Negli ultimi giorni, il dibattito politico a Frosinone si è acceso attorno alla gestione della Tari e al presunto ‘muro di gomma’ che i consiglieri di opposizione, Cirillo e Martino, sostengono di aver trovato negli uffici comunali. Una polemica, sollevata tramite testate locali, che parla di risposte ‘mute’ e accessi agli atti negati. Ma, carte alla mano, la realtà che emerge dal Palazzo comunale sembra raccontare una storia molto diversa: quella di un’Amministrazione che non solo risponde, ma lo fa nel rigoroso rispetto della legge e della tutela dei cittadini.
A fare chiarezza, con una nota dettagliata che smonta punto per punto le accuse di inerzia, è il Sindaco Riccardo Mastrangeli. Il primo cittadino non si limita alla difesa d’ufficio, ma trasforma il ‘caso’ in una lezione di diritto amministrativo e trasparenza, lasciando intendere come la sortita dei consiglieri somigli più a una forzatura elettorale che a una reale esigenza di controllo.
I fatti: risposte puntuali e rispetto della Privacy
Secondo quanto ricostruito dal Sindaco, il Settore Entrate ha garantito risposte documentate sin dal dicembre 2025. Il nodo del contendere? L’identità dei cittadini morosi. Se Cirillo e Martino chiedono i nomi, l’Amministrazione risponde con il Regolamento UE sulla Privacy (GDPR).
“Le affermazioni dei consiglieri non corrispondono alla realtà dei fatti – esordisce Mastrangeli – Il diritto di accesso è stato correttamente riconosciuto con la trasmissione degli elenchi dei contribuenti morosi in forma anonimizzata. La pretesa di conoscere i nomi non solo non è necessaria al controllo politico-amministrativo, ma contrasta apertamente con i principi di riservatezza. È il Ministero dell’Interno stesso a chiarire che l’equilibrio si realizza con la ‘mascheratura’ dei dati: esattamente ciò che l’ufficio tributi ha fatto sin dal primo momento”.
In altre parole, l’ufficio ha protetto l’Ente (e quindi i cittadini) da possibili sanzioni pesantissime e ricorsi, fornendo comunque tutti i dati numerici e territoriali necessari per valutare l’efficacia della riscossione.
Frosinone sopra la media: il verdetto della Corte dei Conti
Al di là della schermaglia sui nomi, Mastrangeli sposta l’attenzione sui risultati concreti, quelli certificati dagli organi terzi. E qui la posizione dei consiglieri vacilla ulteriormente. I dati SIOPE (gestiti da Banca d’Italia) e le relazioni della Corte dei Conti parlano di un Comune di Frosinone virtuoso: gli incassi derivanti dal controllo sulla TARI sono al di sopra delle medie regionali e provinciali.
“Appare evidente che il caso sollevato non sia un problema amministrativo, ma una forzatura strumentale”, sottolinea il Sindaco, lasciando intendere tra le righe che, quando la gestione è solida, l’unica arma rimasta all’opposizione sia la polemica procedurale.
La sfida finale: “Io sono in regola, e voi?”
Il passaggio più incisivo della nota di Mastrangeli, tuttavia, arriva in chiusura e sposta il piano dalla burocrazia all’etica personale. Una vera e propria ‘provocazione istituzionale’ che mette Cirillo e Martino davanti a uno specchio.
“L’amministratore ricopre un ruolo pubblico ed è chiamato a dare l’esempio – conclude Mastrangeli – Per quanto mi riguarda, ho sempre adempiuto correttamente ai miei obblighi Tari e lo dichiaro ufficialmente. I consiglieri Cirillo e Martino possono dichiarare lo stesso?”.
Una domanda che, nel silenzio che solitamente segue queste sfide, sembra chiudere definitivamente il capitolo: da una parte la solidità dei numeri e del diritto, dall’altra una polemica che rischia di trasformarsi in un autogol per chi l’ha innescata.


