, o lo Stadio Stirpe, attuale ‘Casa dei Leoni’, simbolo del presente e del futuro del club.
Molti cittadini hanno già dichiarato apertamente che non parteciperanno ai festeggiamenti in segno di protesta contro quella che viene percepita come una mancanza di ascolto verso la base del tifo e la cittadinanza stessa.
Responsabilità in prima persona
Con questa mossa, di fatto, il sindaco Mastrangeli si assume la piena responsabilità, politica e d’immagine, di fronte a un possibile insuccesso o a una partecipazione ridotta, ma anche di fronte ai tanti problemi logistici e di sicurezza.
Il malcontento è palpabile e la scelta di ignorare le istanze dei tifosi potrebbe pesare sul clima del weekend. Resta ora da vedere come la città reagirà effettivamente tra sabato e domenica e se Piazza dello Scalo riuscirà, nonostante le polemiche, a contenere l’entusiasmo (o l’amarezza) di una città che chiedeva solo di festeggiare nei propri luoghi del cuore.


